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Milano | Vigentino – Symbiosis, cantiere sede Moncler: novembre 2022

Aggiornamento di fine novembre 2022 dal cantiere per il nuovo quartier generale di Moncler nell’area Symbiosis al Vigentino, posta tra via Gargano e via Broni, dove si trova fra l’altro la ciminiera industriale appena restaurata. Il progetto è dello Studio tudio Antonio Citterio Patricia Viel.

Come si vede, il cantiere sta procedendo e si è cominciato a scavare per le fondamenta dell’edificio.

Referenze fotografiche: Valter Repossi

Porta Romana, Vigentino, Antonio Citterio Patricia Viel, Symbiosis, Covivio, via Gargano, via Quaranta, Viale Ortles,




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


3 thoughts on “Milano | Vigentino – Symbiosis, cantiere sede Moncler: novembre 2022

  1. Andrea

    Ma il giardinetto dei nani al centro del lotto cosa sarebbe?Uno scherzo? Si parla di sostenibilitá ma vedo che tutte le superfici dei lotti di Symbiosis sono completamente edificate senza riservare neppure pochi metri quadri a suolo profondo e permeabile. I giardini di copertura o tetti verdi sono miseri compromessi di facciata…servono porzioni di verde pertinenziale obbligatorie con suolo permeabile e alberi di prima e seconda grandezza per stoccare CO2…questi rendering sono davvero scioccanti. Con tutte le volumetrie costruite é impensabile che si destini al verde un ruolo di pura immagine e non lo si consideri come dovrebbe,ovvero un ‘infrastruttura di salute pubblica. Ovviamente intendo verde vero,non di copertura. Con platani,bagolari,querce…i prunus e gli aceri Giapponesi non contano al cospetto di milioni di metri cubi edificati sopra e sottoterra. Mi perplime si continui a parlare di sostenibilitá e verde laddove vedremo solo giardinetti coreografici ad alta manutenzione.

    1. Paolo pgl

      Ha proprio ragione Andrea nel commento relativo alla mancanza di verde.

      Quello che balza agli occhi anche ad un modesto architetto quale io sono è la totale assenza di visione del futuro per le prossime generazioni.

      Al di là della sostenibilità del singolo edificio sicuramente importante decisamente apprezzata la mancanza di verde profondo è destinato a rimanere nei futuri decenni è un problema.

      Siamo decisamente sotto standard😔

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