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Milano | Porta Nuova – Aggiornamento torre Unipol cantiere “svolazzo” d’ingresso: primi di dicembre 2022

Altro aggiornamento dal cantiere di via Melchiorre Gioia a breve distanza dal precedente. Da più di un mese sono in corso i lavori per la realizzazione della spettacolare tettoia a sbalzo che caratterizzerà l’ingresso principale alla Torre Unipol, il grattacielo di circa 120 metri progettato dallo studio di Mario Cucinella Architects in costruzione a Porta Nuova, in via Melchiorre Gioia. 

Qui di seguito alcuni rendering che mostrano come dovrebbe apparire la tettoia a sbalzo o meglio a “sbuffo” che incornicerà l’ingresso principale della torre.

Naturalmente non possiamo non aggiornare di continuo questa spettacolare operazione che vede il montaggio della struttura “reticolare” che formerà lo “sbuffo”. Così ecco le immagini di ieri pomeriggio e sera.

Referenze immagini: Duepieisbagliati; UrbanUp Unipol

Tag: Torre Unipol, Mario Cucinella Architects, Porta Nuova, via Melchiorre Gioia




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


27 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Aggiornamento torre Unipol cantiere “svolazzo” d’ingresso: primi di dicembre 2022

      1. Jack milanese

        Sempre più simile a un pisello gigante … Ora pure con la tettoia effetto palle. Veramente ridicolo e imbarazzante cosa esca dalla testa degli architetti di oggi.

      1. A.

        Ed ecco la scemata del giorno…complimenti. Uno dei pochi rimbambiti che ancora pensa di riaprire quell’orrendo rivoletto di acqua putrida e stagnante chiamato naviglio..
        Vuole vedere cosa vuol dire avere un VERO corso d’acqua, bello da vedere, in una città..? Faccia un giro a Roma, Torino , Verona, Firenze e poi Parigi, Londra, Praga, Bangkok etc etc..

        1. Anonimo

          Se segui questo blog da un po’ di rimbambiti che credono ancora ai blabla del sindaco sulla riapertura dei Navigli ne troveresti quanti ne vuoi invece.

        2. Luca

          Riapriamo il Naviglio della Martesana (2) !
          Ma dopo aver riportato l’acqua del Seveso nel suo percorso storico – come è sempre stato prima della sciagurato chiusura degli anni 60 – separandola da quella pulitissima dell’Adda.
          Hai mai visto a Lecco l’Adda, dove ricomincia? O a Vaprio d’Adda, sotto Villa Melzi, il Naviglio della Martesana? Alessandro, Leonardo, guardate giù e intercedete per noi.

    1. Anonimo

      Di grazia, quale sarebbe il pezzettino di città pedonale che aggiunge la torre Unipol? Il marciapiede davanti all’entrata? Perché tutto il resto c’è già.

      1. Anonimo

        Anonimo delle 7.42

        Se c’è una cosa certa in questo mondo che siamo tutti illusi! Quindi su me è certo ma con te siamo 2.

        Io sono per il naviglio Si !
        Saluti

    2. osservatore

      Se lei fosse stato a conoscenza della reale dinamica dell’incidente è probabile (non sicuro perchè chi è vittima di strumentalizzazione ha la mente offuscata) non avrebbe scritto questo inutile e pericoloso commento che andrebbe prontamente segnalato a chi di dovere!

    3. Andrea

      Pedonale? Ma le hai viste le scalinate che servono per andare in Gae Aulenti? O i giri dell’oca che bisogna fare per attraversare Melchiorre Gioia?

      Quello è un quartiere automobilistico, hanno solamente “nascosto” le auto sotto terra ma di fatto il quartiere è progettato per consentire prima di tutto la massima percorribilità in automobile, l’esistenza di un viale ad alto scorrimento e l’accesso agli abbondanti parcheggi sotterranei. Tutto il resto è stato adattato per quanto possibile.

      CityLife è forse la più grande fregatura che ha avuto la città, un quartiere centrale che si finge green ma che di fatto ha migliorato e di molto i servizi alle automobili rispetto a quanto c’era prima.

      1. Anonimo

        Past… nipotino, cityLife è l’area “gemella” non è quella in questione. Ma probabilmente nel tuo cervello, qualsiasi progetto di sviluppo in cui entrino i privati e il loro sterco del demonio va avversato a priori…

        A tuo modo di vedere non si deve creare un’ampia area verde e un’enorme zona pedonale, ma bisogna punire le auto. Avresti preferito un buco nero in cui auto, bici, mezzi pubblici e pedoni venissero inghiottiti anziché una soluzione in cui i cittadini possano muoversi utilizzando modalità differenti. Che baluba…

        Descrivi la zona senza auto come un astuto specchietto per le allodole che nasconde l’unico vero intento che è quello di subdolamente rendere l’auto l’elemento dominante della zona.

        Ohibò, oggi pomeriggio ero in cima alla Torre Lombardia, che il buon Fontana ha aperto in campagna elettorale (non si sa mai che racimoli qualche voto extra. Non il mio). Da lassù si vede una grande area senza traccia di macchine. L’hanno fatto proprio bene questo diabolico specchietto per le allodole.

        Ma certo, il trucco c’è…
        Per raggiungere l’altopiano verde si devono salire rampe e rampe di scale che Messner non avrebbe scalato nemmeno nei giorni migliori e l’attraversamento di M. Gioia ricorda quello del Rio delle Amazzoni.

        Ti te set mat

        1. Andrea

          “Avresti preferito un buco nero in cui auto, bici, mezzi pubblici e pedoni venissero inghiottiti”

          Eh??

          Avrei preferito che venisse data meno priorità al traffico automobilistico, non per punire le auto, ma per poter dare il giusto spazio e i giusti investimenti economici agli altri metodi di spostamento.

          “qualsiasi progetto di sviluppo in cui entrino i privati e il loro sterco del demonio va avversato a priori…”

          Non va avversato ma va attenzionato dal Pubblico, cosa che per PN non è avvenuta. In questo caso il pubblico invece di difendere gli interessi pubblici ha alimentato gli interessi privati come si evince anche da tutte le vicende sugli indici di edificabilità descritte nel video di UF.

          Gli interessi pubblici non coincidono con quelli privati, il tuo cervello lo capisce questo?

          1. Andrea

            Esatto, oppure anche “opere a scomputo di oneri”…

            Come il tunnel, che solo lui (e la progettazione di tutto ciò che sta attorno) sarà costato più di tutte le piste ciclabili di Milano costruite negli ultimi 10 anni. Oppure come la pista di atletica di 100m e il vogatore. Oppure come le strade lastricate dove paecheggiare in sosta vietata. O come il ponte per consentire ai VIP della torre Solaria di andare a prendere il gelato senza dover attraversare la strada. Oppure come il collegamento ciclabile che dovrebbe essere fatto sotto il Rasoio ma che è ancora una striscia di terra recintata.

    4. Alx

      Sono passato di lì proprio qualche giorno fa… invasione di SUV e almeno due coglio@i (scusate non potrei definirli diversamente) che mi han sorpassato a velocità folli a ridosso del semaforo in direzione viale della Liberazione. A quel semaforo e proprio su quel breve tratto di strada (viale della Liberazione) più volte ho incrociato automobilisti che sembravano esser lì per fare le gare a chi correva di più e arrivava prima al semaforo successivo. Poi ci credo che uno ha paura ad andare sulle ciclabili non protette.

    5. Nanda Devu

      Anche a mio parere Melchiorre Gioia andrebbe rivista. Davvero una brutta via. Nono so se con la riapertura della Martesana, ma almeno sistemando l’arredo urbano e mettendo qualche albero.
      La torre. Non sono un architetto. A me pare molto bella. Non amo le torri troppo alte. Ma questa almeno è da vedere.

  1. Anonimo

    Basta aprire un quotidiano per vedere quanti si ammazzano ogni giorno sulle strade nell’indifferenza generale, spesso giovanissimi, sempre per velocità elevata o distrazione.

    In città ormai regna la legge del più forte e i più forti purtroppo sono quei trogloditi che si comprano delle auto potentissime, grandi come furgoni, e le guidano come se fossero in un autodromo di F1.

    Se non si fa qualcosa per arginarli i morti aumenteranno. Ma restringere corsie, pedonalizzare, fare ciclabili, mettere dossi e dissuasori in questo paese che ragiona al contrario fa calare il consenso. Notizia recente: il governo attuale l’ha capito molto bene e ha subito azzerato i fondi per lo sviluppo della ciclabilita urbana. La scelta è chiara ed è esattamente la direzione opposta che stanno prendendo tutti i principali paesi europei.

  2. Anonimo

    Tutto vero, però non si può accusare di questi crimini lo sviluppo dell’area che disaccoppia traffico a motore e zone pedonali (volendo anche ciclabili, c’è il simbolo della bici sugli ascensori, e pedalando a velocità moderata si può tranquillamente attraversare da piazza Aalto a Gae Aulenti o Corso Como)

    Sulle violazioni al codice della strada, controlli e sanzioni sono necessari per quanto impopolari. Multe, decurtazioni di punti patente e, per i comportamenti più pericolosi, il penale devono essere un deterrente. Come mai nelle corsie preferenziali con telecamere è rarissimo vedere auto private? Il controllo e la repressione sopperiscono a deficit di educazione e responsabilità. Triste ma pratico

  3. Wf

    I figli di Ignazio La Russa lavorano all ACI.
    AUTOMOBILE CLUB ITALIANO.

    Fai un po tu…
    Che vuoi che gliene frega a loro di ambiente, mobilità alternativa, trasporto sostenibile…

    Sono sempre quella roba li dagli anni 20.
    Se ne fregano

  4. Nanda Devu

    Anche a mio parere Melchiorre Gioia andrebbe rivista. Davvero una brutta via. Nono so se con la riapertura della Martesana, ma almeno sistemando l’arredo urbano e mettendo qualche albero.
    La torre. Non sono un architetto. A me pare molto bella. Non amo le torri troppo alte. Ma questa almeno è da vedere.

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