Torino | Porta Susa – Quale futuro per l’ex Grattacielo Rai?

Dopo anni di abbandono, il famoso ex Grattacielo Rai sembra avere speranze di rinascita o, almeno, un nuovo proprietario con buone intenzioni. Si parla dell’edificio che sorge e spicca tra Via Cernaia e Piazza XVIII Dicembre, di fronte alla stazione Torino Porta Susa. Il Grattacielo Rai come lo conosciamo oggi è stato costruito negli anni ’60 sul progetto dell’Ing. Domenico Soldiero Morelli e dell’Arch. Aldo Morbelli, con l’intento di ospitare la Sede Nazionale della RAI, anche se poi parte degli uffici sono stati lentamente spostati a Roma e nella sede Rai Torino in Via Cavalli, fino allo svuotamento completo avvenuto nel 2016.

Fonte: Google Maps 3D

Alto 72 metri, conta 19 piani fuori terra, 3 piani interrati ed una superficie lorda complessiva di quasi 29.000 mq, ed è stato uno degli edifici più alti della città – del suo settore – per diversi anni. La scelta della posizione della Torre è stata dettata dalla necessita di sfruttare le pre-esistenti fondazioni, costruite per la Torre Littoria (ora della Reale Mutua Assicurazioni) la cui costruzione è stata poi spostata in Piazza Castello, dove tutt’ora risiede.

La Torre ha una struttura portante in acciaio a vista (novità ingegneristica dell’epoca), è interamente rivestita da facciate in alluminio e vetro, e sulla sommità presenta un’imponente pensilina metallica. Oltre al corpo di 19 piani, il fabbricato possiede anche due volumi bassi, di 6 piani fuori terra, di impronta quasi uguale a quella del corpo principale. I progettisti, per non “stonare” con gli edifici esistenti di Via Cernaia, hanno dotato il fabbricato basso di un porticato che, seppur moderno, richiama comunque quelli attigui degli edifici storici.

Dopo la chiusura avvenuta 7 anni fa, la RAI ha cercato diverse volte di vendere l’edificio, con scarsi risultati. Infatti le ultime aste per la vendita sono andate deserte, molto probabilmente per la scarsa appetibilità dovuta all’ingente presenza di amianto che porterebbe, prima ancora di possibili lavori di ristrutturazione, ad una totale e costosa bonifica dal materiale tossico. Dopo l’ennesima asta deserta, però, nel marzo 2021 il Gruppo IPI SpA si è offerto per l’acquisto diretto tramite trattativa privata, aggiudicandosi l’ex Grattacielo Rai per una cifra di circa 8 milioni di euro divenendone, quindi, il nuovo proprietario.

Dalla vendita anche il Comune di Torino ne trarrà giovamento: il passaggio di proprietà, infatti, consentirà all’Amministrazione di incassare 3 milioni di euro di diritti; un risarcimento pari al prezzo base dell’ultima asta, andata deserta, nel novembre 2020. Un motivo in più, quindi, per volere un nuovo futuro per l’imponente struttura di fronte la Stazione Torino Porta Susa, per la quale, però, la nuova proprietà ancora non si è ancora sbilanciata riguardo la prossima destinazione d’uso.

Attualmente l’edificio è registrato come “terziario”, ma diversi rumors confermerebbero l’ex Grattacielo Rai come un futuro hotel di lusso, il che andrebbe ad aggiungersi ad un’altra struttura alberghiera, in costruzione, che prenderà posto nell’edificio dell’ex Stazione Ferroviaria Torino Porta Susa. Altre voci, invece, vorrebbero la costruzione di residenze di lusso e uffici – senza scartare del tutto l’opzione hotel – ad opera della Famiglia Segre, che detiene il Gruppo IPI SpA.

Sta di fatto che qualunque uso si farà della Torre, sarà comunque un successo, in quanto la stessa sorge in un’area che negli ultimi anni è stata fortemente rinnovata e rivalutata: dalla nuova Stazione Torino Porta Susa, al Grattacielo Intesa San Paolo, dalla Spina 3 al futuro Moxy Hotel nell’Ex Stazione Ferroviaria, numerosi sono stati gli interventi che hanno fatto rinascere il quartiere. La vicinanza con la stazione della Metropolitana e quella dei Treni (e anche dell’Alta Velocità), aumenta l’appetibilità dei locali, sia che diventino stanze di hotel, sia appartamenti privati o uffici.

La riqualificazione, però, non sarà facile. Rimane infatti l’onere di dover bonificare l’intera torre per eliminare definitivamente l’appellativo di “grattacielo dell’amianto”, tristemente guadagnato in passato, nonché rifare completamente le facciate – per adeguamenti normativi ed energetici – ripensare “da zero” impianti e verificare la sicurezza delle strutture esistenti. Attività, queste, che si stima possano durare dai due ai tre anni ma che poi ridaranno alla Torre la giusta importanza e risonanza che si merita.

Committente: Gruppo IPI SpA (Torino)

Foto storiche: Google

Foto area: Francesco Gullace

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