Milano | Cascina Gobba – Demolito il cavalcavia di via Padova Palmanova per la Metrotranvia

Dal 22 marzo scorso la viabilità sul cavalcavia di via Padova/Palmanova direzione tangenziale Est è stata deviata per consentire i lavori di realizzazione della tratta Cascina Gobba-Quartiere Adriano della Metrotranvia 7 interquartiere Nord.

La chiusura è stata necessaria per procedere con la demolizione del cavalcavia Serravalle-Cascina Gobba della rampa di immissione in tangenziale Est, già inibito alla circolazione, la cui ricostruzione permetterà di allargare la carreggiata di via Rizzoli e via Padova per consentire il passaggio della nuova metrotranvia e della pista ciclabile.

I lavori di ricostruzione del cavalcavia dureranno circa un anno, nel corso del quale l’accesso alla tangenziale Est in direzione nord è consentito da un varco provvisorio appositamente realizzato in corrispondenza dell’ingresso al parcheggio di M2 Cascina-Gobba.

Questo tratto della metrotranvia collegherà il quartiere Adriano, dove si attesterà per il momento con il capolinea di via Adriano, con la fermata della M2 a Cascina Gobba: l’intervento prevede la realizzazione di un percorso di circa 1,3 km con 3 fermate, lo scavalco con un ponte del naviglio Martesana e l’attesta mento in corrispondenza dei binari della M2 in ingresso alla stazione di Cascina Gobba, giusto al di qua del fiume Lambro. La stazione metropolitana sarà collegata al terminal tranviaro da un nuvo ponte pedonale sul Lambro, che sostituirà quello esistente. Verrà realizzata anche una ciclabile che affiancherà la metrotranvia. A ciò si aggiunge un tratto di strada, realizzato con fondi comunali, di circa un chilometro che connetterà la rotonda in uscita dalla tangenziale Est con via San Mamete.

Complessivamente la metrotranvia 7, lunga circa 14 chilometri principalmente in sede protetta, quando vedrà completati tutti i sette lotti funzionali che la compongono, metterà in comunicazione tutti i quartieri nell’area di Milano nord, collegando la stazione M2 di Cascina Gobba alla stazione FS Certosa e toccando altri importanti punti di interscambio del trasporto pubblico, come la stazione di Bovisa, la M3 ad Affori, l’ospedale Maggiore con la tranvia 4, la M5 a Bicocca, le Fs a Greco Pirelli e la M1 a Precotto.

La metrotranvia giungendo in via Rizzoli a lato del fiume Lambro e della Stazione M2 Cascina Gobba, si attesterà con i due binari che ospiteranno i tram bidirezionali, perciò non è previsto l’anello classico che serve ai tram per l’inversione di marcia. Qui, come accennavamo prima, sarà riprogettato il ponte pedonale che si connetterà con la stazione della metropolitana, sostituendo quello già presente in loco ma non più adatto alle nuove esigenze.

Peccato che, a quanto abbiamo appreso, i tralicci dell’alta tensione che tanto hanno afflitto per anni il Quartiere Adriano e Crescenzago, non saranno rimossi. Un occasione persa, ma come al solito, gli interventi non vengono mai coordinati.

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Referenze immagini: Roberto Arsuffi, ATM, Comune di Milano

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12 commenti su “Milano | Cascina Gobba – Demolito il cavalcavia di via Padova Palmanova per la Metrotranvia”

  1. Così, ora, da queste tavole abbiamo scoperto l’oscenità dei due cavalcavia (stradale e tramviario) sopra il Naviglio della Martesana, in una delle poche zone di passaggio del naviglio a Milano rimaste ancora verdi!
    Dalle tavole pubblicate prima, non era per niente chiaro, e il sottopasso sembrava scontato.
    Mi chiedo: per motivi di paesaggio la nuova tangenziale esterna è stata fatta passare sotto il Naviglio della Martesana. Non era possibile fare lo stesso a Milano, in una zona così scarsa di verde?
    Il tutto poi senza una discussione pubblica, fatto quasi di nascosto in un contesto in cui si parla solo di metrotranvia e non della nuova strada che passa di fianco. Alla faccia della riapertura dei navigli!

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    • Del tutto d’accordo. Nessuna discussione, nessuna obiezione. L’area verde viene lasciata volutamente nel degrado fino a che qualsiasi intervento, anche negativo dal punto di vista estetico ed ambientale, viene fatto passare come risolutivo. Questo è solo il primo passo verso la futura cementificazione dell’area.

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  2. Secondo voi c’è speranza che riasfaltino via Idro prima del 2026, chiusura lavori?

    Al momemto tutta via Idro lungo la Martesana è un accrocchio di asfalti degradati, buche e avvallamenti difficili da percorrere in bicicletta.

    La pista della Martesana è tra gli itinerari ciclabili strategici per la città ma è trattata malissimo. Degrado, sottopassi sporchi, abbandono di rifiuti, utilizzo come area cani, percorso da running, parcheggio in molti punti…

    A chi si può far presente la terra di nessuno che è dalla fine di via Padova fino a Cologno sud?

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  3. Buongiorno per i tralicci non posso far altro che darvi ragione infatti quando hanno abbattuto il primo eravamo contenti perché c’era la certezza che venisse abbattuto anche il secondo invece come al solito i lavori vengono fatti male così abbiamo una scarpa e una ciabatta e pensare che queste persone hanno studiato per poi fare questi bellissimi (per modo di dire) interventi urbanistici tutto studiato sulla carta senza capire il vissuto del quartiere dopo anni di quei invasivi tralicci

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  4. Wow.

    Ma allora l’allungamento del tram 7 fino alla metro Cascina Gobba è cosa fatta!

    Fanno già il ponte .
    Ottimo!

    Basta auto a Milano

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    • La sezione di strada e binari è priva di auto mentre riporta due bei tram.
      Le tavole e i rendering abbondano di bici e di dettagli sul ponte ciclabile mentre non ci sono “suggestioni” sui due osceni cavalcavia sopra il naviglio.
      L’unica cartina della zona verde mette in evidenza la tranvia e le sue fermate mentre edulcora la nuova strada come “nuova viabilità”.
      Qualcosa vorrà pur dire. O no?
      Il “club degli apoti”. Come diceva quello là?

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  5. In una città come milano fare una nuova strada costeggiata interamente dai tralicci non è una cosa fatta bene, si dovrà rimediare interrandoli il prima possibile, terna e comune trovino un accordo

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  6. Il meglio è nemico del bene. Per i tralicci ci sarà il momento giusto.
    Mi auguro che chi oggi piange esageratamente non si accontenti del maggior valore edilizio che si realizza ad opere terminate; al contrario spero di trovare ancora persone attente e disponibili ad affrontare i miglioramenti ulteriori, possibili, e soprattutto importanti per “tutti” i cittadini.

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  7. Così, ora, dalle tavole di questo articolo abbiamo scoperto che non si tratta solo della metrotranvia, ma di una nuova strada e di un doppio cavalcavia sopra il naviglio (auto + tram), dei quali nessuno ha parlato. Tutto ciò all’interno dell’unica zona verde di attraversamento del Naviglio della Martesana a Milano. Hanno fatto tutto senza una discussione pubblica. Per molto meno si sono mossi comitati vari. Qui, zero.
    La nuova tangenziale esterna è stata fatta passare sotto il naviglio tra Gorgonzola e Bellinzago. Non si poteva fare lo stesso anche a Milano?
    Dispiace che anche Urbanfile ci abbia parlato sempre e solo della metrotranvia e non si sia accorto che questa comunicazione nascondeva in realtà la cancellazione di quell’oasi di tranquillità che è quell’angolo di naviglio a Milano.
    Altro che riaprire i navigli! Il rumore delle auto ce lo ricorderà ogni volta che passeremo sulla ciclabile della Martesana.

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  8. Fare un progetto che accontenti davvero tutti oggigiorno e in un’area così complessa è davvero faticoso e difficile. In più tutto costa e costa sempre di più.
    Quindi molto bene per gli obiettivi che si vogliono raggiungere e coraggio!

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    • Laura, il coraggio se lo doveva dare chi ha gestito la comunicazione di questo progetto. Se fosse stato comunicato in modo ampio e per tempo, una discussione pubblica avrebbe fatto concludere che era necessario sottopassare il naviglio.
      Si è arrivati a eliminare accuratamente dalle tavole presentate sopra ogni riferimento esplicito alla nuova strada e alle auto; si vedono solo ciclisti e tram. Si poteva anche comunicare che la nuova strada serve a togliere traffico al ponte sul naviglio di Crescenzago, che forse un giorno, speriamo, potrà essere reso pedonale e ricostruito com’era, come a Gorla. Quel tratto, con le ville di Crescenzago che si affacciano sul naviglio, se lo merita proprio. Ma non al costo di quei due nuovi cavalcavia nella campagna successiva, che sarà molto difficile sopportare alla vista. Per non parlare poi del rumore delle auto che sopra passeranno costantemente.
      Che non si venga poi a parlare di costi: tra terrapieno+ponte e sottopasso non c’è molta differenza. Se poi si pensa che si tratta di lavori che lasciano il segno per i secoli a venire, la scelta tra le due opzioni era obbligata.
      Percorrendo in bici il naviglio da Milano a Trezzo, già oggi ci si rende conto che il tratto messo peggio è proprio quello di Milano: sponde disastrate, o “fai da te” in polistirolo; vegetazione spontanea senza cura alcuna; colonie di nutrie che scavano le loro tane dove le sponde sono scomparse; due ponti dove i ciclisti devono abbassarsi per non urtare con la testa. Negli altri comuni il naviglio sembra un paradiso.
      Ci mancava solo il doppio cavalcavia e una nuova strada. 

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