Milano | Porta Nuova – P39 e Botanica: cantiere rinviato al 2025

Milano Porta Nuova. Che fine ha fatto il progetto per P39 (il Pirellino ex UTC) e Botanica, il grattacielo fratello del Bosco Verticale?

Il progetto del duo P39 e Torre Botanica – da noi soprannominata “tramezzino verticale” – come avrete immaginato, è ancora fermo, bloccato come molti altri a causa delle indagini della magistratura sui procedimenti edilizi, che hanno paralizzato le pratiche urbanistiche in tutta la città. I lavori di demolizione del ponte edilizio a scavallo di via Melchiorre Gioia avrebbero dovuto iniziare ad agosto, ma quest’estate non ci saranno ruspe in azione, e i lavori sono stati rinviati, forse fino alla fine dell’anno, ma più probabilmente slittati al 2025.

Così del progetto immobiliare di via Pirelli 39 tanto discusso negli ultimi anni non si vede ancora un inizio, anche se l’inizio va fatto risalire al 2013, quando l’amministrazione comunale ha deciso di vendere l’edificio che ospitava uffici comunali, composto da uno stabile di 25 piani più tre interrati e una parte a ponte di tre piani, oltre all’autorimessa interrata in piazza Einaudi. Nel 2018, il Pirellino (così soprannominato) è stato incluso nel piano delle alienazioni immobiliari e a giugno 2019, Coima ha acquisito l’immobile per 193 milioni di euro, di cui 175 per i due edifici e 18 per il diritto di superficie novantennale sull’autorimessa. Il progetto del team vincitore, Diller Scofidio + Renfro (DS+R) e Stefano Boeri Architetti, prevede la riqualificazione del vecchio grattacielo che rimarrà ad uffici e la costruzione della Torre Botanica, un edificio residenziale caratterizzato da terrazzi dotati di ampie vasche per ospitare alberature e cespugli, una sorta di Bosco Verticale 2.0. Intanto lo scorso anno Coima aveva azzardato l’avvio del cantiere per il 2024, senza la parte “pubblica” del progetto, ovvero il ponte su Melchiorre Gioia riqualificato e reso spazio culturale per la città.

Progetto che naturalmente ha raccolto molti consensi tra i cittadini, perché molto bello e, grazie alla conservazione e riutilizzo del vecchio grattacielo comunale, anche “ecologico” visto che le demolizioni sarebbero state ridotte.

Ad ogni modo il primo ostacolo è emerso pochi mesi dopo la presentazione, quando Palazzo Marino ha modificato il Piano di governo del territorio, introducendo l’obbligo di destinare il 40% degli interventi edilizi superiori a 10mila metri quadrati, come il Pirellino, a edilizia residenziale sociale. Coima ha quindi presentato ricorso al Tar contro la decisione del Comune di modificare le regole in corso d’opera, sostenendo che l’acquisto era stato completato prima della variazione del Piano di governo del territorio. Il Tar ha dato ragione al Comune in primo grado, ma a dicembre 2023 il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso di Coima e riconoscendo il «legittimo affidamento del privato» riguardo ai poteri di pianificazione urbanistica su un bene venduto dall’amministrazione comunale.

Il 13 febbraio scorso, forte della sentenza del Consiglio di Stato, Coima ha scritto al Comune per ottenere il titolo edilizio necessario a iniziare i lavori in agosto, segnalando i «danni già subiti e che si stanno aggravando considerevolmente per ogni giorno di ritardo». La società di Manfredi Catella ha proposto un “percorso collaborativo per ottenere in tempi rapidi, e comunque entro aprile 2024, il permesso a costruire”. Il Comune ha risposto il 12 marzo, citando tra gli ostacoli la mole di lavoro necessaria per rivedere le pratiche alla luce delle disposizioni della magistratura e delle linee di indirizzo fissate dalla giunta “per orientare temporaneamente l’attività amministrativa tenendo conto delle indicazioni derivanti dagli atti emessi nelle indagini riguardanti alcuni interventi edilizi”.

Perciò da marzo scorso nulla è cambiato e l’unica soluzione potrebbe avvenire con l’approvazione in parlamento della norma “Salva-Milano”.

Milano – Porta Nuova > via Pirelli 39 > P39 – Torre Botanica (nella mappa Urbanfile codice: PN6) (uffici +residenziale) (nuova costruzione + ristrutturazione)

  • committente: Coima
  • progetto architettonico: Diller Scofidio + Renfro (DS+R) + Stefano Boeri Architetti

  • Referenze immagini: Coima
  • Fonte: la Repubblica
  • Coima, Via Pirelli, Pirellino, Botanica, Riqualificazione, Porta Nuova, Via Melchiorre Gioia, Stefano Boeri Architetti, Diller Scofidio + Renfro (DS+R)
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

13 commenti su “Milano | Porta Nuova – P39 e Botanica: cantiere rinviato al 2025”

  1. Che peccato, quel ponte era un elemento che avrebbe fatto la differenza in porta nuova.
    Ma non ci sono rendering aggiornati di come verrà realizzato il basamento senza la serra ?

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    • Avrebbe fatto sicuramente la differenza in peggio per i ciclisti, ma anche per i pedoni (su un lato di via Melchiorre Gioia sotto il ponte non c’è il marciapiede), costretti a unirsi alle auto per oltrepassare il ponte. Ci passo sotto in bici quasi tutti i giorni e vi assicuro che questa cosa è semplicemente pazzesca.
      Quindi è bene che l’edificio a ponte venga demolito e che sotto venga data continuità a marciapiedi e piste ciclabili. Sul lato del Pirellino purtroppo non sarà possibile perché, a suo tempo, l’edificio è stato progettato troppo largo, al punto che venne deviato anche il naviglio che scorre sotto (se non ci credete controllate la prospettiva dei tombini). C’è solo da sperare che prima o poi demoliscano anche quello.
      E poi si parla di speculazione edilizia fatta dai privati. Un edificio sopra la strada pubblica (ma anche il palazzo di nove piani in pieno centro storico, Largo Treves) sono opere fatte da amministrazioni pubbliche. Mai a un privato sarebbe stati concesso di farle.

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    • Ma basta, basta con sto spauracchio della “sinistra”, ma si evolvi suvvia oppure vada su facebook ad applaudire i suoi emeriti ignoranti, quelli che dedicano un aeroporto ad un delinquente e quelli che si ergono a cultori ma fanno gaffe perché sono semplicemente cretini. Troverà bene i suoi simili che tanto vi prendono in giro.

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  2. La percezione un pò cosi forse superficiale è che Milano abbia esaurito lo slancio progettuale che l’ha trasformata negli ultimi vent’anni.
    lo spazio expo senza un’idea all’altezza, gli scali sostanzialmente fermi, un sistema viario e ciclable che stenta a progredire, nessuna idea innovativa, infrastrutture sportive sempre al palo….insomma tutto quello che si vede oggi parte dal sindaco Albertini, di cui stiamo vivendo di rendita.
    Non so se è proprio così ma è così che io percepisco.

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  3. La percezione un pò cosi forse superficiale è che Milano abbia esaurito lo slancio progettuale che l’ha trasformata negli ultimi vent’anni.
    lo spazio expo senza un’idea all’altezza, gli scali sostanzialmente fermi, un sistema viario e ciclable che stenta a progredire, nessuna idea innovativa, infrastrutture sportive sempre al palo….insomma tutto quello che si vede oggi parte dal sindaco Albertini, di cui stiamo vivendo di rendita.
    Non so se è proprio così ma è così che io percepisco.

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  4. Due grattacieli veramente brutti e banali in una zona in cui si sarebbe potuto (anzi dovuto) osare dotando Milano di uno skyline degno di una capitale economica globale.
    Che tristezza .. l’Italia sa solo perdere occasioni e imita chi sta peggio di lei

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  5. Come farsi del male da soli.
    Non capisco e non capirò mai perché un bel progetto con oneri di urbanizzazione al vero servizio della comunità possa essere fermato per cavilli burocratici.
    Io ancora ci spero, ma questi blocchi non sono contro un grattacielo o un ponte, sono la volontà di affermare il proprio potere a discapito della comunità e della nostra bella città

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  6. L’importante è che partano. Sia con il Bosco bis, che personalmente trovo ben integrato nel contesto attuale, ma anche con gli ex UT. Gravissima la perdita del ponte serra, un plus più estetico che sostanziale, viste le dimensioni, ma certamente ultra meritevole. Spero in un ripensamento da parte di Coima

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