Milano | Porta Volta – Cantiere Museo della Resistenza: luglio 2024

Milano Porta Volta. Nuovo aggiornamento di metà luglio dal cantiere per la realizzazione del nuovo edificio, gemello del palazzo Feltrinelli, che diventerà il Museo Nazionale della Resistenza. Edificio in costruzione nell’area dell’ex distributore di benzina demolito nel 2017, area rimasta vacante per molti anni e che ha dato modo ai cittadini della zona, di mobilitarsi per creare un comitato a difesa del piccolo spazio verde che nel frattempo si era formato. Comitato che agguerrito ha cercato (un po’ invano) di difendere un glicine e dei tigli.

Questa è la situazione a metà luglio dal cantiere di viale Montello e piazzale Baiamonti. Onestamente speravamo di vedere maggiori progressi. Tra le foto si vede anche il resto del bastione ritrovato sotto il benzinaio e che sarà musealizzato all’interno della nuova piramide.

Milano | Porta Volta – Piazzale Baiamonti (area compresa tra Via Alesandro Volta, viale Bastioni di Porta Volta e Viale Montello) > MUSEO NAZIONALE DELLA RESISTENZA AI BASTIONI DI PORTA VOLTA (MiC – Ministero della Cultura) (Comune di Milano)*** (nella mappa Urbanfile codice: PV1)
(secondo edificio Herzog & de Meuron) (uso pubblico)

  • committente: MiC – Ministero della Cultura
  • progetto architettonico: Herzog & de Meuron (SD Partners srl – Architettura e Ingegneria) (H&dM – Herzog & de Meuron Ltd – Basilea, Svizzera) (Ariatta Ingegneria dei Sistemi spa) (Luraschi & Associati – Ingegneria e Architettura) (Agro Service srl – Cormano, MI)

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Joshua84
  • Porta Volta, Herzog & De Meuron, Viale Montello, viale Crispi, Viale Bastioni di Porta Volta, piazza Baiamonti, Museo Nazionale della Resistenza
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

8 commenti su “Milano | Porta Volta – Cantiere Museo della Resistenza: luglio 2024”

  1. Non lo potrò mai visitare con serenità sapendo che come sempre la natura viene messa in fondo alle priorità…
    Milano è una grande città ma deve saper tenere il verde centenario e multiplicare il “verde giovane”, la biodiversità, la permeabilità…

    Sogno di vedere ogni viale alberato, pagano e tante piazze trasformate in boschi, le aiuole con i fiori e non rasate a zero, gli sparti traffico senza il cemento, le radici degli alberi non coperte da piastrelle, i parcheggi permeabili…

    Chissà quanti anni dovrò aspettare.

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    • C’è un po’ di leggenda attorno al verde “secolare”.
      Di parchi “secolari” non ce ne sono molti a Milano. Non è che la coscienza verde sia così datata. Anche i platani secolari di via Mac Mahon, se hanno mezzo secolo è tanto. Poi un paio di alberi giovani di 7 o 8 anni, non producono meno ossigeno di uno secolare. In compenso assorbono più CO2 perché sono affamati di carbonio, dovendo crescere.

      Poi, sia chiaro, il sogno è simile 😉

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      • non ho mai parlato di CO2 o inquinanti, anzi in quel momento stavo pensando all’ombra che possono fare gli alberi e l’assorbimento delle piogge.

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  2. Beh lavorano alacremente, addirittura in due sugli escavatori operai in ogni dove, finiranno sicuramente prima della data stabilita.
    A parte gli scherni sull’italico modus operandi delle opere pubbliche, vorrei informare i lor signori del verde rubato, che la superficie che sarà occupata è la medesima del benzinaio che di fiori ne distribuiva ben pochi, e di secolare aveva solo il petrolio usato per divenire gasolio, se proprio vogliono depavimentare qualcosa c’è poco distante il parcheggio dei bastioni di porta Venezia, quello si che fa schifo ed è una landa desolta, potrebbe mantenere la funzione parcheggio ma almeno intervallato da alberature e coperto da autobloccanti.

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  3. Basta con sti palazzoni. Zone limitrofe come l’inizio di via gioia sono diventate invivibili. Una selva di grattacielini che tolgono la luce e strozzano le abitazioni che ci sono intorno. Basta costruire!

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  4. Personalmente continuo a rimanere perplesso, per non dire contrario alla realizzazione di un museo dedicato alla resistenza, tema tanto dibattuto quanto divisivo per le note e tragiche vicende che coinvolsero i protagonisti di tale evento e che secondo i rispettivi e personali punti di vista vennero e vengono tuttora considerati liberatori e salvatori della patria o volgari assassini ideologizzati; tuttavia disquisizioni storico/ideologiche a parte, come detto esiste già in quel di Porta Nuova/Garibaldi (se non erro in Via Confalonieri) un istituzione che si chiama Casa della Memoria, la quale dovrebbe raccogliere e cristallizzare a sempiterna memoria collettiva appunto, tutte le vittime della follia ideologico/stragista (terrorismo rosso e nero) dal dopoguerra ad oggi; ebbene perche’ non creare e divulgare in quella sede una sezione dedicata al ricordo della Resistenza e dei suoi lutti? Sarebbe oltretutto l’occasione per valorizzare e far conoscere ai cittadini l’esistenza di un istituzione di cui è il caso di dirlo si è “persa la memoria”(la sede è spesso chiusa e raramente ospita mostre aperte al pubblico). Parlando poi dell’aspetto estetico della seconda piramide ce ne sarebbe da dire visto che già la prima non brilla per originalità e bellezza.

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