Milano, La Maddalena.
Febbraio 2026. Nei mesi di ottobre e novembre, il Comune ha avviato il progetto tanto contestato, per rendere piazza Lionello Bettini alla Maddalena (tra piazza Bande Nere, via delle Forze Armate e via Primaticcio) parzialmente pedonale. L’intervento rientra nel programma comunale “Piazze Aperte per ogni scuola”, promosso dal Comune di Milano e dal Municipio 7, che punta a creare spazi sicuri e vivibili intorno agli istituti scolastici. In questa zona se ne contano ben sette, di diverso ordine e grado, pubbliche e private.


Il progetto, proposto dall’Associazione Genitori Cabrini e Oltre insieme ad altre realtà del territorio, ha visto la collaborazione di AMAT, Bloomberg Associates e Global Design Cities Initiative.
Come abbiamo visto l’intervento ha portato alla pedonalizzazione del lato ovest della piazza, con un ampliamento dell’area centrale per favorire la mobilità pedonale e la sicurezza dei bambini.
Sono stati inseriti giochi a terra, panchine, piante, rastrelliere per bici e tavoli da ping pong e da picnic, per restituire alla comunità uno spazio di incontro e socialità.
Modificata anche la viabilità: via Tonezza è ora a senso unico (in direzione piazza Bettini), mentre il lato est della piazza, verso via Vincenzo Giordano Orsini, è diventato a doppio senso. Lungo via Tonezza è comparsa una nuova pista ciclabile, che collega la piazza all’asse di via Primaticcio.
L’obiettivo è chiaro: creare un ambiente sicuro e accogliente per gli alunni all’uscita da scuola, offrendo al tempo stesso nuovi spazi per i residenti e riducendo il traffico di attraversamento.
Naturalmente l’intervento è stato realizzato modificando lo spazio urbano utilizzando vernici, paletti, panchine e qualche vaso, senza modifiche strutturali. Forse in un futuro la piazza, se l’esperimento funziona, potrà essere arredata con pietra e vere alberature, ma questo è futuro, anche se in alcuni casi è già successo, come già avvenuto per Piazza Dergano e Piazza Angilberto II, che sono state rese definitive con arredo urbano concreto, alle quali adesso andrà inserito anche Largo San Dionigi a Pratocentenaro.















- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Comune di Milano, Urbanistica tattica, Piazze Aperte, La Maddalena, Via delle Forze Armate, via Primaticcio, via Tonezza, via Orsini
E chi l’avrebbe “tanto contestato”? Immagino sempre i soliti autosottoilculodipendenti…
L’hanno contestato a lungo i comitati di quartiere, si sono mobilitati sui social e anche dal vivo, hanno mobilitato negozianti e genitori degli alunni. Risultato? L’area è stata già danneggiata almeno un paio di volte e, su uno dei tavoli/ping pong, è stato recentemente rinvenuto il bossolo di un proiettile lasciato lì come monito.
Per dire: i comitati, nella loro attività di cieca propaganda anti-immigrati (si, esatto, si cerca di difendere un presunto diritto alla circolazione nascondendosi dietro la possibilità che questi luoghi diventino bivacchi di stranieri), stanno scatenando odio e violenza.
Potrebbe precisare se il suo post è ironico? perchè nel caso che lo sia, oppure no, è riuscito benissimo ad esserlo in entrambi i casi.
Assolutamente non ironico. È la realtà dei fatti. I gruppi di contrari hanno talmente scaldato gli animi che alla fine è successo il solito casino. Abito in zona e so cosa dico
le piazze tattiche hanno un unico scopo: spendere i soldi delPNRR, a favore dei soliti amici, creano disagio alla viabilita’ , levano parcheggi e, cosa importantissima alla sera saranno preda di matanza, spaccio e rifiuti
… e disturbo notturno per i residenti che al contrario dei maranza hanno il brutto vizio di alzarsi presto alla mattina per andare a lavorare.
Questi sono fondi comunali, non del pnrr. E si tratta di poche migliaia di euro per intervento, non sarebbe certo il modo più efficiente di sprecare soldi!
Che diventerà un bivacco,specie notturno, è probabile,come visto in altre zone .Tanto la Locale non interviene
non conosco l’area oggetto di intervento, tuttavia si sa da tempo che questo tipo di interventi urbanistici (vedasi urbanistica tattica), se da un lato consentono di ottenere risultati apprezzabili in poco tempo ( ed economicamente vantaggiosi ) dal punto vista della fruizione dello spazio vivibile, e giustamente nei pressi di scuole/asili ecc., per converso occorre riconoscere che la qualità dell’iniziativa è spesso mediocre e assai poco accogliente per cio’ che riguarda l’arredo urbano, non bastano infatti un paio di tavoli da ping pong e superfici pittate con colori sgargianti (la pavimentazione rimane quella che è, ovvero asfalto che in estate come sappiamo diventa insopportabile), poichè, come è ben noto queste aree diventano, al netto di qualche virtuoso esempio, luoghi di bivacco e di presenza di soggetti assai poco raccomandabili, (stranieri o italiani, ma con una preponderanza di stranieri) e non ultimo grande accumulo di rifiuti vari. I comitati di quartiere a volte si sa, sono arroganti e individualisti, tuttavia ritengo che alcune proteste legate alla viabilità e ai parcheggi siano piu’ che legittime, tanto piu’ quando si tolgono posteggi regolari senza offrire alternative credibili.
Buongiorno . Non è una questione di ideologia, ma di realtà quotidiana. Quando i residenti scendono in strada, non contestano in toto il concetto di ‘piazza aperta’ o l’urbanistica tattica, ma l’assenza totale di gestione. Trasformare uno spazio senza garantirne il controllo significa condannare un quartiere al degrado notturno. Il punto è semplice: le iniziative non gestite generano problemi di ordine pubblico di cui gli abitanti sono le prime vittime, non i responsabili. Grazie per lo spazio concesso.
Ma qui c’è un problema. Davanti a quest’area tattica c’era già un giardinetto con panchine e fontanella che già era spesso adibito a bivacco. Questa riqualificazione non ha creato il degrado, quello c’era già. Ha avuto invece l’intento di rendere più sicuro l’accesso alle scuole.
Inutile girarci intorno: agli abitanti non piace per il degrado o i maranza, quella è una scusa. Agli abitanti non piace solo perché ha tolto qualche posto auto e obbliga ad un tragitto più tortuoso per essere attraversata. TUTTO QUI.