Milano, Scalo Romana.
Luglio 2026. Nuovo aggiornamento fotografico dal cantiere della Torre Faro A2A, il nuovo headquarter progettato da Patricia Viel per ACPV Architects. L’intervento prevede la riqualificazione degli edifici storici di inizio Novecento, restaurati sia esternamente sia internamente, la realizzazione di un nuovo corpo lineare lungo il margine dello Scalo Romana e la costruzione dell’elemento più iconico del complesso: la torre, destinata a raggiungere i 145 metri di altezza.
In queste settimane è stato finalmente liberato dalle impalcature uno degli edifici più significativi del complesso storico: l’antica centrale elettrica di piazza Trento, costruita nel 1905 per la neonata Azienda Elettrica Municipale. La centrale sorse in posizione strategica accanto all’allora nuovo scalo merci di Porta Romana, così da poter ricevere con facilità il carbone necessario ad alimentare le caldaie della centrale termoelettrica.

Il progetto fu affidato all’ingegnere Tito Gonzales, dell’Ufficio Tecnico Comunale, che concepì un impianto moderno per l’epoca, già predisposto ad accogliere una stazione ricevitrice capace di trasformare l’energia ad alta tensione proveniente dai futuri impianti idroelettrici lombardi. Nel 1934 il complesso venne ampliato su progetto dell’ingegnere Romeo Interlenghi, con un’importante riorganizzazione degli impianti; la centrale rimase in funzione fino al 1954.
Il nuovo grattacielo si ispira idealmente alle alte ciminiere della storica centrale, che per decenni hanno caratterizzato il panorama di Porta Romana, diventando uno dei simboli della Milano industriale e trovando spazio anche in alcune celebri opere di Umberto Boccioni.
Il recente restauro ha restituito piena leggibilità all’architettura originaria dell’edificio del 1905, uno dei migliori esempi di archeologia industriale milanese. Realizzato nel tipico linguaggio eclettico-industriale dei primi del Novecento, presenta un’elegante composizione in mattoni e intonaco, scandita da grandi aperture ad arco e impreziosita dalle caratteristiche decorazioni geometriche a saetta che corrono lungo le fasce orizzontali e i marcapiani, oggi nuovamente valorizzate dopo l’intervento di recupero.







Milano – Scalo Romana – Piazza Trento 7 – NEW BUILDING TRENTO – A2A (Torre Faro) (nella mappa Urbanfile codice: SCR1) (terziario) (nuova costruzione con demolizione) (riqualificazione)
- inizio cantiere: 02 – 2024
- conclusione cantiere:
- committente: (A2A spa)
- progetto architettonico: ACPV Architects
Di seguito le foto aggiornate del cantiere, che mostrano la torre ormai ampiamente rivestita con la facciata continua in vetro. È ben visibile anche l’interruzione del volume in corrispondenza del tredicesimo piano, dove sarà realizzata una terrazza alberata destinata a ospitare vegetazione e spazi all’aperto.
Nelle immagini si nota inoltre la corona sommitale dell’edificio, già in avanzato stato di completamento, sulla quale è stato installato il braccio tecnico destinato alla manutenzione e alla pulizia delle facciate vetrate dell’intero grattacielo.
















































- Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Valter Repossi
- Porta Romana, Porta Vigentina, Via Ripamonti, Scalo Romana, Coima, Demolizione, ATI project S.r.l., Villaggio Olimpico, Milano 2026, Olimpiadi Invernali 2026, Scalo Romana, Porta Romana, Coima, Covivio, Prada Holding, OUTCOMIST, Diller Scofidio + Renfro, PLP Architecture, Carlo Ratti Associati, Antonio Citterio Patricia Viel, Symbiosis, Covivio, via Gargano, via Quaranta, Viale Ortles
Il peggio dell’urbanistica gestita dal Comune: un’opera brutta e inutile per riscuotere contributi di urbanizzazione con i quali disegnare per terra una inutile e pericolosa pista ciclabile, che ha ridotto una strada larga ed in parte alberata, come via Giulio Romano, ad una monocorsia. Percorrere quella corsia accidentata da tombini buche e sportelli di auto posteggiate e’, nel migliore dei casi, un pericoloso stress. Poi, alzando lo sguardo, vedi l’orrenda torre e ti chiedi: perché?
Concordo 1050%!
Per non parlare dell’orrendo cementone spacciato come splendido villaggio olimpico! L’apoteosi del pessimo gusto!
Sono gli evidenti risultati di quando un topo di biblioteca si mette a fare il ratto da strada! Non è il suo mestiere! Ogni riferimento è volutamente casuale.
P.S.in Giulio Romano i nuovi cordoli di separazione alti 30cm messi quasi a parcheggio biciclette sono pure pericolosi; se ti distrai un istante e ci inciampi cadi rovinosamente a terra…esperienza vissuta personalmente ahimè.
In una città sempre più calda avere un altro alto edificio rivestìto di superfici riflettenti che amplificano il calore è un offesa per la salute di cittadine e cittadini. Non ne abbiamo bisogno, anzi, è proprio ciò che va evitato.