Milano Nord Loreto.
Luglio 2026. Tra i quindici mercati comunali che Sogemi è chiamata a riqualificare e rilanciare, uno degli interventi più significativi riguarda lo storico Mercato Comunale Coperto di viale Monza, all’angolo con via Pietro Crespi, nel quartiere di Nolo. Il più antico e il più grande mercato coperto di Milano si prepara infatti a una profonda trasformazione che, entro la fine del 2027, lo restituirà alla città come moderno polo del commercio di prossimità e della vita di quartiere.
Di questo edificio ci siamo occupati più volte, ripercorrendone la storia e mettendone in luce le qualità architettoniche, spesso poco conosciute, nonostante rappresenti uno degli esempi più interessanti dell’architettura pubblica milanese degli anni Trenta.
Realizzato nel 1933 su progetto degli ingegneri Luigi Lorenzo Secchi e L. Massari, il mercato nacque durante la stagione di espansione dei mercati comunali promossa dal Comune di Milano. L’elemento più caratteristico è senza dubbio la grande volta a botte in cemento armato, una soluzione strutturale di notevole eleganza che richiama le grandi coperture delle stazioni ferroviarie e delle architetture industriali dell’epoca. Purtroppo questa straordinaria copertura è rimasta nascosta per decenni da una controsoffittatura realizzata negli anni Cinquanta, alterando la percezione dello spazio originario.





Dopo essere stato per molti anni uno dei principali punti di riferimento commerciale della zona nord-orientale della città, anche il mercato di viale Monza ha conosciuto il lento declino che ha interessato numerosi mercati coperti milanesi. Oggi, però, sembra finalmente arrivato il momento della sua rinascita.
Per guidare la riqualificazione è stato scelto Fabio Novembre, che dovrebbe presentare il progetto definitivo entro i prossimi mesi. L’intervento costituisce uno dei tasselli più importanti del programma di rilancio dei mercati comunali promosso da Sogemi insieme al Comune di Milano.
Il progetto punterà soprattutto sul recupero della storica volta, destinata a tornare protagonista dell’edificio, e sulla realizzazione di un nuovo livello ammezzato che ospiterà attività di ristorazione, bar e nuovi spazi dedicati alla socialità. Il piano terreno manterrà invece la sua funzione originaria, continuando ad accogliere il mercato alimentare.
Complessivamente saranno realizzati circa 2.950 metri quadrati di spazi pubblici, ai quali si aggiungeranno 170 metri quadrati destinati ad attività associative e iniziative per il quartiere e 200 metri quadrati di spazi esterni. L’obiettivo è trasformare il mercato in un luogo frequentato durante tutto l’arco della giornata, capace di andare oltre la semplice funzione commerciale.
La visione di Sogemi è infatti quella di riportare i mercati comunali al centro della vita dei quartieri, trasformandoli in autentici luoghi di incontro e aggregazione. Per questo motivo è stato avviato, insieme alla società FROM, un percorso partecipativo rivolto a residenti, operatori economici e associazioni locali, così da costruire un progetto il più possibile rispondente alle esigenze del territorio.

Come ha sottolineato il presidente di Sogemi, Cesare Ferrero, il nuovo mercato dovrà tornare a essere un punto di riferimento non soltanto per la spesa quotidiana, ma anche per la socialità e la vita del quartiere, in un contesto in cui il commercio tradizionale sta vivendo una profonda evoluzione.
Parallelamente è già stata avviata la manifestazione di interesse rivolta agli operatori commerciali che intendono insediarsi nella futura struttura. Le offerte dovranno essere presentate entro giugno 2026, mentre la firma delle concessioni è prevista per settembre. Nel frattempo si stanno definendo anche le modalità di trasferimento temporaneo degli operatori ancora presenti, così da consentire l’avvio dei lavori.
Se il cronoprogramma sarà rispettato, il rinnovato Mercato Comunale di viale Monza riaprirà entro la fine del 2027, riconsegnando alla città non solo uno dei suoi edifici pubblici più interessanti restaurato e valorizzato, ma anche un nuovo centro di vita urbana dove commercio, ristorazione, servizi e iniziative culturali potranno convivere.








Siamo naturalmente curiosi di scoprire come Fabio Novembre interpreterà questo delicato intervento di recupero. L’auspicio è che il progetto riesca a valorizzare l’identità architettonica di questo straordinario edificio degli anni Trenta, restituendogli quella centralità che per decenni ha avuto nella vita del quartiere.
Nel frattempo il Comune prosegue anche il percorso di confronto con la cittadinanza: dopo i primi incontri pubblici, una nuova assemblea partecipativa è già prevista per settembre, quando residenti, commercianti e associazioni potranno nuovamente esprimere osservazioni e proposte sul futuro del mercato.
Di seguito una nostra elaborazione di qualche anno fa che mostrava come ci sarebbe piaciuto diventasse, forse ci siamo.


- Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Sogemi
- Loreto, NoLo, Viale Monza, Mercato rionale, Mercato Coperto, Progetto, Fabio Novembre, Via Pietro Crespi, Sogemi
Io ci andavo 1 volta alla settimana. Era brutto? Si. Era mal ridotto? Si. Ma c’era il mio fruttivendolo, la mia gastronomia, la mia macelleria la mia taverna e il Beppe con la carne di cavallo. Quella gente non ritornerà probabilmente. Il Beppe sicuramente no perché é in pensione. Ci abitueremo forse. Spero non sarà una delle tante opere di riqualificazione più belle da vedere che altro.
Il mercato di via Crespi non ha bisogno di rinascere. È un posto vivo, un luogo di incontri e socialità fuori dalle dinamiche del consumo gentrificato e sterile che appestano il quartiere. Il Comune sta dandogli l’eutanasia, non rinnovando le convenzioni agli esercenti che pian piano se ne stanno andando per lasciare carta bianca a Sogemi, che pianifica l’ennesima cattedrale nel deserto pronta ad attirare i polli che infestano nolo (vedi il mercato di Rombon, a metà strada fra un ospedale e un set per instagrammers). In un quartiere dove metà delle case è in affitto breve e l’altra è affollata di letti a castello per gente che non può manco permettersi una camera, l’ennesima fighettata per hipster alla ricerca dell’aperitivo experience o turisti stralunati che lasciano qualcosa nelle tasche agli esercenti ma nulla a chi il quartiere lo vive, il nuovo mercato firmato Sogemi proprio non serve.
I tempi del processo di consultazione con la cittadinanza suonano molto di ipocrisia, considerato l’avanzamento del progetto. Se veramente se avesse voluto ascoltare la cittadinanza, sarebbe dovuto tenere conto di una posizione negativa rispetto al progetto che non è ovviamente di riqualificazione ma di riconversione. Lo spazio era già un riferimento per la spesa quotidiana e la socialità. Quello che si teme e su cui non c’è mai stato spazio di negoziazione è l’ovvio rischio di gentrificazione che potrebbe portare anche a uno svuotamento del ruolo e della vocazione di questi tipi di spazi. Qui la gentrificazione vuol dire semplicemente fornire un servizio a una fascia di cittadini, lasciando sguarnita totalmente un’altra fascia che ha molte meno possibilità. Inoltre sarebbe un servizio non destinato alla zona che perderebbe uno spazio di prossimità, di cui ne ha bisogno. I prezzi si confronterebbero con quelli della Milano da bere e non con quelli della spesa quotidiana in prossimita’.