Milano, Porta Romana Crocetta.
Settembre 2026. Nel cuore di Milano, nel quartiere di Crocetta, a pochi passi dal Policlinico e da corso di Porta Romana, si trova un complesso immobiliare che da decenni rappresenta una delle situazioni di abbandono edilizio più evidenti di questa parte della città (che si sommano ad altre sempre in zona). Si tratta degli edifici di via Alfonso Lamarmora 23–27, due palazzi di origine ottocentesca che, nonostante la posizione centrale e il valore immobiliare dell’area, continuano a versare in uno stato di degrado.
Le facciate deteriorate, i ponteggi installati a protezione dei passanti e gli ingressi chiusi raccontano una storia di progressivo abbandono che si trascina ormai da molti anni. Una situazione particolarmente sorprendente se si considera che ci troviamo in un quartiere dove, negli ultimi decenni, non sono mancati interventi di recupero e trasformazione del patrimonio edilizio esistente (ma anche casi come ai civici 8, 10 e 12 della stessa via, dove un intervento edilizio stava per eliminare tre palazzine liberty in favore di un nuovo complesso residenziale di lusso).



Due edifici ottocenteschi segnati dalla guerra
La storia del complesso affonda le proprie radici nell’Ottocento, quando questa parte di Milano era interessata da una progressiva espansione urbana pur trovandosi ancora all’interno delle mura “spagnole”.
Durante la Seconda guerra mondiale, nel 1943, gli immobili subirono danni a causa dei bombardamenti che colpirono duramente anche questa zona della città, interessando, tra gli altri, la vicina caserma dei Carabinieri.
Nel dopoguerra i fabbricati vennero riparati e parzialmente trasformati, con interventi che modificarono sensibilmente il loro aspetto originario. Parte delle decorazioni ottocentesche andò perduta, mentre le facciate vennero ricomposte attraverso soluzioni architettoniche differenti, dando origine a un insieme piuttosto eterogeneo.
Nonostante le trasformazioni subite, i due palazzi sono rimasti una testimonianza dell’edilizia storica di questo tratto di via Lamarmora, anche se il progressivo deterioramento ne ha ormai compromesso l’immagine.

Un abbandono che si trascina da decenni
Non è semplice individuare il momento esatto in cui i due immobili siano stati definitivamente abbandonati. Quel che è certo è che la situazione di degrado non rappresenta una novità.
Già nel 2013, infatti, Urbanfile aveva documentato lo stato dell’edificio al civico 27, segnalando la presenza delle impalcature installate lungo il fronte stradale per proteggere i passanti da eventuali distacchi di materiale dalle facciate. Impalcature rimaste sino al 2015, quando vennero rimosse per poi essere ricomparse solo cinque anni dopo.
Su google street view la situazione è documentata sin dal 2008, e da allora la situazione non sembra aver trovato una soluzione definitiva.
La presenza dei ponteggi, inizialmente giustificata dalla necessità di garantire la sicurezza della strada, è diventata nel tempo uno degli elementi che caratterizzano questo tratto di via Lamarmora.
Il complesso è stato inoltre interessato da demolizioni parziali, come emerge dalla documentazione urbanistica comunale, che ne ha riconosciuto ufficialmente lo stato di dismissione e le condizioni di criticità.


Il progetto del 2020: demolizione e ricostruzione
Una possibile svolta sembrava essere arrivata nel 2020, quando la proprietà aveva avviato un procedimento edilizio finalizzato alla completa trasformazione del complesso.
Nel marzo di quell’anno venne presentato un titolo edilizio per la demolizione degli immobili esistenti, seguito, nel maggio successivo, da un ulteriore titolo per la realizzazione di un nuovo edificio residenziale.
Il progetto prevedeva la costruzione di un fabbricato di dieci piani fuori terra, attraverso il recupero della superficie lorda degli edifici preesistenti, quantificata in circa 5.135 metri quadrati.
L’iniziativa incontrò tuttavia alcune difficoltà legate alla compatibilità urbanistica e paesaggistica dell’intervento con il contesto circostante.
Nel settembre 2020 il Comune di Milano avviò infatti un procedimento di annullamento dei titoli edilizi, contestando alcuni aspetti della trasformazione proposta. Anche la Soprintendenza aveva rivolto la propria attenzione alla vicenda, valutando possibili misure di tutela indiretta finalizzate alla salvaguardia del contesto storico e monumentale della zona.
La trasformazione immobiliare finì così al centro di una controversia amministrativa e giudiziaria, mentre gli edifici esistenti continuarono a rimanere inutilizzati.


Il riconoscimento ufficiale dello stato di abbandono
Nel frattempo, con la deliberazione del Consiglio comunale n. 108 del 20 dicembre 2021, successivamente recepita nell’aggiornamento del Piano di Governo del Territorio del luglio 2022, gli edifici di via Lamarmora 23–27 sono stati inseriti nell’elenco comunale degli immobili dismessi con criticità.
Il complesso, identificato con il codice A464, è stato individuato ai sensi dell’articolo 40-bis della legge regionale lombarda 12/2005, che disciplina il recupero degli edifici dismessi con criticità.
Un riconoscimento formale dello stato di abbandono, che tuttavia non ha portato, almeno finora, alla riqualificazione degli immobili.




La vicenda giudiziaria e la sentenza del dicembre 2025
Il progetto di demolizione e ricostruzione presentato nel 2020 ha dato origine a un contenzioso amministrativo che si è protratto negli anni successivi.
La vicenda è arrivata fino al Consiglio di Stato, che l’11 dicembre 2025 ha pubblicato la sentenza n. 9768, relativa alla controversia urbanistica riguardante proprio gli immobili di via Lamarmora 23–27.
Il documento ricostruisce le diverse fasi del procedimento, dalla presentazione dei titoli edilizi all’intervento dell’Amministrazione comunale, fino al successivo confronto giudiziario.
Resta tuttavia da verificare se, alla luce degli sviluppi giudiziari e amministrativi, la proprietà intenda riproporre il precedente intervento, presentare un progetto differente oppure procedere attraverso altre modalità di recupero degli edifici esistenti.
Al momento non abbiamo trovato notizie pubbliche sufficienti per confermare l’esistenza di un nuovo progetto edilizio approvato o di una data certa per l’avvio dei lavori.





Un futuro ancora incerto
A riportare l’attenzione sulla situazione è stata anche un’interrogazione presentata il 7 maggio 2025 dal consigliere del Municipio 1 Giampaolo Berni Ferretti, che segnalava il perdurante stato di abbandono dei fabbricati, la presenza dei ponteggi e alcuni tentativi di forzatura degli ingressi.
L’interrogazione chiedeva chiarimenti sulla proprietà, sull’eventuale esistenza di un progetto di riqualificazione e sulle tempistiche previste per un possibile intervento, oltre a sollevare la questione della conformità dei ponteggi alle disposizioni del regolamento edilizio comunale.
Non abbiamo trovato una risposta pubblica che consenta di chiarire definitivamente questi aspetti.
A distanza di oltre sei anni dalla presentazione del progetto di demolizione e ricostruzione, il futuro dei due palazzi rimane dunque incerto.
Siamo in una delle zone più centrali di Milano, a breve distanza da importanti strutture ospedaliere, edifici storici e assi urbani interessati da interventi di riqualificazione. Eppure, lungo via Lamarmora, questi due palazzi continuano a restituire l’immagine di una città che, in alcuni suoi angoli, sembra essersi fermata da decenni.
Sarebbe auspicabile che la proprietà e gli enti competenti riuscissero finalmente a individuare una soluzione capace di conciliare le esigenze di recupero edilizio con la qualità architettonica e urbana del contesto. (il nostro sogno sarebbe quello di vederlo recuperato e riportato all’originario splendore come nel fotoritocco qui di seguito)
Perché, al di là delle controversie amministrative e delle differenti ipotesi progettuali, ciò che rimane è un complesso abbandonato nel cuore di Milano, il cui recupero continua a essere rimandato.
E chissà per quanti altri anni i milanesi dovranno convivere con questi edifici dimenticati e con i loro immancabili ponteggi.

Il complesso in abbandono è segnato nella mappa Urbanfile con la sigla: GUA6

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Milano Sparita; Skyscrapercity; Milano Segreta
- Le foto d’epoca sono immagini diffuse in rete e pertanto non di nostro possesso. Non si conosce autore e proprietario, a meno che non sia riportato sulla foto con watermark, che in quel caso noi segnaliamo.
- Alcune immagini sono elaborate con AI.
- Porta Romana, Demolizioni, Progetto, Via Lamarmora, Guastalla, Degrado, Crocetta, Corso di Porta Romana