Milano, Porta Lodovica.
Fine settembre 2026. Lo scorso giugno avevamo raccontato l’avvio dei lavori per la posa di una nuova cancellata nel piccolo giardino alle spalle del Santuario di Santa Maria dei Miracoli presso San Celso, tra corso Italia, via Giuseppe Vigoni e via Quadronno. Un intervento che, almeno nelle sue prime fasi, ci aveva lasciato parecchio perplessi.
Il problema, purtroppo, era ed è ben noto. Da anni le pareti dell’abside del santuario vengono ripetutamente prese di mira da writer e vandali, nonostante il giardino sia già delimitato da una cancellata e venga chiuso durante la notte. Anche i ripetuti interventi di pulizia si erano rivelati sostanzialmente inutili: dopo qualche tempo scritte e scarabocchi tornavano puntualmente a comparire sui muri dell’antico edificio religioso. Nel 2022, peraltro, il santuario era stato interessato da un importante intervento di risanamento e pulitura delle facciate.



Si è così arrivati alla decisione di realizzare una seconda recinzione, alta circa due metri e mezzo, destinata a separare fisicamente l’abside dal resto del giardino. La cancellata collega anche i vecchi pilastri sormontati dalle quattro statue, elementi superstiti dell’antico muro che un tempo racchiudeva questa parte del complesso monumentale e che venne demolito con la sistemazione urbanistica dell’area negli anni Sessanta.
A lavori ormai conclusi possiamo però rivedere almeno in parte le perplessità espresse a giugno. Il risultato finale appare infatti più gradevole e meno invasivo di quanto si potesse temere osservando il cantiere in corso. La cancellata, per disegno e colore, dialoga abbastanza bene con quella già esistente lungo il perimetro del giardino e, nel complesso, non compromette eccessivamente la vista dell’abside.
Rimane naturalmente il dispiacere di dover ricorrere ancora una volta a una barriera fisica per proteggere un monumento. Sarebbe certamente preferibile poter lasciare questi luoghi più aperti e accessibili, affidandosi semplicemente al rispetto del patrimonio comune. La realtà, però, ha dimostrato più volte quanto questo auspicio sia purtroppo lontano dalla situazione attuale.
E così, volenti o nolenti, dovremo probabilmente farcene una ragione: se una cancellata può servire a preservare un monumento storico dalle continue incursioni dei vandali, ben venga. Almeno in questo caso si è cercato di farlo con una soluzione che, una volta completata, risulta tutto sommato discreta e coerente con il contesto.
Ora non resta che sperare che la nuova barriera raggiunga davvero il suo obiettivo e che le splendide absidi di Santa Maria dei Miracoli presso San Celso possano finalmente rimanere pulite e libere dagli scarabocchi.
















Sul lato opposto del complesso si trova invece la piccola piazza Enzo Biagi, sistemata a giardino e intitolata al celebre giornalista e scrittore. Basta poi girare l’angolo in via Giuseppe Vigoni per incontrare, al civico 13, uno dei piccoli gioielli dell’architettura residenziale milanese del Novecento: la splendida casa d’abitazione progettata nel 1959 da Luigi Caccia Dominioni.
Un edificio elegante e raffinato, perfettamente inserito nel tessuto della città e capace, a oltre sessant’anni dalla sua realizzazione, di apparire ancora sorprendentemente moderno. Viene quasi spontaneo pensarlo: costruissero così anche oggi!








- Referenze immagini: Roberto Arsuffi,
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- Arredo Urbano, Porta Lodovica, Santuario di Santa Maria dei Miracoli presso San Celso, Corso Italia, San Celso, Chiesa, Decoro, Cancellata, Giardino via Vigoni, Quadronno