Milano, Porta Volta.
Marzo 2026. Dal 4 marzo scorso sono in corso i cantieri per la manutenzione straordinaria lungo via Bramante a Porta Volta, che comprende il rifacimento completo della sede stradale e dell’armamento tranviario, affidato ad ATM, oltre alla sistemazione delle bocche di lupo, della rete fognaria e dell’acquedotto, a cura di MM.
Il cantiere di via Bramante, con conclusione prevista a settembre, interesserà circa 4.000 metri quadrati di pavimentazione, 1.400 metri di binari e il rinnovo delle caditoie lungo l’intero tracciato di 750 metri. A causa della conformazione particolarmente stretta della via, la strada sarà chiusa al traffico per tutta la durata dei lavori, che verranno comunque organizzati per fasi così da garantire, per quanto possibile, l’accesso ai passi carrai. Nei periodi in cui ciò non sarà possibile, l’Amministrazione metterà a disposizione dei residenti posti auto in un parcheggio nelle vicinanze, coprendone i costi per l’intera durata dell’intervento.
Riqualificazione strada, binari, sottofondo stradale, sistema di raccolta delle acque piovane, acquedotto.
L’intervento è stato suddiviso in: Fase 1 (4 marzo – 7 maggio)
- I lavori comprendono i civici 24, 25, 26 e 37, 39, 40, 41, 42, 43: in quest’area l’accesso è vietato a tutti i veicoli e i passi carrai non sono accessibili
- I civico 29 non è accessibile dalle 8:30 alle 17:00 per 5 giorni consecutivi (date comunicate all’amministratore di condominio
- Dai civici 29 al 38 accesso riservato ai soli residenti e ai veicoli diretti al Bramante Parking, con ingresso da via
Sarpi - Doppio senso di marcia in via Fioravanti
Fase 2 (8 maggio – 21 giugno)
- I lavori comprendono i civici 20, 21, 23, 25 e 32, 33, 34, 35, 36, 37: in quest’area l’accesso è vietato a tutti i veicoli e i passi carrai non sono accessibili
- Dai civici 22 al 29 accesso riservato ai soli residenti con ingresso da via Sarpi
- L’accesso al Bramante Parking avviene direttamente da via Bramante, lato piazzale Cimitero Monumentale
Fase 3 (22 giugno – 19 luglio)
- I lavori comprendono i civici 8, 10, 11, 12, 13, 14: in quest’area l’accesso è vietato a tutti i veicoli e i passi carrai non sono accessibili
- L’accesso al Bramante Parking avviene direttamente da via Bramante, con ingresso da via Giorgione
- I veicoli diretti al civico 10 accedono da viale Montello 14 (passaggio da corte interna)
Fase 4 (20 luglio – 16 settembre)
- I lavori comprendono i civici 1, 5, 7, 8 e 14, 15, 16, 17, 19 e piazzale Biancamano 1: in quest’area l’accesso è vietato a tutti i veicoli e i passi carrai non sono accessibili
- Doppio senso di marcia in via Giannone






















- Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Valter Repossi
- Tram, Porta Volta, Centro Storico, Via Torino, Via Bramante, Binari, Riqualificazione
Strade con buche e asfalti dissestati: Milano vuole superare Roma.
Asfalti nuovi che, dopo solo pochi mesi, sono delle montagne russe (vedi via Ripamonti, via Colombo e tutte le altre ).
Il sacco di Milano, perpetrato da tutti i sindaci da Albertini in poi, che ha comportato la mancata manutenzione dei blocchi di pavé per 45 anni ed è proseguito con il “furto” degli stessi (che fine fanno ?) sostituiti da strati d’asfalto che, nel migliore dei casi, non durano neanche 5 anni.
Il pavé mantenuto (ogni 10-15 anni) è planare e sicuro anche per bici e moto, è eterno (ovvero economico), è ecologico (non si consuma e non immette sostanze nell’aria), è un regolatore termico: d’estate non si arroventa come l’asfalto (su cui puoi cuocere le uova), caratterizza i quartieri ed i centri storici perché è lì da oltre un secolo (poi andiamo a Parigi e invidiamo i loro blocchi di porfido … sic!).
Continuiamo a farci del male.
Il tema sollevato è reale e merita una discussione meno polarizzata.
È vero che a Milano la qualità di molti manti stradali è insoddisfacente e che gli interventi di ripristino, soprattutto sull’asfalto, spesso risultano poco duraturi. Tuttavia, attribuire il problema esclusivamente alla scelta del materiale rischia di semplificare troppo una questione più complessa.
Il pavé, quando correttamente posato e manutenuto, ha dimostrato storicamente un’elevata durabilità ed è parte integrante dell’identità urbana milanese. Allo stesso tempo, è innegabile che in presenza di traffico moderno intenso, binari tranviari, micromobilità e scarsa manutenzione, il pavé possa diventare critico dal punto di vista della sicurezza, soprattutto per bici e moto.
Il vero nodo sembra quindi non essere pavé sì o pavé no, ma come si progetta, si posa e si mantiene una strada. La differenza la fanno la qualità della sottofondazione, la competenza nella posa, la continuità della manutenzione e la coerenza tra funzione della via e tipo di pavimentazione. Senza questi elementi, anche l’asfalto “nuovo” degrada rapidamente.
Una strategia equilibrata potrebbe prevedere:
– pavé mantenuto e curato dove ha valore storico e traffico compatibile;
– soluzioni più uniformi dove la funzione urbana e la sicurezza lo richiedono;
– fine dei rattoppi emergenziali a favore di interventi strutturali e duraturi.
Ridurre il dibattito a una contrapposizione ideologica rischia di far perdere di vista il punto centrale: la qualità dell’esecuzione e della manutenzione, che oggi è il vero problema da risolvere, indipendentemente dal materiale scelto.