Milano | Scalo Farini – Aggiornamento dall’ex scalo e il masterplan: marzo 2026

Milano, Scalo Farini.

Marzo 2026. Sono in corso le grandi bonifiche dell’area dell’ex Scalo Farini, storico scalo ferroviario merci sviluppatosi nei primi anni Dieci del Novecento in un’area che un tempo ospitava una cappelletta quattrocentesca dedicata a San Rocco e alcune cascine situate tra i Corpi Santi di Porta Comasina e il Comune di Affori-Dergano.

Il masterplan dello Scalo Farini, che prende il nome da via Carlo Farini, prevede diverse funzioni urbane oggi ancora in fase di definizione. Una parte significativa dell’area sarà destinata all’Accademia di Brera, dove sorgerà il Campus delle Arti: un nuovo complesso che ospiterà i laboratori di scultura, scenografia e restauro, insieme a spazi per studenti e attività didattiche.

Un’altra porzione dell’ex scalo è di proprietà di COIMA SGR, società attiva nella gestione di fondi di investimento immobiliare per investitori istituzionali. Nel 2018 COIMA ha acquisito dal Fondo Olimpia Investment l’area di via Valtellina, una zona strategica tra Porta Garibaldi e Porta Nuova inserita nel più ampio progetto di riqualificazione dei sette scali ferroviari promosso dal Comune di Milano e da Ferrovie dello Stato.

Tra le ipotesi più concrete vi è anche il trasferimento della nuova sede di UniCredit, che potrebbe lasciare le torri di piazza Gae Aulenti per spostarsi nello scalo con un progetto dello studio Herzog & de Meuron, già autori degli edifici della Fondazione Feltrinelli a Porta Volta.

Il piano urbanistico prevede un mix di funzioni: residenze libere e convenzionate, edilizia residenziale sociale, uffici, spazi commerciali e strutture ricettive. Le dotazioni pubbliche dovranno occupare una superficie complessiva pari a circa 362.000 mq, con una quota significativa destinata a verde attrezzato, piazze e aree pedonali.

Il progetto di riqualificazione di via Valtellina punta a creare un nuovo quartiere urbano moderno e sostenibile, pensato in particolare per studenti e giovani lavoratori. Sono previsti hub dedicati all’innovazione, alla formazione e alla ricerca, insieme a residenze, servizi e spazi per la socialità.

Elemento centrale sarà un grande Parco Lineare, attraversato da un boulevard alberato con percorsi pedonali e ciclabili. Il progetto include anche nuove piazze pubbliche – tra cui la Piazza Foyer e la Piazza dell’Accademia, che ospiterà la nuova sede di Brera – oltre a nuovi edifici residenziali e a una torre di circa 22 piani.

Grande attenzione sarà dedicata alla sostenibilità ambientale, al verde urbano e alla mobilità dolce: la zona sarà in gran parte pedonale e ciclabile, con collegamenti verso Porta Garibaldi e la linea M3 della metropolitana (Maciachini).

Nel frattempo sono già iniziate le bonifiche nell’area verso viale Lancetti e la stazione del Passante Ferroviario. Dallo scorso gennaio sono state installate nuove cesate con pareti trasparenti che consentono di osservare l’avanzamento dei lavori di demolizione e risanamento all’interno dell’ex Scalo Farini. Unica cosa certa.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi; internet,
  • Scalo Farini, Via Valtellina, Masterplan, Unicredit, Herzog & de Meuron
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9 commenti su “Milano | Scalo Farini – Aggiornamento dall’ex scalo e il masterplan: marzo 2026”

  1. Dopo Astana (Torre A2a), Novosibirsk (Villaggio Olimpico) e il Cairo (The Tris, Famagosta)…
    Ecco una rigualifigazzione urbana in stile Aleppo post guerra civile! Gli scheletri ricordano un avvincente effetto bombardamento

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  2. Siamo a 7 anni dal master plan e non è ancora successo niente, poi non chiediamoci perchè i grandi investitori internationali non puntano sul nostro paese.

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  3. Sinceramente mi aspetto una buffonata tipo Scalo Romana, che da uno sbandierato mega parco è diventato un mini giardino, con la presa in giro della passeggiata sopraelevata, poi cancellata.

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  4. Sento puzza di nuova fregatura da parte di Coima & soci.

    Il parco in pratica si sovrappone alla necessaria area di rispetto intorno all’areale ferroviario, quindi in pratica dovevano farlo, e così le aree più appetibili si costruisce, il verde è un po’ dovuto un po’ obbligato….
    Insomma, anche oggi il parco nuovo per la città lo facciamo domani, un po’ come allo scalo di Porta Romana…..

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  5. Ormai noi italiani abbiamo perso le competenze per fare bei parchi e bei giardini.

    Sarebbe bello se fosse come l Englisher Garten di Monaco di Baviera, anch’esso splendido parco lineare.

    Ma mi sa che l’italiano medio non ha più la testa per la bellezza. È più un italiano di Trump cafone arricchito che quello del rinascimento.

    Architetti non pervenuti

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  6. Guardacaso c’è di mezzo Coima, sarà l’ennesima colata di cemento ed il central park sarà ridotto a giardino condominiale. Naturalmente spazio a case per i ricchi prima di tutto.

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