Milano | Porta Venezia – Aggiornamento della riqualificazione di Corso Buenos Aires: settembre 2010

Ecco la seconda parte del reportage dedicato alla riqualificazione di corso Buenos Aires. (prima parte)

A quel punto dei lavori non era ancora chiaro se sarebbero state installate fioriere o altri elementi di arredo urbano, così come non era stato diffuso alcun rendering capace di mostrare l’aspetto definitivo della via una volta completato l’intervento.

Fin dalle prime fasi, tuttavia, risultava evidente come il progetto fosse molto meno ambizioso di quanto ci si aspettasse. Più che una trasformazione urbana, si trattava essenzialmente di un rifacimento delle superfici: rimozione dell’asfalto, sistemazione dei marciapiedi e posa della pavimentazione in beola al posto del bitume. Niente di più.

Nessuna aiuola, nessun nuovo filare alberato, nessun lampione di nuova concezione. Tutto è rimasto sostanzialmente com’era, semplicemente con materiali più pregiati e un’immagine leggermente più contemporanea.

Ed è forse proprio questo l’aspetto più deludente. Ancora una volta la capitale italiana del design sembrava rinunciare a osare, scegliendo una soluzione prudente, priva di una vera visione urbana.

L’idea che molti immaginavano era ben diversa: marciapiedi ampi e continui, liberati dalle automobili in sosta; uno spazio ordinato e pensato per il passeggio; elementi di arredo dal design riconoscibile, orologi urbani, una nuova illuminazione elegante e tecnologica. Un boulevard commerciale all’altezza delle grandi capitali europee.

L’illuminazione sospesa continua invece a rappresentare uno degli aspetti meno riusciti dell’intervento. Se da un lato garantisce una buona resa luminosa nelle ore serali, dall’altro i cavi che attraversano la strada creano un effetto visivo disordinato che durante il giorno appesantisce notevolmente lo spazio urbano.

Molto convincente, invece, la scelta della beola per la pavimentazione. È una pietra solida, elegante e coerente con il contesto milanese, anche se richiede una manutenzione costante per conservare il suo aspetto migliore.

Resta qualche perplessità anche sull’andamento dei marciapiedi, che continuano ad alternare restringimenti e allargamenti. È vero che corso Buenos Aires non è perfettamente rettilineo e presenta alcune variazioni di allineamento, ma ci si sarebbe aspettati un progetto capace di restituire una maggiore uniformità all’insieme.

Il giudizio definitivo sarebbe stato opportuno rimandarlo alla conclusione dei lavori. Le prime impressioni, però, lasciavano già emergere una sensazione di occasione mancata.

Di seguito una nostra idea di come avremmo immaginato Corso Buenos Aires.

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