Milano, Corvetto Gamboloita.
Agosto 2026. Dal luglio 2025 sono in corso i lavori per la riqualificazione di alcune vie e spazi pubblici attorno al complesso di uffici del Comune di Milano di via Sile 8, realizzato nel 2021 recuperando un edificio rimasto abbandonato e incompleto per oltre un decennio.
Il grande complesso era stato costruito tra il 2009 e il 2010, ma non era mai entrato realmente in funzione. Dopo anni di abbandono, il Comune di Milano decise di recuperarlo per accorpare in un’unica sede diversi uffici comunali, trasferendoli in questo settore della città tra Corvetto e Gamboloita.
Si tratta, peraltro, di un’area dalla lunga storia industriale e residenziale. Già nei primi decenni del Novecento lungo via Polesine si alternavano fabbriche e abitazioni: nel 1918, ad esempio, era presente un campo della società La Motoaratrice, utilizzato per sperimentare e collaudare aratri a motore, mentre nel 1928 in via Oglio sorgeva lo stabilimento della Motomeccanica.
La sistemazione degli spazi pubblici interessa diverse strade e aree del quartiere:
- l’intera piazza Ferrara, dove i lavori sono finalmente cominciati;
- via Oglio;
- via Mincio;
- via Sile, ora ultimata;
- il parcheggio tra via Sile e via Polesine;
- via Gamboloita;
- l’area interna di via Mincio, oggi occupata dal parcheggio delle ambulanze accanto al Polo Ferrara.
Naturalmente, come spesso accade, le tempistiche indicate sui cartelli di cantiere sono state ampiamente superate e diversi interventi risultano ancora da avviare o completare. Il progetto è stato eseguito da Studio FZ Milano.




Via Sile completata
In queste settimane estive è stato finalmente completato il cantiere di via Sile, nel tratto compreso tra via Oglio e via Polesine.
La strada è stata completamente ripavimentata utilizzando masselli autobloccanti, una soluzione che, almeno in queste proporzioni, non ricordiamo di aver visto spesso nei recenti interventi sullo spazio pubblico milanese. Dobbiamo dire che il risultato ci piace parecchio.
In particolare, la pavimentazione scelta per i marciapiedi, con una tonalità color mattone, contribuisce a rendere la strada più luminosa e gradevole, togliendole quell’aspetto un po’ anonimo che aveva in precedenza. Lungo i lati sono stati inoltre piantati nuovi alberi e razionalizzati i parcheggi in linea.
Nel complesso via Sile appare oggi ordinata, curata e ben realizzata.
Forse l’unica osservazione riguarda le aiuole destinate agli alberi: in alcuni punti avremmo preferito vederle unite, creando fasce verdi più ampie con cespugli, erbacee o semplicemente prato. Considerando che la strada non presenta negozi o particolari attività commerciali al piano terra, marciapiedi così generosi non sembrano indispensabili ovunque e una parte dello spazio avrebbe potuto essere destinata a una maggiore presenza di verde.





























Il parcheggio tra Gamboloita e Polesine è ancora da trasformare
Situazione differente per il grande parcheggio compreso tra via Gamboloita, via Sile e via Polesine, rimasto sostanzialmente nelle condizioni precedenti nonostante il cartello di cantiere prevedesse l’avvio dei lavori già nel 2025.







Qui la trasformazione sarà inevitabilmente condizionata dalla presenza di un parcheggio interrato sotto il piazzale, che limita fortemente la possibilità di mettere a dimora alberi di grandi dimensioni.
Il progetto dovrebbe comunque trasformare buona parte della superficie in uno spazio prevalentemente pedonale, con aree gioco per i bambini, zone di sosta e alcune aiuole. Sul lato verso il palazzo di via Sile 33 dovrebbe invece essere mantenuta una porzione destinata alla sosta delle automobili, con una fila di parcheggi in linea e una a pettine.
Una trasformazione che, una volta completata insieme agli altri interventi previsti nel quartiere, dovrebbe contribuire a dare finalmente un assetto più ordinato e urbano all’intero comparto attorno alla nuova sede degli uffici comunali.






- Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Comune di Milano
- Via Sile, Gamboloita, Corvetto, Via Gamboloita, Via Polesine, Rigenerazione, Via Mincio, Via Oglio, Studio Fz Architetti Milano,
gli alberi perdio e l’innaffiamento automatico
e la manutenzione
Ma questi marciapiedi sono niente… andate a vedere i marciapiedi in Bicocca come sono! 20-25 mt in larghezza di marciapiede senza un minimo di aiuola
Lo spazio pubblico metafisico dei quadri di Motandi, deserto senza auto (ohibò) e con qualche fantoccio inanimato quà e là: questo il sogno di Salah e della sua giunta. Non sarà qualche aiuola spelacchiata per pisciacani a umanizzare la scena
altro giro altra lastricata!
MA È MAI POSSIBILE CHE ..RIQUALIFICARE.. VUOLE DIRE SEMPRE..PIASTRELLARE?
E ALBERI SOLO PICCOLI E MISERABILI
La solita deludente storia di piastrellate a più non posso con il metro quadro per piantarci qualcosa che non sarà mai un albero, sia perché abbandonati a sè stessi (ne documenta spesso UF) e sia perché non c’è spazio per le radici da alberi adulti. Che dire? Soldi pubblici ancora una volta sprecati. Tra qualche tempo, come già accaduto in altre zone recentemente riqualificate, diventerà sciatteria o si scolla tutto.
In realtà via Sile verrà ultimata solo (si spera ) questa settimana, con lavori partiti il 1 luglio 2025 per un tratto minore di 200 mt , 14 mesi e passa sono tantissimi per questo tipo di intervento con tutti i disagi che ha provocato
“riqualificazione” forse sì, ma on peggio, aumentano parcheggi. Non ci sono aiuole, marciapiedi per farci parcheggiare le macchine accanto a un parcheggio di già di 150 posti, zero ciclabili, zero panchine, solo 4 alberelli incastonati nel cemento. l’Europa va verso il verde. Noi andiamo verso lo smog in una delle città più inquinate al mondo. È uno schifo, a inizio lavori speravo in ciclabili, panchine e altro. Tra l’altro strisce blu inutili in tutta l’area da Corvetto in giù. Nessuno ha mai preso una multa, non ci sono nemmeno le macchinette. È una vergogna totale. Un fallimento! E menomale che la sinistra dovrebbe sostenere il verde (visto che la giunta è di sinistra), ma si riguardino un po’ questi assessori, prendono ispirazioni da altre città! Tutto il poco verde che c’è risale a 100 fa, quando manco si parlava di cambiamento climatico.