Milano, San Siro.
Settembre 2026. Prosegue, e comincia finalmente a prendere una forma un po’ più concreta, il lungo percorso verso la realizzazione del nuovo stadio di Milano a San Siro.
Proprio oggi, 19 settembre 2026, nel giorno in cui lo Stadio Giuseppe Meazza compie esattamente cento anni, emergono nuovi dettagli su quello che potrebbe diventare il grande comparto oggi occupato dallo storico impianto. E la novità più evidente riguarda proprio l’area sulla quale sorge l’impianto sportivo: una volta demolita gran parte dello stadio, al suo posto potrebbe sorgere un nuovo quartiere composto da nove edifici principali, con altezze comprese indicativamente tra 5 e 17 piani, ai quali si aggiungerebbero alcuni volumi più bassi.
A rivelarlo è il nuovo Rapporto ambientale della VAS – Valutazione Ambientale Strategica, depositato nell’ambito del Piano Attuativo della GFU San Siro.
Quattro possibili scenari per il nuovo quartiere
Va precisato subito che non ci troviamo ancora davanti al progetto architettonico definitivo.
La documentazione presenta infatti quattro differenti scenari insediativi, elaborati soprattutto per valutare gli effetti ambientali e urbanistici delle volumetrie previste. In tutti i casi la quantità edificatoria complessiva rimane sostanzialmente invariata, mentre cambiano la disposizione e l’altezza dei diversi fabbricati.
Uno degli scenari mostra chiaramente nove edifici principali, distribuiti nell’area oggi occupata dal Meazza, con altezze che variano dai 5 ai 17 piani, oltre ad altri quattro volumi più bassi.
Insomma, più che il progetto di nove palazzi già definiti nelle forme e nell’architettura, si tratta per ora di una simulazione planivolumetrica di come potrebbero essere distribuite le superfici edificabili.
E non è una differenza da poco.

Il nuovo stadio si sposta verso via Tesio
Il disegno consente comunque di comprendere molto meglio quale sarà la trasformazione complessiva di questa enorme porzione di San Siro.
Il nuovo stadio, progettato dagli studi Foster + Partners e MANICA, sorgerà infatti poco più a ovest rispetto all’attuale Meazza, avvicinandosi a via Federico Tesio. Il futuro impianto dovrebbe avere una capienza di circa 71.500 spettatori, dei quali oltre 13 mila in posti premium.
L’attuale impianto sarà invece demolito quasi completamente.
Del Meazza dovrebbe sopravvivere soltanto una porzione nell’area sud-est dell’impianto, sostanzialmente una grande “L” formata da parti degli attuali settori blu e arancio e dall’angolo che li unisce, verso piazza Axum e l’ex ippodromo del Trotto.
Secondo la documentazione recentemente pubblicata, verrebbe conservato indicativamente circa il 25% dell’impronta a terra dell’edificio, mentre il terzo anello sarebbe completamente rimosso.
La porzione superstite dovrà poi essere rifunzionalizzata.

Uffici, alberghi e commercio
La trasformazione di San Siro, come ormai sappiamo da tempo, non consiste quindi soltanto nella costruzione di un nuovo impianto sportivo.
L’intera GFU genera circa 98.000 metri quadrati di Superficie Lorda destinata alle cosiddette “altre funzioni”, una quota della quale potrà però essere inserita direttamente all’interno del nuovo stadio.
Di conseguenza, secondo gli scenari analizzati nella VAS, nel quartiere vero e proprio dovrebbero concentrarsi indicativamente tra 73.000 e 83.000 metri quadrati destinati soprattutto a uffici, strutture ricettive e attività commerciali e di servizio.
Una precisazione importante: non sono previste abitazioni.
Quindi, al posto del gigantesco volume del vecchio Meazza, potrebbe nascere una sorta di nuovo distretto terziario e ricettivo, composto da edifici di dimensioni e altezze differenti e immerso in una vasta sistemazione a verde.

Un grande parco tra stadio e nuovi edifici
Altro elemento fondamentale dell’intervento sarà infatti il verde.
Uno degli scenari della VAS prevede complessivamente circa 140.000 metri quadrati di spazi verdi e aperti, anche se questa cifra non corrisponde interamente a un parco tradizionale: nel conteggio rientrano infatti anche piazze, percorsi e alcune superfici pavimentate.
Il verde permeabile profondo sarebbe nell’ordine dei 67.000 metri quadrati, mentre oltre 80.000 metri quadrati di aree dovranno essere ceduti gratuitamente al Comune.
Particolarmente interessante appare uno degli scenari presentati, nel quale una parte del parco si insinua fra i nuovi edifici creando una sorta di grande piazza verde centrale, attorno alla quale vengono distribuiti i diversi volumi.
Una configurazione che, almeno sulla carta, potrebbe rendere molto più urbano il rapporto fra il nuovo stadio e il quartiere circostante rispetto all’attuale immensa distesa di parcheggi e superfici asfaltate.

Il Tunnel Patroclo
Rimane naturalmente il delicato capitolo della viabilità.
Il progetto prevede lo spostamento e la ricostruzione del Tunnel Patroclo, intervento necessario per consentire la costruzione del nuovo impianto. La nuova infrastruttura avrà inoltre un ruolo importante nell’accessibilità al comparto e ai parcheggi sotterranei.
Sul tema della mobilità, del traffico e dell’impatto ambientale sono già state presentate diverse osservazioni durante il procedimento di VAS, e saranno probabilmente proprio questi alcuni dei punti più delicati dell’intera operazione.
Un’operazione da oltre due miliardi
Le dimensioni economiche dell’intervento sono altrettanto impressionanti.
Secondo la relazione economica depositata da Inter e Milan, l’intera operazione dovrebbe comportare investimenti complessivi nell’ordine dei 2,3 miliardi di euro.
Il solo nuovo stadio, una volta completato, viene valutato circa 2,15 miliardi di euro, mentre uffici, alberghi e spazi commerciali realizzati nel comparto potrebbero generare, secondo le stime delle società, circa 418 milioni di euro di valore sul mercato.
La tabella di marcia rimane molto serrata: l’obiettivo è avviare i lavori principali nella seconda metà del 2027, con il nuovo impianto che dovrà essere pronto in tempo per entrare nel programma degli Europei di calcio del 2032.
Finalmente si comincia a capire cosa succederà al vecchio Stadio
Per anni abbiamo visto rendering, ipotesi, concorsi e proposte concentrate soprattutto sul nuovo stadio. Molto meno chiaro era invece ciò che sarebbe realmente accaduto nell’enorme spazio lasciato libero dal Meazza.
Ora il quadro comincia finalmente a definirsi.
Naturalmente le immagini contenute nella VAS non vanno confuse con il progetto definitivo del nuovo quartiere: gli edifici rappresentati sono essenzialmente volumi utili alle valutazioni urbanistiche e ambientali e potranno cambiare forma, disposizione e probabilmente anche altezza.
Tuttavia il principio urbanistico appare ormai piuttosto evidente: il nuovo stadio verrà costruito verso via Tesio, gran parte del Meazza sarà demolita e, sul sedime dell’attuale impianto, sorgerà un nuovo comparto terziario e ricettivo formato da diversi edifici inseriti nel verde.
Una trasformazione enorme, destinata a cambiare completamente l’aspetto di San Siro.
E c’è qualcosa di inevitabilmente simbolico nel fatto che proprio oggi, 19 settembre 2026, esattamente cento anni dopo l’inaugurazione del Meazza, emergano per la prima volta in maniera così evidente i volumi che potrebbero prendere il suo posto.

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Duepiedisbagliati;
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