Milano, Porta Venezia.
Ottobre 2026. Si sono conclusi in piazza Oberdan, a Porta Venezia, i lavori avviati la scorsa estate sulla porzione pedonale della piazza che si trova esattamente sopra l’ex Albergo Diurno Venezia, uno dei luoghi più affascinanti e al tempo stesso misteriosi della Milano sotterranea.
Il cantiere, partito nel mese di giugno/luglio, aveva interessato praticamente tutta la superficie soprastante il Diurno. Ora le transenne sono state rimosse e la piazza è tornata percorribile, anche se l’intervento sembra essere stato soprattutto di carattere tecnico e conservativo, senza particolari migliorie dal punto di vista dell’arredo urbano.
Dagli atti del Ministero della Cultura risulta infatti che nel novembre 2025 erano stati aggiudicati specifici “interventi di messa in sicurezza dell’ex Albergo Diurno Venezia”. In precedenza, nel marzo dello stesso anno, era stato affidato anche il servizio per la bonifica dell’amianto presente nella struttura.


Una soletta messa in sicurezza
Osservando il risultato dei lavori in superficie, tutto lascia pensare che l’intervento appena concluso abbia riguardato principalmente la messa in sicurezza e l’impermeabilizzazione della soletta che separa la piazza dagli ambienti sottostanti.
La pavimentazione è stata infatti completamente rifatta e si presenta oggi uniforme, eliminando il disegno realizzato con la sistemazione della piazza del 2015, quando sul fondo grigio erano stati inseriti grandi rettangoli color ocra.
La modifica più evidente riguarda però i lucernari in vetrocemento che portavano luce naturale negli ambienti sotterranei del Diurno: oggi risultano completamente ricoperti. Non sappiamo se la scelta sia definitiva oppure provvisoria in attesa del futuro restauro, ma è probabile che l’intervento sia legato alla necessità di proteggere la struttura sottostante dalle infiltrazioni.
Quello dei lucernari, del resto, è un problema antico. Già in passato alcuni elementi in vetrocemento avevano presentato problemi e nel corso della sistemazione della piazza del 2015 erano stati realizzati nuovi lucernari simili a quelli storici.
Il risultato odierno è certamente meno caratterizzato rispetto alla sistemazione precedente: una superficie sostanzialmente uniforme che, almeno per il momento, sembra avere soprattutto la funzione di proteggere ciò che si trova sotto.





Sotto la piazza, un gioiello del 1926
E sotto piazza Oberdan si trova un vero gioiello della Milano del Novecento: l’Albergo Diurno Venezia, inaugurato nel 1926 e celebre soprattutto per gli ambienti e gli arredi progettati da Piero Portaluppi.
Non si trattava naturalmente di un albergo nel senso tradizionale del termine, ma di una raffinata struttura di servizi destinata ai milanesi e ai viaggiatori: bagni, docce, barbieri, parrucchieri, manicure, lavanderia e numerosi altri servizi trovavano posto negli ambienti sotterranei, decorati con marmi, ceramiche, mosaici, specchi e arredi di grande eleganza.


Con il mutare delle abitudini e il miglioramento delle abitazioni, il Diurno perse progressivamente la propria funzione. Le terme chiusero negli anni Ottanta, mentre alcune attività sopravvissero più a lungo, sino alla definitiva cessazione delle ultime funzioni commerciali.
Nel 2005 il complesso venne sottoposto a vincolo monumentale e nel decennio successivo tornò finalmente all’attenzione della città. Il FAI ne promosse la conoscenza e lo studio, mentre nel 2015 venne riqualificata anche la porzione occidentale di piazza Oberdan soprastante la struttura.
Il futuro Museo Nazionale dell’Arte Digitale
Il futuro del Diurno è stato individuato nella realizzazione del Museo Nazionale dell’Arte Digitale – MNAD, istituito nel 2021.
Il progetto prevede di utilizzare l’ex Albergo Diurno come principale spazio espositivo del museo, mentre il vicino Casello Daziario Ovest di Porta Venezia dovrebbe ospitare uffici, laboratori, spazi per la consultazione, la didattica e mostre temporanee. Il progetto ministeriale è stato suddiviso in due lotti autonomi, uno dei quali riguarda espressamente il restauro e la riqualificazione funzionale dell’Albergo Diurno Venezia e gli spazi esterni di piazza Oberdan.

Al momento, però, sarebbe sbagliato interpretare il cantiere appena concluso in superficie come l’avvio vero e proprio della trasformazione del Diurno nel nuovo museo.
Il sito ufficiale del MNAD continua infatti a indicare il museo come chiuso al pubblico e conferma che le due sedi assegnate – Diurno e Casello Daziario – sono oggetto dell’accordo di valorizzazione tra Ministero della Cultura e Comune di Milano.
L’accordo originario prevedeva 6 milioni di euro per gli interventi di restauro, riqualificazione e allestimento e indicava il 31 dicembre 2026 quale termine per il completamento di lavori, servizi e forniture. Una scadenza che, osservando la situazione attuale, appare ormai difficilmente compatibile con lo stato effettivo dell’intervento.
Insomma, per ora sembra essersi trattato soprattutto di una necessaria operazione preliminare di messa in sicurezza, mentre il grande cantiere che dovrà riportare alla vita gli ambienti sotterranei appare ancora lontano.


E quella scala mobile?
A completare il curioso quadro di piazza Oberdan rimane poi un’altra piccola grande bizzarria milanese: la scala mobile della stazione M1 Porta Venezia, proprio accanto al Diurno, continua a essere fuori servizio (ma anche l’altra, sul lato verso viale Piave).


Già nel febbraio scorso avevamo segnalato come le scale mobili fossero ferme da mesi, in una piazza interessata negli ultimi anni da una sorprendente successione di cantieri: riqualificazione dei marciapiedi, ciclabile di corso Buenos Aires, rinnovo dei binari tranviari, interventi sul Diurno e sistemazioni più o meno provvisorie.
Ora almeno il recinto sopra l’ex Albergo Diurno è finalmente scomparso. Resta una superficie più anonima rispetto a quella realizzata nel 2015, senza più i rettangoli ocra e soprattutto senza i caratteristici lucernari in vetrocemento a vista.
Sotto quella distesa grigia, però, continua a trovarsi uno dei luoghi più straordinari e poco conosciuti di Milano. Proprio nel 2026, a cent’anni dalla sua inaugurazione, sarebbe stato bello poter festeggiare il secolo di vita del Diurno Venezia con la sua definitiva rinascita. Per quella, a quanto pare, bisognerà attendere ancora.

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Stefano Gusmeroli; Duepiedisbagliati; RH Milan S.r.l.
- Porta Venezia, RH Milan, Corso Venezia, Diurno Venezia, Caselli di Porta Venezia, Piazza Oberdan, Museo nazionale dell‘Arte digitale (MNAD)