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Milano | Sant’Ambrogio – Come cambiano i luoghi: Via Caminadella e la chiesetta di San Pietro

Per la serie: “Angoli perduti di Milano”, oggi vorrei parlare di Via Caminadella, la via che porta da via Cesare Correnti verso la Basilica di Sant’Ambrogio.

La via oggi è dominata da un palazzone ad angolo liberty che riproduce un palazzo nobiliare settecentesco, mentre sul lato dei numeri dispari troneggia il retro della torre di 13 piani anni 50 e il retro del cinema (oramai chiuso da anni) De Amicis. Mentre sul lato opposto c’è la presenza del Liceo Ginnasio Statale «Alessandro Manzoni» con le sue fattezze eclettiche in versione neo rinascimentali.

In Via Caminadella vi era all’angolo con via Francesco Novati una graziosa chiesa con una bella facciata Settecentesca, oggi completamente sparita.

La chiesa di San Pietro in Caminadella è attestata come “capella” alla fine del XIV secolo. Rifatta in epoca barocca, ha resistito fino agli anni venti del novecento, per poi lasciare il posto ad un palazzo “liberty”.

Pare che il nome Caminadella derivi dalle prime case dotate di camini costruiti in città a partire dal 1300 circa. Infatti prima le case avevano una stanza con apertura centrale nel tetto dove il fuoco lo si faceva al centro della stanza, rischiando spesso di dare fuoco alle case. Infatti la chiesa di San Pietro in Caminadella che qui sorgeva prese questo nome per esser sorta a fianco di una casa “caminata”, dotata di camini per l’appunto.

Con il piano di riduzione delle parrocchie della città e dei Corpi Santi di Milano che ebbe pieno effetto dal 25 dicembre 1787 (avviso 16 novembre 1787), il distretto della chiesa parrocchiale di San Pietro in Camminadella che comprendeva la contrada di San Simone, il ponte de’ Fabri, la contrada e il vicolo di San Pietro in Camminadella, la contrada di San Bernardino, il borgo di San Calocero, la strada di San Calocero, il borgo di San Vincenzo in Prato, il vicolo di San Calocero, la strada degli Olocati, il ponte degli Olocati, parte della contrada di San Michele sul Dosso, una porzione della strada detta della Vittoria dal Ponte de’ Fabri, alcune case nella strada del Ponte de’ Fabri dal ponte suddetto fino alla stretta de’ Lesmi, venne inglobata nella parrocchia di Sant’Ambrogio.
Nel 1805, con il piano napoleonico di concentrazione delle parrocchie nelle città principali del regno d’Italia, la parrocchia di San Pietro in Caminadela venne unita alla parrocchia di Sannt’Ambrogio (decreto 22 giugno 1805).

Sempre in via Caminadella vi era il bellissimo palazzo barocco dei Visconti. Si trovava sul lato dispari della via (al posto dei numeri 7 e 9), distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, si salvò solo la facciata. La Soprintendenza cercò di vincolare la facciata superstite ma la demolizione venne eseguita lo stesso e negli anni 50 venne realizzata la torre di 13 piani che ancora ci offre il suo retro su questa piccola via, togliendo qualsiasi poesia al luogo.
Angolo superstite della Via Caminadella senza la chiesa e col fotomontaggio della vecchia chiesa
1_Caminadella 1 2_Via Caminadella 2
La facciata della chiesa di San Pietro in Caminadella

La facciata della chiesa di San Pietro in Caminadella

Chiesa di San Pietro in Caminadella, vista dalla via Caminadella 1935

Chiesa di San Pietro in Caminadella, vista dalla via Caminadella 1935

 

La chiesa durante le demolizioni ottocentesche 1930

La chiesa durante le demolizioni ottocentesche 1930

Via Caminadella 1 Via Caminadella 3 Via Caminadella 4 Via Caminadella 5

Via Caminadella angolo Correnti

Via Caminadella angolo Correnti

ia Caminadella e la posizione del Palazzo Visconti col confronto odierno

Via Caminadella dove sorgeva il Palazzo Visconti 2 Via Caminadella dove sorgeva il Palazzo Visconti Via Caminadella Palazzo Visconti dopo i bombardamenti Via Caminadella Prima Primo Novecento Via Edmondo de Amicis 28

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Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


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