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Milano | Città Studi – Via Pacini e il degrado imperante

Spesso i politici si preoccupano di più delle periferie che del centro città o di quella fascia di mezzo che è la cintura attorno alla circonvallazione, è il caso di via Pacini.

Ringraziamo anzitutto Yuri Benaglio per alcune foto inviateci per arricchire il reportage che abbiamo realizzato percorrendo l’intera lunghezza (quasi un chilometro) della via che unisce piazzale Piola a Piazza Enrico Bottini e alla Stazione di Lambrate.

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Il problema principale, guarda caso, riguarda il parcheggio selvaggio tra le piante del parterre centrale, le foto pensiamo siano eloquenti e non abbiano bisogno di commenti. Segue naturalmente lo stato dei marciapiedi, delle aiuole e dell’immondizia che naturalmente viene facilmente nascosta tra le vetture parcheggiate.

Le vecchie rotaie dei tram che dopo decenni sono ancora presenti a tratti e che rendono anche pericolosa la strada inutilmente.

Degrado anche all’isola tecnologica, istallata nella parte centrale della via all’altezza di Via Giovanni Bottesini, istallata nel 2014 e già abbandonata e degradata, con le apparecchiature spente da mesi.

Aggiungiamo al disagio della via anche il cantiere istallato nel 2015 all’altezza con Via Ampère che serve per “prosciugare” la galleria sottostante della M2 che si allaga spesso a causa della sempre presente falda acquifera troppo alta.

Insomma le foto, come abbiamo detto, parlano da sole, sia con la pioggia che col sole. Peccato, perché la via avrebbe grandi potenzialità, bei palazzi anni Trenta e Quaranta, bei negozi e il fulcro del quartiere. Al centro potrebbe esserci uno spazio verde, per passeggiate un po’ come avviene in via Domenichino, zona Fiera, dove il parterre centrale è una passeggiata pedonale con panchine e aiuole.

 

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Via Domenichino, esempio di come potrebbe essere via Pacini

 

Invece, questa è via Pacini…

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


7 thoughts on “Milano | Città Studi – Via Pacini e il degrado imperante

  1. Elle

    l’area digitale vicino a via bottesini è fondamentalmente terra di nessuno, così come la piazza della stazione. siamo arrivati al punto che il presidio del territorio lo fanno i cingalesi con le loro schifezze di bancarelle.

    per mesi l’area digitale è stata occupata da punkabbestia ubriachi notte e giorno.
    non so se sia il caso di mettere a verde la zona alberata, col rischio di vederla trasformata nello schifo che è diventata la vicina piazza gobetti; a me farebbe piacere, si tratta di una zona viva che meriterebbe del bello e più cura.

  2. Claudio K.

    Purtroppo nessun intervento di arredo urbano potrà mai insegnare l’educazione civica ai cittadini (cittadini si fa per dire). Problema numero 1. Problema numero 2, la manutenzione, che in Italia è inesistente. Si fanno cose ogni tanto anche belle, ma poi le si abbandonano a se stesse e dopo pochi mesi fanno schifo.

    Basta guardare i segnali stradali che, una volta piegati da vandali e/o parcheggiatori distratti, rimangono tali per mesi. Sotto allo scintillante palazzo della Regione, in viale Restelli, una selva di cartelli (molti dei quali inutili) piegati hanno fatto bella mostra di sé per mesi e mesi al passaggio dei bus City Seightseeing, senza che nessuno se ne preoccupasse, finché non mi sono preso la briga di chiamare i vigili (che, a onor del vero, dopo qualche giorno sono intervenuti). In Nordeuropa, ma anche a Barcellona per dire, se la domenica un ubriaco piega un cartello, il lunedì gli operai del comune sono già lì a raddrizzarlo.

    Allora la mia idea è che è meglio fare interventi minimali ma “resistenti”, invece di far finta che siamo in Svezia e riempire la città di oggetti che alla meno peggio diventano immediatamente lavagne per gli scarabocchi dei cosiddetti writer (ma writer de che?? e che scrivete??? tre-quattro lettere in croce ripetute all’infinito??)

  3. Sandro

    Ci sono nato nei dintorni quasi 70 anni fa e ho visto il degrado aumentare negli ultimi anni.Case imbrattate da fare schifo e nessuno che se ne accorge perchè hanno insegnato che tanto ci sono problemi più importanti.La panchina in foto con scritta FUOCO è di Sanke uno noto alla polizia che imbratta a più non posso e che non viene messo in condizioni di non nuocere!!!E’ mai possibile?E’ uno schifo colossale.Meno male che ora vivo da un’altra parte della città meno imbrattata (meno,non dico “senza” scritte).

    1. Claudio K.

      Concordo pienamente. Assieme al buonismo, il “benealtrismo” (c’è ben altro a cui pensare”) è uno dei grandi problemi della società italiana.

      Premesso che, a parte un meteorite gigante che si schianti sulla terra cancellando d’un botto tutto il genere umano, per qualsiasi problema se ne può sempre trovare uno più importante, dire che c’è ben altro a cui pensare è solo una scusa per non fare mai niente per niente.

      C’è un motivo se nei paesi più civili del nostro sono inflessibili su queste “piccole” cose. E’ proprio da questi dettagli che passa la percezione di una legalità –o viceversa illegalità– diffusa. Al di là dell’estetica e del decoro, una città abbandonata a se stessa trasmette il messaggio che qui puoi fare quello che ti pare senza che ti succeda niente.

      PS: le tag “fuoco” sono state tra le prime che sono tornate a imbrattare di nuovo le stazioni del Passante poco dopo che erano state riverniciate di fresco per Expo.

  4. marina

    proprio qualche girono fa ho scritto al comune chiedendo
    -da un lato di aggiungere una stazione bike me a Lambrate (è una stazione come centrale e garibaldi del resto…..)
    -dall’altro di porre rimedio alla situazione disastrosa divia pacini: ho allegato foto di sacchi di spazzatura rovesciati nello spartitraffico, dell’isola tecnologica e le bottiglie di birra vicino alle panchine… senza contare tutti i vassoi di pizza mundial sparsi ovunque: magari dovrebbero rendere responsabili anche i gestori…. non ci sono abbastanza cestini e lo spazio fuori dal negozio è abbandonato a se stesso a all’inciviltà altrui…

    Domanda: perchè il comune azichè far pagare canoni salatissimi per l’occupazione del suolo pubblico non ne incentiva l’abbellimento da parte dei commercianti che ne voglione usufruire? magari stabilendo un prontiuario con indicazione del tipo di fioriere da utilizzare, i colori ecc
    se volete posso inviarvi le foto

  5. ale

    Ciao! Vivo purtroppo nella zona in questione e vedo ogni giorno che passa il degrado imperare sempre più ….Chiedo , a tutti di guardare anche da questa parte della città e fare qualcosa per risollevare la situazione e il disagio oltremodo dei residenti…grazie!

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