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Milano | Molino Dorino – Lo storico mulino destinato a essere abbattuto?

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L’ingresso semi nascosto del cascinale e del Mulino in via Molino Dorino

Di Molino Dorino tutti conoscono il nome, tutti l’associano alla fermata della metropolitana, ma pochissimi conoscono l’edificio da cui questa prende l’appellativo: la cascina con il vecchio mulino che si trova a cento metri in linea d’aria dall’uscita della stazione del metrò.

Ne avevamo parlato già tempo fa in questo articolo, dove viene descritta dettagliatamente la storia dell’edificio, ma torniamo a parlarne perché in futuro la cascina ed il suo mulino potrebbero venire abbattute per fare spazio all’ampliamento dell’adiacente deposito della Linea 1. Infatti i terreni su cui insiste dovranno essere espropriati proprio a tal fine.

Siamo andati a visitare questo complesso sconosciuto per prendere visione del luogo. L’accesso, nascosto da parte del deposito Atm, è un vialetto sterrato che si addentra tra una vegetazione incolta e non curata. Il corpo principale dove è alloggiato il mulino, e che era l’abitazione del mugnaio, per quanto sia stato rimaneggiato nel tempo, conserva ancora il suo impianto originario. Una targa storica sulla parete esterna ne riporta l’antica funzione e appartenenza a quello che una volta era il Comune di Trenno. Altri edifici (il più recente degli inizi del secolo scorso) anticamente adibiti a fienili, abitazione e funzioni varie della cascina, si dispongono a creare l’aia interna. Il terreno di pertinenza è di circa un ettaro e per lo più è occupato da orti.

All’interno del mulino sono in buono stato di conservazione le macine, gli ingranaggi e gli attrezzi che servivano all’attività e che risalgono anche all’800. Sicuramente una testimonianza non solo storica, ma anche tecnica, che sarebbe un peccato andasse perduta.

Nonostante l’età di macine e attrezzatura, il mulino ha funzionato fino agli anni ’60 utilizzando l’acqua del fontanile Cagnola che, a seguito dell’apertura della  raffineria Condor (area attualmente occupata dalla Fiera) venne prosciugata; dopo di quella data continuò a funzionare fino agli anni ’80 utilizzando l’elettricità come forza motrice.

Attualmente, se non nella funzione di mulino, per lo meno gli spazi e il luogo possono venire recuperati e valorizzati. Sarebbe un vero peccato se andassero perduti per far posto a un deposito; che è sicuramente utile, ma che forse poteva essere pensato diversamente e con più attenzione al luogo, utilizzando per l’espansione gli spazi a sud dell’attuale area di rimessaggio.

Ad ogni modo, se si confermasse il progetto così com’è ora, Molino Dorino andrebbe perduto.

Queste prime immagini sono di quando ancora il mulino funzionava con l’acqua del fontanile:

Di seguito il nostro reportage fotografico al vecchio mulino:

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


6 thoughts on “Milano | Molino Dorino – Lo storico mulino destinato a essere abbattuto?

  1. Davide

    In qualunque altro paese a noi vicino simili monumenti del nostro passato, neanche troppo remoto, sarebbero ovviamente tutelati dalla legge, preservati con cura e orgoglio dalle amministrazioni locali, aperti alla visita e all’ammirazione di cittadini, scolaresche e forestieri. Non qui in Italia, non qui a Milano, dove la civiltà rurale che fu dei nostri nonni e padri, poi spazzata via e sepolta con furia negli anni frenetici e distratti del “boom” e dello “sviluppo”, viene ancora vissuta e guardata con un misto di vergogna e di fastidio. Speriamo in un rinsavimento in extremis delle istituzioni civiche prima dell’irreparabile, ennesima demolizione che inghiottirà altri tasselli della “piccola” storia quotidiana milanese.

  2. Enrico

    D’accordissimo con Davide. Assurdo demolire un simbolo del passato che al contrario se rivalutato potrebbe diventare un punto di riferimento qualitativo per l’intera area. Se fossimo in Francia o Spagna ne farebbero un monumento….. non oso immaginare qua. Ma la domanda che mi ossessiona è: ma possibile che con tutta la robaccia costruita che c’è in giro non si trovi un senso a questo piccolo e straordinario edificio?????

  3. Claudiogi

    C’è davvero qualcosa che non va nelle nostre pubbliche amministrazioni se, anziché tutelare queste straordinarie testimonianze della nostra storia, è proprio chi dovrebbe tutelare l’interesse della comunità a farsi promotore della loro distruzione. Ma come è possibile? E a proposito le varie Sovrintendenze non hanno nulla da dire?

  4. frezza

    “In qualunque altro Paese (con la p minuscola tra l’alto…, ndr)” e poi blablabla. Chissà quante cose negli altri Paesi vanno male e qui vanno bene ma nessuno le ricorda. Vittimisti, fino alla bara: così si progredisce

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