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Milano | Portello – Il MiCo si rifà il look

Che cos’è il MiCo? Magari qualcuno non lo conosce col suo nome: si tratta del Centro congressi di Milano, il più grande d’Europa, quello comunemente chiamato “cometa” che si trova tra CityLife e il Portello.

L’architetto Mario Bellini, tra il 1993 e il 1997, realizzò i padiglioni del Portello per la Fiera di Milano. Nei primi anni Duemila si decise di ingrandire e trasformare alcuni padiglioni della Fiera in un centro congressi, con spazi e capienza finalmente degni di Milano. Così lo stesso architetto progettò il nuovo MiCo, caratterizzato da una copertura iconica che ricordasse una cometa (anche se per molti pare più una pelliccia di orso appoggiato su di una palla schiacciata). Nel 2012 venne inaugurato il nuovo Centro Congressi di Milano, reso iconico dal velo d’argento della copertura di Mario Bellini. Naturalmente si trattò di un adattamento a strutture già realizzate decenni fa e che fino a poco prima dei lavori si affacciavano su cortili interni, poco visibili perché nascosti da altri capannoni della vecchia fiera. Fiera che ha ceduto il posto al complesso di CityLife, che oramai ben conosciamo e che, verso il MiCo, presenterà una nuova porzione di parco pubblico.

Così ora le brutte facciate del centro congressi fanno bella mostra di loro.

L’obbiettivo del MiCo ora è quello di ricucire gli edifici con una nuova facciata che sia degna anche della nuova vista aperta verso la città e il parco. Fondazione Fiera, proprietaria del MiCo, lancia un concorso rivolto a progettisti under 40 per adeguarle alla qualità architettonica di CityLife. Nel bando si chiede anche l’abbattimento della vecchia porta Carlo Magno e il suo totale rifacimento, anche per integrarla al parco in costruzione. Qualcuno (compresi noi) vorremmo che si mettesse mano anche alla “cometa” di Bellini; magari rimuovere le brutte lamiere (che forse vennero utilizzate in sostituzione di un altro materiale pensato in origine dall’architetto, o, più probabilmente non vennero adeguatamente dimensionate e montate in fase di cantiere) con delle lamiere propriamente progettate per la struttura sinuosa quale è.

Il concorso prevede un primo premio di 15mila Euro.

Fonte La Repubblica.

Di seguito il Progetto di CityLife che si estende sino a viale Duilio, via Gattamelata e al piazzale attorno al Velodromo Vigorelli.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


19 thoughts on “Milano | Portello – Il MiCo si rifà il look

  1. The doctor is: IN

    Il “velo” è bello in sé, e sicuramente iconico, ma non c’entra una mazza con l’edificio preesistente… dà davvero l’idea di uno straccio buttato lì, un po’ come quando alla sera si è troppo stanchi per ripiegare i vestiti e si lancia un maglione appallottolato su una sedia.

    Non uno degli interventi migliori di Bellini.

    PS: “obbiettivo” con due B, anche se lo so che esiste sul dizionario, mi fa venire i brividi (colpa di Repubblica, non vostra).

  2. Renato S.

    Due note. 1-Il velo è stato disastrato da un nubifragio anni fa e mai ricomposto correttamente, a prescindere dalla discutibile scelta dei materiali.
    Perchè Bellini non abbia insistito in merito è un mistero.
    2-L’oggetto dell’intervento è stato incorporato nel MiCo, ma in realtà si tratta degli “avanzi” di due edifici preesistenti: gli studi RAI della fiera (quelli di Rischiatutto e Mike Buongiorno per capirci) e l’ex American Trade Center di via Gattamelata, sparito da decenni.

  3. Lukas

    Scusate ma Fondazione Fiera deve proprio fare due cose separate? Vicino MiCo deve (doveva) sorgere MilanoAlta o altre amenità varie.
    Non si può fare un progetto unico? un masterplan dell’area?
    Altrimenti viene fatta la solita cosa priva di senso all’italiana……

    1. Renato S.

      Già, ma di Milano Alta si è persa traccia. E questo annuncio fa temere che l’ipotizzato trasferimento a MilanoFieraCity della rai da via Mecenate sia ormai una chimera…

  4. Alice nel paese delle meraviglie

    Veramente orribile! Il palazzo non si puo’guardare e la copertura mezza rovinata neanche! Speriamo in qualcosa di decisamente meglio

  5. Nicola

    Domanda non proprio in topic, e me ne scuso: la rotonda che si intravede nel rendering della penultima foto, alle porte di City Life, si farà? Perché così com’è l’incrocio è molto pericoloso per i pedoni, una riqualificazione del vialone Boezio, con piantumazioni e moderazione del traffico, sarebbe auspicabile anche vista la vocazione pedonale di tutto il mega-progetto dell’ex Fiera.

    1. Renato S.

      Se è nel rendering si farà. Citylife si comporta come se fosse il Comune in persona.
      Ha abolito piazza Arduino senza che nessuno dicesse parola. E ora che aprirà il centro commerciale ci sarà da ridere per il casino che causeranno gli accessi ai parcheggi lungo l’asse Amendola-Scarampo.
      Piuttosto: non si capisce perché l’area circostante al Vigorelli, riasfaltata e finita, resti inutilizzata dietro le transenne da mesi.

  6. Dado

    Scusate, il mio commento non centra con il MiCo, ma in questo articolo si vede bene soprattutto il progetto per intero di city life una volta finito. Di commenti da fare ce ne sarebbero a iosa, ce lo stanno dando a dosi omeopatiche, x farcelo digerire meglio, causa lentezza cantieri e scarsità di fondi. Ma prima o poi il cantiere terminerà. Spero che ne frattempo il comune di Milano abbia istituito un multa per l’inutilità e bruttezza del progetto. E che questo sia il promo a pagare una multa salatissima. Io penso che la città che vanta il “grattacielo piu’ bello del mondo” abbia abbastanza titoli per pretendere un certo sandard dei progetti. Qui si vedono solo errori. Non centra il concetto di brutto. E’ proprio un azzardo progettuale. E mi domando chi, domani, frequenterà il parco e il centro commerciale. Poteva essere davvero fatto diversamente. Non si capisce se è un parco, un centro commerciale, un mega condominio, un centro direzionale, una memoria storica…boh vengono i brividi. Sicuramente è un caso da studiare in tutti i dettagli. Mi sembra il classico esempio “tutto e niente”. Mah!

  7. Luca

    Sebbene alla moltitudine vada bene tutto ormai purche ci siano due negozi , due alberi e due ristoranti/cinema delle solite catene in effetti è tutto e niente.
    Son stato per la prima volta all interno di city life due settimane fa e mi ha deluso abbastanza.
    Se avessero fatto un vero parco avrebbero ingigantito il tutto , cosi sembra davvero minuscolo e tutto senza senso

    1. CM

      come già scritto in passato, sono anche dell’idea che la galleria commerciale in quella posizione è stato un errore, sia per il rapporto volumetrico un po’ opprimente nei confronti del palazzo delle scintille, sia per l’occupazione dello spazio che poteva essere dedicato ad un percorso tranviario (diretto a cordusio/duomo) all’interno di citylife su area a verde e lungo via industria-est, anzichè marginale lungo via boezio.

  8. Alice nel paese delle meraviglie

    Dado e Luca tornate pure nei vostri quartieri, a noi il parco piace moltissimo con la sua varieta’ di arbusti e fiori di tutti i tipi. Negozi e servizi non guastano, una zona riqualificata magnificamente. L’unica preoccupazione e’ per quando la cura del verde andra’ in mano al Comune……

    1. Luca

      Milano ha bisogno di polmoni verdi e alberi , il piu possibile, e diciamo che inserire in quello spazio tutto cio’ che hanno messo è fuori da ogni logica,
      Non è venuto male in se. È solo che il verde è marginale , invece avrebbe dovuto essere il contrario .

  9. Manuel

    Ricordo che Albertini lo spacciava per il nuovo “Central park” di Milano :-D. Particolari sono le essenze presenti ma in realtà sono giardinetti circondati da reti da pollaio e già ben frequentati… l’apertura del centro commerciale e delle sale cinematografiche farà il resto

    1. Anonimo

      Questo è il tipico commento dei vecchietti (mio nonno: uguale!) che oltre a lagnarsi sempre di tutto, non riescono per ovvi problemi di deambulazione ad andare molto oltre i cancelli del giardino condominiale dei condomini ai lati.

      1. Dado

        I vecchietti, caro anonimo, nelle società civili – sono una garanzia contro l’arroganza incolta dei giovani. Ad ogni modo ho 43 anni e non sono x niente conservatore, anzi. Fiori e verde fanno subito scena, persino su un davanzale di una finestra, quindi a maggior ragione in un parco urbano: impossibile lamentarsene….Dico solo che piazzare quattro concetti diversi uno dentro l’altro, in uno solo spazio (anche relativamente grande) mi sembra folle e stupido. In sostanza ripete un po’ il concetto di Milano 2, cioè un quartierone x ricchi, a loro uso e consumo, MA con in mezzo tre multinazionali da paura, e un multisala. Auguri! Dico che ho forti dubito che diventerà un’ attrazione anche x tutti gli altri che non abitando dentro o intorno quel parco. Le foto di Milano Porta Nova, per esempio, si trovavano – e si trovano ancora – ovunque ripetute su tutti i social, e già prima che il cantiere chiudesse….Ok, c’è stato il FAI che ha puntato i riflettori x una domenica…..Ma non è stata la sola iniziativa che si inventato quelli di city life x lanciare/vendere il loro progetto. I risultati in termini di immagine sono medesti, francamente. Io dico che è stato abusato il concetto di parco urbano, SPRECANDO un occasione …PS ma la serra quattro stagioni….che fine ha fatto? sparita…? Ma contenti VOI….

        1. Anonimo

          Dado, mica parlavo con te! Io stavo rispondendo a Manuel che di citylife vede solo le cancellate dei condomini e le reti pollaio e la “brutta gente” che li frequenta. E che ancora si lamenta di Albertini…

          Quel che dici tu invece lo so benissimo, anche perchè è da quando è stato approvato il masterplan nel 2004 che ci frantumano gli zebedei con quelle argomentazioni (dal quartiere per ricchi come Milano 2 in giù) e quindi non mi diverto più a parlarne perchè io invece lo trovo bellissimo, riuscito bene, ci vado spesso e ricco non son di certo 🙂

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