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Milano | Cinque Vie – Via Speronari: tra storia, arte, cibo e un po’ di abbandono

Abbiamo parlato in un articolo precedente a questo delle vie dei mestieri che ruotavano attorno all’area del Duomo. Infatti in molti avranno notato che nel centro città, tra il Cordusio, le Cinque Vie e il Duomo c’è un dedalo di vie che portano nomi di mestieri. Parliamo di Via Orefici, via Armorari, via Cappellari, via Spadari e via Speronari. Anche se a stento facciamo fatica a immaginarci questo insieme di vie in versione medievale, ci troviamo nell’antico nucleo di quello che era il cuore commerciale di Milano, dove le vie erano state assegnate dagli statuti comunali alle varie corporazioni artigiane.

Infatti nel XIII secolo Milano era una delle poche città europee ad avere più di 100.000 abitanti, l’artigianato era in pieno sviluppo, soprattutto per la lavorazione dei metalli e in queste vie si concentravano tutti i migliori artigiani del ferro.

Come poteva apparire via Spadari nel 1400

Quindi, dopo aver visto e letto la storia di via Spadari, ecco la “gemella” via Speronari, più corta e più stretta, al contrario dell’altra, è meno glamour e più, “normale”.

 

Iniziamo dallo slargo che si trova dove le vie Speronari, Mazzini, Falcone, Cappellari e Gaetano Giardino si incrociano. Qui si trovano uno dei più bei momenti di Milano – Santa Maria presso San Satiro- il più antico campanile medievale di Milano, un sacello paleocristiano – San Satiro – una chiesa rinascimentale – Santa Maria – e un “concessionario” di motorini.

Perché il Comune ha permesso e creato uno spazio per motorini su quest’angolo che sarebbe da cartolina? Possibile non esista un garante del paesaggio e dei monumenti a Milano? La Soprintendenza dov’è?

Noi abbiamo provato a fare un piccolo giochino con Photoshop, dove abbiamo eliminato gli orrendi motorini e pali, sistemando lo spazio con una semplice aiuola. Ci vuole così tanto?

Qui si trova un edificio completamente in abbandono da anni e dove, fino al 2012 c’era un bel fruttivendolo che reclamava d’essere: “L’ortolàn pùsee vècc de Milan”. Misteriosamente, pur essendo in pieno centro città, a due passi dal Duomo, la via Speronari appartiene allo sfortunato lato sud del centro di Milano, il lato depresso o dove si investe poco, come abbiamo più volte potuto notare da articoli su via Mazzini o Corso Italia.

Non abbiamo resistito e abbiamo provato a rendere questa piccola via più bella, semplicemente facendola tornare a come doveva apparire più di cent’anni fa. Infatti abbiamo provato a sostituire la pavimentazione in asfalto con le pietre e i ciottoli di fiume della pavimentazione a rizzata, tipica dei paesi padani.

All’angolo con via Torino una decina d’anni fa venne realizzato e riqualificato un edificio anni Cinquanta per la Geox, il Breath Building. Si tratta di un palazzo convertito interamente (o quasi) a spazio commerciale dallo studio d’architettura di Dante O. Benini & Partners Architects.

Sicuramente un edificio abbastanza originale e innovativo ma che manca ugualmente di qualcosa, come dimostra il fatto che non compare mai sulle foto social tanto di moda in questo periodo e stenta a diventare un simbolo della via.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


4 thoughts on “Milano | Cinque Vie – Via Speronari: tra storia, arte, cibo e un po’ di abbandono

  1. Anonimo

    Togliere il parcheggio motorini e mettere una piccola aiuola è un intervento minimo. Tipo semplice richiesta del Municipio 1 e pratica all’Ufficio Tecnico Comunale. Probabilmente anche l’Assessore competente non dovrebbe far molto di più che mettere una firma su qualche foglio…

    Certe volte sembra che nella foga di inseguire chimere e massimi sistemi ci perdiamo di vista i fondamentali?

    1. Anonimo

      Non dimeneticare lo stanziamento del budget… piccolo dettaglio. Se una voce non è quantificata a bilancio, allora non esiste.
      Sarebbe bello che fosse così facile.
      E non dimenticare le procedure di appalto, che se sbagli una virgola, se va bene c’è un ricorso al TAR, se va male finisci indagato per abuso di ufficio.

  2. Alex

    Vero! Lo scorcio su Santa Maria con la cappella di San Satiro e il campanile è uno degli angoli più suggestivi di milano. Spero sparisca presto l’orrido parcheggio!
    Fra l’altro ho visto lavori in corso proprio dove si trovava il fruttivendolo!!

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