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Milano | Varesine – Ciclabile inutile… ma chi si vuol prendere in giro?

Ci troviamo in piazza San Gioachimo e in via Filzi, alle Varesine,  dove sotto una serie di automobili parcheggiate, si troverebbe una pista ciclabile. Come si vede da queste immagini, la situazione è sempre così, ogni giorno. La pista ciclabile, pochi metri a dire il vero, è stata realizzata con semplice vernice a terra, sia nel tratto di Via Galileo Galilei da Via Cartesio a Viale Ferdinando di Savoia, sia in via Filzi, che inizia da dove termina via Galilei e prosegue sino a Via Antonio Locatelli.

Cartelli stradali inutili, segnali a terra inutili e multe inesistenti, vengono ignorati da ogni automobilista, sicuri di non incorrere in nessuna sanzione. I cartelli stradali a Milano, a quanto pare, sono cosa inutile.

Forse con il completamento del cantiere della Biblioteca degli Alberi e di viale della Liberazione, anche questa inutile pista ciclabile avrà un cordolo che fermi la sosta selvaggia?

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


17 thoughts on “Milano | Varesine – Ciclabile inutile… ma chi si vuol prendere in giro?

  1. Anonimo

    Ma non è solo la pista… è tutto quel pezzo di “viale” che fa proprio pietà… cosa ancora più incomprensibile considerando che adesso si trova ai piedi della Torre Diamante.

    Basta guardare le foto: tag ovunque (il palazzo all’angolo con viale della Liberazione è letteralmente ricoperto, vedi foto 7)… pavé sconnesso (dove è rimasto) o rappezzato con dell’asfalto rabberciato alla bell’e meglio… segnaletica approssimativa… catrame dei marciapiedi colato sui cordoli… non certo un angolo di città europea

  2. Anonimo

    La pista ciclabile da quel lato della strada non serve nulla, dall’altra parte c’è uno spazio pedonale immenso, solite piste ciclabili inutili, e poi in tutte le città quando si mette la pista si lascia anche la sosta per le auto qui invece si pensa che tutti vadano in giro in bici…ma per fortuna o purtroppo non sarà mai così…evviva l’auto elettrica abbasso le bici.

  3. Anonimo

    Ci stava benissimo sia la pista che le auto posteggiate, basta usare il buon senso invece si preferisce fare gli bici talebani e poi la gente se ne frega giustamente.

  4. gigi

    Le piste ciclabili possono funzionare solo se adeguatamente confinate e protette, altrimenti vengono ignorate e ti cì investono pure (a me è successo…).

  5. Franco

    Vivo a Bologna e vengo tutte le settimane a Milano per lavoro, città che amo tra l’altro.. La cosa che più mi sconcerta oltre all’incuria,arredo urbano e tag è l’assoluta impunità sulla sosta selvaggia. A Bologna, non in Svizzera quindi, per molto meno rispetto a quando mostrato in foto le macchine vengono immediatamente rimosse. Ci sono sere dove 10 carroattrezzi contemporaneamente rimuovono intere file di macchine parcheggiate in maniera impropria in luoghi della movida.

    A Milano invece potendo parcheggiare ovunque e senza pagare si incentiva ancora di più l’utilizzo della macchina rispetto a mobilità alternativa.

  6. Anonimo

    Scandaloso che la ns polizia locale trovi la cosa del tutto naturale ignorando quotidianamente questo gesto di inciviltà. Giustamente le tasse le paghiamo non per vivere in una società regolamentata da diritti e dovere ma le paghiamo per hobby.

    In qualsiasi città civilizzata una macchina posteggiata su una ciclabile dura si e no 5 minuti, mentre qui diventa in tutto e per tutto un parcheggio permanete per numerosi veicoli.

    Cara la mia Milano hai ancora molta strada da fare per arrivare in Europa…

      1. Anonimo

        Per me possono mettere anche un filo spinato virtuale (che fa tanto “smart”).

        Basta che il Comune si svegli dal torpore e si dia da fare, che tra buche, scritte, marciapiedi rattoppati, pali, semafori girati, auto-moto-motorini e scooter parcheggiati ad minchiam, sciatteria, disordine e zero manutenzione stiamo diventando ridicoli.

        1. Càtaro

          D’accordo su tutto tranne che sullo “stiamo diventando”…

          non so quanti anni hai tu, ma io ne ho abbastanza per ricordarmi com’era Milano negli anni 80 e 90 e ti assicuro che era molto peggio.

          Negli ultimi 10 anni Milano è enormemente migliorata, anche se è sempre lontanissima dagli standard europei. Queste situazioni non sono evoluzioni attuali, ma piuttosto eredità di un passato in cui per 40 anni non si è fatto praticamente nessun intervento.

          Un esempio tra tanti: in piazza Missori, fino al restyling “low cost” per Expo nel 2015, ci siamo tenuti i guard rail e i marciapiedi in cemento “provvisori” del cantiere M3, chiuso nel 1990. 25 anni.

          1. Anonimo

            25 anni fa New York era la capitale del crimine, Berlino un casino e a Londra appena fuori dal centro era devasto in puro stile Ken Loach.

            In un quarto di secolo il mondo è cambiato radicalmente e a me non piace che a Milano si sia rimasti indietro….. Milano così conciata nel 2018 rischia il ridicolo a mio parere, chiaro che si sta migliorando ma troppo troppo troppo piano e più lentamente di tanti altri

          2. Anonimo

            Le buche a Milano (così tante e così a tappeto) sono una novità.

            Ma anche per il resto negli anni 80 e 90 a New York nel metrò ti accoltellavano e sulla Inghilterra di quei tempi Ken Loach ci ha fatto decine di film. O vogliam vedere come è cambiata Berlino dai tempi di Cristiane F.?

            “Stiamo diventando” è un giudizio sul gap tra Milano e le città con le quali vorrebbe paragonarsi: malgrado i progressi il gap non si sta chiudendo ma su alcune cose sta addirittura aumentando.

          3. wf

            Milano è milgorata moltissimo ma… non ancora abbastanza.

            E nello specifico ancora non si vedono nelle periferie i risultati dei progetti messi in cantiere.
            Ma bisogna aumentare i FONDI, gli sforzi, e gli obiettivi del comune fuori dalla zona 1.

            Nei prossimi 4 anni si può raggiugere bene questo obbiettivo.
            Ma bisogna concentrare gli sforzi nelle periferie.

          4. Anonimo

            Speriamo di vedere risultati concreti prima della fine del mandato di Sala (non mancano 4 anni ma meno di 3: siamo quasi a metà mandato anche se….non sembra per ora 🙂 )

  7. Anonimo

    Speriamo che questi 3 anni passino in fretta se le priorità di Sala sono la riapertura dei navigli e i barconi a città studi.

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