23 ottobre 2012
Due anni fa prendeva il via la tanto attesa riqualificazione di corso Buenos Aires. Un intervento che aveva generato grandi aspettative e che, purtroppo, le ha in gran parte disattese. Come ebbi modo di evidenziare già allora, a un certo punto il cantiere si è praticamente fermato e molti degli obiettivi annunciati sono rimasti incompiuti ancora oggi.
Viene spontaneo chiedersi quale sia oggi il ruolo di Ascobaires, al di là dell’organizzazione delle manifestazioni e delle feste di quartiere che periodicamente animano la via. Perché il principale asse commerciale di Milano meriterebbe ben altra attenzione.

L’unico elemento davvero convincente dell’intervento è stata la scelta della beola per la nuova pavimentazione, peraltro rimasta incompleta in alcuni tratti. Per il resto, il risultato finale appare deludente: marciapiedi invasi dalle motociclette in sosta, fioriere ormai degradate e trascurate, un’invasione di cartelli stradali e informativi, e quei punti luce sospesi che continuano a gravare sulla via con un impatto estetico discutibile. A peggiorare il quadro, a distanza di tre anni dalla loro installazione, sono ancora presenti i vecchi cavi del precedente impianto di illuminazione, ormai inutilizzati e decisamente antiestetici.







E che dire del sottopassaggio all’altezza di via San Gregorio? Chiuso da decenni, con le scale di accesso trasformate da altrettanto tempo in una discarica a cielo aperto. Un’immagine indegna per quella che è, a tutti gli effetti, la principale via dello shopping milanese, percorsa ogni giorno da migliaia di cittadini e visitatori provenienti da tutto il mondo.






Perché una strada così importante è stata lasciata a metà del guado? Corso Buenos Aires meriterebbe spazi finalmente liberati dalle soste irregolari, marciapiedi ampi e continui, un’illuminazione elegante e integrata nel contesto urbano, nuovi alberi – magari inseriti in aiuole rialzate, così da non interferire con la linea metropolitana che corre a pochi metri sotto il piano stradale – e una pavimentazione caratterizzante, magari con un disegno semplice ma riconoscibile, come quello adottato in via Vittor Pisani.
Non servono effetti speciali. Basterebbe avere il coraggio di trasformare corso Buenos Aires in un grande boulevard contemporaneo, degno di una città europea.
Vorrei soltanto una via più europea.









