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Roma capitale delle buche, cantieri fermi

Roma capitale delle buche, cantieri fermi
Ghera: non ci sono più soldi per i lavori
I tagli al bilancio appena approvato in Campidoglio e la richiesta di Alemanno a Monti di 900 milioni di euro. Col denaro in cassa possibili soltanto alcune opere stradali

ROMA – Niente manutenzione delle straordinaria delle strade, non ci sono i fondi. Ma anche quella ordinaria sarà quasi ridotta al lumicino. Dopo l’approvazione di un bilancio di crisi, a sostenere la richiesta di Gianni Alemanno a Monti – «Il governo ci deve 900 milioni», ha detto venerdì il sindaco – arrivano i dati sui cantieri pubblici della viabilità: «Abbiamo poco più di 20 milioni di euro per la manutenzione delle strade di grande viabilità – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Fabrizio Ghera –. E a questi vanno tolti anche l’Iva e gli oneri per la sicurezza: quindi per la manutenzione ordinaria di 8 lotti per un complesso di 800 chilometri di strade (tante sono quelle di grande viabilità) restano circa il 40% di 20 milioni». Di conseguenza, niente riparazioni: «Ci dobbiamo limitare solo a piccoli interventi e i più urgenti».

DEROGA ALLA LEGGE DI STABILITA’ – Roma resta dunque la «Capitale delle buche». E secondo l’assessore capitolino ai Lavori pubblici all’Urbe «dovrebbe poter essere concessa una deroga al “Patto di stabilità”: un comune come la capitale con 6000 chilometri di strade non può avere le stesse regole di un piccolo comune». In una situazione come quella attuale, «le manutenzioni stradali non possono partire, e ci dobbiamo limitare ai piccoli interventi urgenti».
ANCHE LE SCUOLE NEI GUAI – Stesso discorso per la manutenzione delle 1400 scuole: pochissimi fondi, impossibilità di programmare gli interventi, quindi solo riparazioni urgenti. Quindi per quel che resta del tempo l’amministrazione capitolina potrà far partire solo alcune opere stradali: «Possiamo sbloccare – spiega Ghera – solo una piccola parte di opere già stabilite: come il raddoppio della Boccea–Mingazzini, lavori estremamente urgenti perché è una “strozzatura” su una strada molto frequentata. L’abbiamo messo fra quelle più urgenti: adesso, poiché l’impresa che è arrivata seconda ha fatto ricorso, il 15 novembre il Tar dovrebbe stabilire chi è il vincitore. Con i pochi soldi che ci sono in questo momento, i ricorsi al Tar da parte dei secondi arrivati sono quasi automatici».

LAVORI PER IL PONTE DI FIDENE – Altra opera che vedrà il via è il ponte di Fidene, estremamente importante per il IV municipio: i fondi arrivano dagli articoli 11 fondi e «entro dicembre dovrebbero terminare gli espropri, con l’inizio dell’anno nuovo potrebbero partire i lavori». Restano invece nel «limbo» le complanari della Cristoforo Colombo: «Stiamo facendo i progetti preliminari – spiega Fabrizio Ghera – Ma è un cantiere fondamentale per sbloccare la Colombo verso il Lido: con le complanari tutti i residenti di quartieri ad altissima densità abitativa, come Acilia, Casal Palocco e Axa potrebbero prendere le complanari non ingolfando la viabilità principale: in questo modo non si unirebbero alle auto dei pendolari e la Colombo non sarebbe così perennemente intasata. Se si riuscisse ad attuare questa valvola di sfogo sarebbe estremamente importante».

TORREVECCHIA IN STAND BY – E altre opere stradali in stand by sono la Torrevecchia bis, la parte est della Tiburtina e il raddoppio fra l’Olimpica ed i Prati Fiscali. «Noi ad oggi – conclude l’assessore – possiamo solo pagare i lavori già fatti: nei primi due anni l’amministrazione Alemanno ha potuto fare investimenti per 500 milioni, non solo in lavori pubblici o opere stradali: poi si è passati a una cifra fra i 350 ed i 300 milioni, ma quest’anno saranno ancora molti di meno». Quanti di meno? «Il Bilancio è stato appena approvato, la Ragioneria sta facendo i conti».

Dal Corriere della Sera – Roma
Lilli Garrone
10 novembre 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Claudio Nelli, milanese, nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione. Ma il percorso non poteva finire qui e nel 2015 fonda Dodecaedro Urbano, un contenitore per nuovi progetti e nuove sfide che coinvolgeranno sempre di più lo sfaccettato mondo delle città


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