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Milano | Morivione – Che fine ha fatto la Stazione Tibaldi?

Ce lo stiamo domandando tutti: uno dei progetti più interessanti e sensati del trasporto milanese urbano e suburbano, presentato in modo tanto allettante agli sgoccioli del primo decennio di questo nuovo secolo, è sparito dalla circolazione. Non se ne sente più parlare. Con Forlanini FS finanziata per miracolo e la tratta M4 con Linate che sembra tanto in condizione precaria, forse capiamo anche perché: troppi pochi soldi ma troppe, decisamente troppe cose da fare. Così della Stazione Tibaldi ancora non si sa nulla. La stazione si inserirebbe nella “cintura sud”, una tratta ferroviaria che ha avuto fiorente rinascita nel 2004 e soprattutto nel 2006 con la realizzazione della stazione di Romolo.   Il progetto iniziale della stazione Tibaldi prevedeva l’inaugurazione nel 2011 (quanto ottimismo) lungo i binari nelle immediate vicinanze di viale Tibaldi, tra via Carlo Bazzi, via Fedro e via Pezzotti:

Per la precisione, la stazione dovrebbe sorgere all’incrocio con via Fedro:

Il progetto prevede (o prevedeva?) pensiline con struttura in acciaio verniciato e soprastante copertura in policarbonato trasparente o materiale similare e, riempimento sottorampa con materiale proveniente da cava:

Molto interessante è che il progetto della stazione Tibaldi ha trainato con sé un progetto generale di riqualificazione con barriere anti-rumore (ed era anche già stato vinto, da Riccispaini Srl). Leggiamo da una vecchia scheda su UrbanFile:
Il concetto sviluppato riguarda la proposta di una pelle esterna capace di reagire ai diversi contesti che la linea incontra. Può essere divisa in tre componenti tecnologici:
– Scheletro: struttura portante costituita da fondazioni, base in cls e montanti in acciaio.- Guscio: costituisce lo schermo acustico della barriera antirumore.- Rivestimento sensibile: superficie esterna variabile, concepita come una “seconda pelle” agganciata allo scheletro, che può dar luogo a mutazioni continue della barriera in relazione al carattere dei contesti attraversati. Il rivestimento sensibile può diventare uno spazio utilizzabile per la mimesi della linea ferroviaria nel paesaggio, per la comunicazione o per l’arredo urbano. Il progetto propone essenzialmente tre tipi di pelle sensibile:
1) Prima pelle (eco): pensata per le situazioni di prossimità a comprensori residenziali o parchi. Esempio, vedi sotto: inserimento della barriera antirumore ai binari sul ponte di acciaio sul Naviglio Grande nei pressi della Chiesa di San Cristoforo, realizzazione dello scheletro con la ecoskin e la modellazione di una scarpata contro terra. Il ponte in acciaio è stato interamente ricostruito fedelmente all’originale per mantenerne visibile forma e struttura; si prevede quindi la realizzazione di una barriera trasparente ancorata alla struttura esistente.

2) Seconda pelle (media): pensata per supportare la comunicazione istituzionale o d’impresa. Esempio, vedi sotto: giardini su via Meda, ossia un parco lineare in cui la barriera diventa l’elemento fondamentale di raccordo tra le due zone della città che essa stessa separa.

3) Terza pelle (art): viene lasciata all’interpretazione degli artisti che possono intervenire, specialmente in contesti urbani di pregio. Esempio, vedi sotto: la linea verde Tibaldi o parco lineare. Gli interventi prevedono l’utilizzo di una barriera più alta rispetto a quella prevista dal progetto acustico lungo la tratta della nuova fermata. Si è infatti tenuto in considerazione che l’allontanamento della barriera dall’asse dei binari, dovuto alla presenza della banchina, provoca un maggiore impatto acustico che viene risolto con l’utilizzazione di una barriera alta 7.5 mt. Tale barriera oltre che integrare gli elementi della fermata (pensilina, insegne,etc) offre la possibilità di realizzare una struttura a copertura totale qualora se ne presenti l’esigenza o in seguito ad accordi con i privati.

Chissà se si realizzerà mai la stazione Tibaldi? La viva speranza rimane. La stazione andrebbe ad inserirsi nella tratta S9 e -si spera- in una futura linea ad anello, che il Comune ha ancora in progetto.Un’annotazione: il luogo prescelto attualmente per la stazione è molto importante per la zona che va a servire e per l’interscambio con metrotranvia 15, ma forse si può fare di meglio, ossia (compatibilmente con gli spazi) effettuare uno studio di fattibilità sulla possibilità di far sorgere la stazione in via Brioschi (adiacenze viale Tibaldi), in modo da poter servire sia il tram 3 sia metrotranvia 15. Un’altra cosa importante: si spera che la stazione, oltre a dotarsi del verde in progetto, sarà anche fornita di tornelli alti “a cassettone” che la chiudano a presenze indesiderate, specialmente per quel che riguarda gli ingressi previsti anche per vie piuttosto “lontane” come via Pezzotti e via Bazzi.
Sperando che arrivino novità as soon as possible.
Link:- EuropaConcorsi




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