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Tavolo tecnico per salvare un quartiere

Un’ampia area di Catania si trova a rischio crollo: parliamo di una serie di isolati quasi per intero eretti al di sopra dell’Anfiteatro romano.
Un’intera area a rischio, come raccontato dalla recente inchiesta di CTzen e come dichiarato in una interrogazione parlamentare dalla senatrice Ornella Bertolotta (M5S).

Ma la buona notizia ci giunge sempre dalla testata online: un tavolo comune ha riunito di urgenza lo scorso 24 aprile gli attori coinvolti intorno alla struttura archeologica. Dal Comune alla Soprintendenza, dal rettorato della chiesa di San Biagio alla Facoltà di Giurisprudenza.
Operazioni straordinarie di pulizia di alcuni collettori fognari, rassicurazioni da parte degli enti coinvolti, impegno della Soprintendenza a spronare chi di competenza per risolvere i problemi e mettere in sicurezza le strutture portanti del monumento, su cui pesano gli edifici soprastanti.
I problemi principali sono essenzialmente tre: gli scarichi fognari che hanno invaso i fornices romani adattati a pozzi neri; il cedimento delle volte al di sotto di Villa Cerami, cui si provvide con una impalcatura di tubi innocenti i quali, a causa dell’umidità, si sfaldano al minimo tocco; una passerella da cui cadono calcinacci di pertinenza della chiesa di San Biagio.
Per risolvere il problema delle fognature due sono i progetti: la riparazione dell’allaccio di via Manzoni (già avviata, risolvibile in un paio di anni) e il completamento della rete fognaria (i quali tempi sono però molto più lunghi visti i costi previsti).
Di toni diversi è la situazione relativa alla struttura in tubi innocenti sotto le scuderie della Facoltà di Giurisprudenza. L’Ateneo catanese ritiene infatti che l’edificio di Villa Cerami, a seguito di verifiche, è risultato antisismico. La dottoressa Fulvia Caffo, soprintendente di Catania, ha comunque richiesto un finanziamento di somma urgenza di 40mila euro alla Regione Siciliana «per la verifica e la manutenzione dei tubi innocenti sotto le scuderie dell’Università, nonché per un monitoraggio delle fessurazioni e delle percolature».
Per la passerella, dichiarata abusiva, la soluzione è semplicemente l’asportazione. Trattandosi di una via di fuga, padre Calambrogio ha suggerito un progetto di sostituzione con un ponte in lamiera da concordarsi, soluzione non accettata e dalla Soprintendenza, dalla direzione del Parco Archeologico cittadino dalla rappresentanza del M5S, che ne chiedono la rimozione senza sostituzione.
Prossima tappa un protocollo di intesa per salvare un quartiere, con la richiesta di accesso ai fondi europei per il 2014-2020 da parte della Soprintendenza.

Passerella sull’ambulacro. Immagine tratta da CTzen

Nel frattempo non possiamo non notare la foto a corredo dell’articolo di CTzen, Anfiteatro, tavolo tecnico per correre ai ripari Un progetto per attingere ai fondi europei, in cui appare l’ambulacro esterno dell’edificio, corridoio-intercapedine tra le due facciate del monumento. Oltre la pericolante passerella si nota una arcata rampante (databile al XVIII secolo) dallo spessore apparente di un metro circa. Sopra quella arcata passa via del Colosseo, una strada aperta al traffico, a solo un metro dal vuoto.
Per rendere sicuro il quartiere si potrebbe iniziare da qui: rendere la strada accessibile a pochi veicoli autorizzati per non gravare eccessivamente sulle strutture sottostanti, nate per sostenere il peso di qualche carrozza e non dei veicoli moderni (tra i quali spesso anche mezzi pesanti) che quotidianamente vi passano.




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