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Milano | Verziere – Quella parte di “città brutta”

Ci siamo chiesti qualche volta per quale ragione la parte del centro città a sud del Duomo sia così fredda e impersonale e a tratti anche bruttina. Eppure ci hanno lavorato negli anni anche architetti importanti.

Zona Monumentale vista aerea 1927 per il nuovo piano regolatore-13

Zona Monumentale vista aerea 1927 per il nuovo piano regolatore

Centro_Storico_Panoramica_Sud

Stessa area oggi

Qui fino agli anni Venti sorgevano tre quartieri molto popolari, affascinanti e ricchi di storia: il Bottonuto, il Verziere e il Pasquirolo. Poi amministrazioni poco lungimiranti e vogliose di rinnovo urbano pensarono fosse più redditizio rinnovare piuttosto che preservare.

Tutto ebbe inizio con il lento degrado del Bottonuto, un quartiere fatto di taverne, bettole, alberghetti  e palazzi popolari. La Milano rampante che iniziava a farsi spazio nell’Italia unita e in un’Europa che diventava sempre più vicina, fatta anche di banche e nuovi uffici, premeva per un nuovo centro più funzionale e moderno. Verso il Cordusio e verso il Castello si era già intervenuto aprendo, a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, Via Dante e il Foro Bonaparte; verso la Scala e Via Manzoni i nuovi palazzoni per uffici dove si trovavano anche i palazzi delle grandi famiglie milanesi. Rimaneva la parte a sud del Duomo, con i suoi quartieracci malfamati e di povera architettura facilmente espropriabili.

Ed ecco che negli anni Venti e Trenta si iniziò a progettare una nuova città più moderna e monumentale. Piero Portaluppi venne chiamato insieme a Marco Semenza (nel 1926 vincono il concorso per il Piano Regolatore di Milano, col progetto “Ciò per amor”, dall’anagramma dei loro nomi) per riprogettare questa parte di città. Nel progetto si prevedeva la formazione di un’ampia piazza tra l’Arcivescovado e il palazzo del Tribunale (Palazzo del Capitano). Lo scopo era anche quello di smistare il traffico sempre più crescente che gravitava in piazza del Duomo. Vennero progettate nuove strade per risolvere questo problema e si sventrò così il tessuto connettivo del vecchio tessuto urbano. Nuovi palazzi con funzioni da città internazionale ed edifici monumentali presero il posto delle viuzze strette dei tre quartierini.

Così si procedette al rinnovamento abbattendo il vecchio Bottonuto e non risparmiando scandalosamente neppure una bella chiesa barocca: San Giovanni in Laterano. Stessa sorte toccò al vicino Verziere che, con la sua specie di piazza allungata, venne unito a Via Larga, impostando così l’inizio di quella mai compiuta “racchetta” che doveva sventrare la città e trasformarsi in un lungo ed ampio viale. Tutto questo però venne frenato dall’incombente Guerra mondiale.

Arrivarono così i devastanti bombardamenti del secondo conflitto mondiale, che velocizzarono in un certo senso la demolizione dei vecchi quartieri. Un po’ di stallo fino agli anni Cinquanta per la ricostruzione e poi ecco il nuovo impulso al rinnovamento: vennero cancellati completamente i tre affascinanti quartieri storici e al loro posto sorsero Piazza Diaz, Via Larga, Corso Europa e Largo Augusto, con i nuovi edifici progettati da grandi architetti italiani, quali Piero Portaluppi, Giovanni Muzio, Vico Magistretti, Enrico Agostino Griffini, BBPR, Luigi Mattioni e Luigi Caccia Dominioni, per citarne solo alcuni. Il piano originario pensato dal Portaluppi non è mai stato realizzato e col tempo venne ridimensionato e trasformato. Si rinunciò così all’aspetto monumentale e si dette priorità alla richiesta di nuovi uffici e di nuove abitazioni. Così, anche se nel tempo furono realizzati palazzi di una certa levatura, l’anima profonda di questo posto non fu più ritrovata.

Per chi volesse farsi un giro nel passato, consigliamo la cartella dedicata allo scomparso Bottonuto all’interno di Milàn l’era inscì, oppure quella dedicata al Verziere.

Corso_Europa

Corso Europa

Via_Albricci

Via Albricci

 

Bottonuto vista aerea

Il Bottonuto

 

Bottonuto durante la Seconda Guerra Mondiale

Bottonuto durante la Seconda Guerra Mondiale

Area_Bottonuto_Via_Larga_Aerea

Bottonuto_Via_Visconti

Bottonuto, via Visconti

Il Bottonuto 1925-30

Il Bottonuto 1925-30

il Verziere, inizio delle demolizioni per creare largo Augusto

il Verziere, inizio delle demolizioni per creare largo Augusto

 

Il Tribunale nella nuova Piazza 1927 per il nuovo piano regolatore-7

Il Tribunale nella nuova Piazza 1927 per il nuovo piano regolatore

Il Tribunale nella nuova Piazza 1927 per il nuovo piano regolatore-7B  Piazza Diaz Portaluppi Portaluppi, disegno dello sviluppo urbano di Milano




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Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


One thought on “Milano | Verziere – Quella parte di “città brutta”

  1. Antonio

    So che nessuno sarà d’accordo con me, ma io li ricostruirei senza se e senza ma. Molti pretendono che Milano sia una delle più brutte città italiane. Io deduco che questo derivi dal fatto che il centro storico sia spesso stato sventrato e inquinato da orrendi edifici, o comunque privi di interesse storico/architettonico. Se si rigenerasse quello che era il centro storico di Milano si darebbe la prova ai mentecatti che giudicano negativamente la nostra città che non è brutta, ma è solo stata sventrata da degli idioti. Perché ricostruirsi e rigenerarsi è sicuramente un pregio, ma solo se fatto con intelligenza e senza distruggere il patrimonio storico culturale.

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