"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | San Cristoforo – Murales e tags

Come abbiamo visto, l’anno scorso, grazie ad una nuova delibera comunale che ha individuato una serie di muri utilizzabili per la street art, come i terrapieni per le ferrovie, il degrado attorno a questi muri si è salvato, trasformandosi finalmente in arte.

Adesso anche la parrocchia di San Cristoforo sul Naviglio ha provveduto a far decorare il muro perimetrale con un bel murales, in questo caso a tematica religiosa.

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Anche la rinnovata Canottieri Olona non si è fatta scappare l’occasione per far si che il muro di confine venisse risparmiato dai soliti vandali che deturpano le città con le loro stupide tag. Ed ecco che sono comparse sirene, scritte e altre figure simboliche su una parete ocra.

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Stessa cosa la sta facendo la Canottieri Milano anch’essa interessata a rendere il proprio muro di competenza una bella tavolozza artistica.

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Di seguito le altre immagini che mostrano i murales realizzati l’anno scorso e qualche anno prima sui muri delle ferrovie. Una bellissima iniziativa che dovrebbe essere divulgata in tutta la città e su ogni parete cieca, liberando i palazzi o i monumenti da questa piaga che sono le tag.

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Peccato che il ponte vecchio di San Cristoforo ancora rimanga imbrattato da stupide scritte.

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Così come ogni pezzetto di parete nel circondario. Scritte di nomi assurdi che stanno solo a significare da parte dei vandali, quanto siano fighi nel taggare quel muro o quell’altro e naturalmente è più figo chi riesce a scrivere nel posto più improbabile e assurdo. Così la città è migliore, vi pare?

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Anche il cavalcavia delle Milizie dovrebbe essere ridipinto in modo egregio, così fa veramente schifo, scusate l’eufemismo.

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Adesso ci allontaniamo un attimo da San Cristoforo e ci dirigiamo verso la Darsena, dove, come possiamo vedere lo scempio sui muri prosegue incessantemente, diventando una vera piaga da queste parti.

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Un discorso a parte lo possiamo fare sul palazzo isolato all’interno del Parco Baden-Powell, Ripa di Porta Ticinese 83 che l’anno scorso è stato aggiudicato ad una società che lo trasformerà in ostello per la gioventù (Gastameco Srl e dall’Hotel Maison Casa Borella). Peccato che i lavori ancora non siano iniziati e nell’attesa degli street artist l’hanno trasformato in un cubo artistico. Forse, una volta ristrutturato, potrebbe essere completamente rivestito da questi segni grafici che in questo caso, secondo noi, sono interessanti.

Insomma, Graffiti e murales dove è possible ci piacciono, tag e scarabocchi NO a prescindere.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Milano | San Cristoforo – Murales e tags

  1. Walter D.

    Bello,si .
    Ma sapete che esiste anche il concetto del pulire SUBITO le tag non appena appaiono per abbattere il fenomeno del vandalismo?Certo ,è più comodo dare la parete in mano ai graffitari,così non imbrattano più le pareti.Non riuscite a capire che forse il ragionamento è come pagare il pizzo ai graffitari per evitare danni?A questo punto evitiamo di costruire edifici con ampie pareti intonacate o lapidee ,ma ,per risparmiare,lasciamole grezze perchè tanto DEVONO essere decorate dai graffitari “artisti”…Abbasso le campiture a tinta unita?Tutto quello che è imbrattato deve essere decorato?

    1. Claudio K.

      Per parafrasare una celebre frase, le tag sono un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani hanno avuto un inizio e avranno una fine.

      Sono stato di recente negli USA e mi sono stupito di vedere che a New York, un tempo capitale dei graffiti, non c’è UNA SOLA tag sui muri. Cambiare si può. Certo, loro hanno avuto Rudy Giuliani e la “zero tolerance”, ma qualcosa si può fare anche qui.

      Il recente arresto dei galantuomini della crew WCA, che tra un’impresa “artistica” e l’altra coltivavano e spacciavano marihuana, dimostra due cose: a) che la strategia della procura di Milano, con un PM dedicato che lavora in collaborazione con la task force dei vigili, comincia a dare i suoi frutti, e b) che il graffitismo vandalico è orami un fenomeno semi-delinquenziale (o che spesso va a braccetto con) e da non sottovalutare.

      Pulire subito ok, è vero, molti esempi anche a Milano (viale Abruzzi) dimostrano che dove si pulisce regolarmente pian piano le tag non vengono più fatte perché, essendo l’obiettivo la visibilità, se vengono cancellate subito l’obiettivo si perde.

      E’ anche vero che pulire è costoso (su larga scala) e comunque arriva dopo. L’ideale sarebbe fare tutto il possibile per prevenire. A parte stendere ovunque la pellicola antigraffiti, io in questo forum qualche modesta proposta l’ho anche fatta, e la rilancio a chiunque vincerà il ballottaggio:

      1) accordi con le associazioni di via dei commercianti: è più facile e meno costoso pagare un servizio di pulizia se 200 negozi mettono un tot a testa che non se lo deve fare il singolo negozio ogni volta

      2) accordi con grandi aziende, che possono per esempio sponsorizzare il servizio di pulizia nelle vie dove hanno la sede, magari in cambio di visibilità con una targa, come si fa per le aiuole (una roba tipo “adotta una via”)

      3) accordi con le associazioni degli amministratori di condominio (stesso discorso dei negozi: massa critica ed economie di scala)

      4) sconto sulle tasse comunali ai privati che si abbonano a un servizio di pulizia

      5) contributo economico a chi attua iniziative preventive, ad esempio, posa di rampicanti dovunque possibile o sostituzione dei muri di cinta in muratura con cancellate

      …e si potrebbe continuare…

  2. robertoq

    Il problema a Milano sono tag, graffiti, scritte pseudo politiche e vandalismi vari non solo sui muri ma anche sui mezzi pubblici. Questi vanno combattuti perché danno a Milano un’aria stanca e sciatta. Perché Milano non ha delle squadre dedicate che ripuliscano dalle scritte continuamente, così come ci son squadre che puliscono le strade?
    Quello che non capisco è cosa c’entri questo con lasciare che in qualche zona di Milano si faccian dei bei murales con gli acrilici. Certo son carini ed innocui e soprattutto vengono benissimo nei selfie dei turisti – ad esempio danno ai Navigli un’aria “alternativa” che in realtà non esiste più ma non mi sembra risolvano minimamente i problemi di vandalismo (che si sposta sui un metro sul muro di fronte).
    L’unico “vantaggio” di tappezzare alcune zone di murales è che a breve si possono organizzare anche a Milano i tour a pagamento per andare a vederli come a Londra e Berlino. Così almeno ci si tira su qualche soldo.

  3. CM

    non per discriminare, ma tra i muri di san cristoforo e canottieri mi sembra ci sia una certa differenza con quelli del futuro ostello, che mi sembrano piuttosto brutttini…
    Ok i graffiti, ma la rappresentazione del disagio sociale non penso faccia molto bene ad una città che si sforza a colpi di bombolette (e di tanti euri…!) per diventare più bella.

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