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Milano | Scali Ferroviari: il parco lineare tra San Cristoforo e Porta Romana

SCALI FERROVIARI. L’IDEA DI UN GRANDE PARCO LINEARE TRA SAN CRISTOFORO E PORTA ROMANA

Presentato all”Urban Center il progetto “Rotaie verdi”, la proposta per un’oasi ambientale lungo il rilevato ferroviario elaborata da WWF con il supporto di Fondazione Cariplo in partnership con Comune di Milano, Cooperativa Eliante e Rete Ferroviaria Italiana 

 

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Milano, 19 ottobre 2016 – Realizzare una grande oasi naturalistica connettendo le aree degli scali ferroviari dismessi di San Cristoforo, Porta Genova e Porta Romana. E’ la proposta di “Rotaie Verdi”, il progetto elaborato da WWF Italia con il supporto di Fondazione Cariplo in partnership con Comune di Milano, Cooperativa Eliante e Rete Ferroviaria Italiana.

Lo studio di fattibilità è stato presentato oggi all’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele. Attraverso indagini svolte sul campo si è arrivati all’elaborazione di un’ipotesi di paesaggio possibile per le aree attorno agli scali e di un modello innovativo di rigenerazione dello spazio urbano. L’idea è quella di sfruttare la fascia del rilevato ferroviario per realizzare un corridoio ecologico lungo i binari, ipotizzando su parte delle aree la nascita di oasi naturalistiche dotate di una natura più ‘selvaggia’ che si integrino e interagiscano con le aree destinate a verde pubblico.

Il recupero delle strutture ferroviarie in stretta e diretta connessione con la valorizzazione del verde urbano ha già dimostrato di essere una chiave vincente, basti pensare alla Promenade Plantée di Parigi, la passeggiata nel verde lunga 4,5 km realizzata lungo il tracciato di una vecchia linea ferroviaria sopraelevata, e all’High Line di New York,  realizzata nel 1999 e divenuta in pochi anni uno dei luoghi più amati e frequentati della città.

“La riqualificazione degli scali ferroviari è una delle grandi sfide per lo sviluppo sostenibile della nostra città e l’occasione per rendere belle, fruibili e vitali ampie aree che oggi si trovano in una situazione di degrado – ha sottolineato l’assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran -. Come Amministrazione stiamo lavorando affinché l’accordo con FS sia raggiunto entro un anno, dopodiché si procederà a disegnare il futuro di ogni scalo attraverso i Piani Attuativi. Credo che ‘Rotaie Verdi’ potrebbe ben inserirsi in questa prossima pianificazione. Oltre alla realizzazione di una grande oasi naturalistica all’interno del tessuto urbano, il progetto andrebbe ad aumentare la superficie di territorio che ospita gli ecosistemi tipici della campagna lombarda, un prezioso patrimonio da preservare e valorizzare”.

Il rilievo sul campo svolto da esperti naturalisti ha dato risultati sorprendenti: le varietà di specie vegetali presenti all’interno degli scali e lungo la cintura ferroviaria sud sono ben 368, pari all’81% del totale noto in tutta la città. Altrettanto ricca è la varietà di invertebrati (64 specie e sottospecie), in particolare di insetti; anche la presenza di anfibi, rettili, uccelli e mammiferi è variegata e comprende specie protette come il rospo smeraldino, alcuni rapaci e uccelli migratori. La realizzazione di una connessione ecologica tra gli scali consentirebbe alle biodiversità di muoversi liberamente e riprodursi, garantendo la sopravvivenza delle specie. Il possibile assetto, non definito ma simulato e valutato come ipotesi di fattibilità, diventerebbe inoltre un fattore incentivante per la rigenerazione delle aree ferroviarie e dei quartieri circostanti.

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“La presentazione pubblica di Rotaie Verdi – ha spiegato Paola Brambilla, delegata regionale del WWF – si inserisce nel più ampio impegno del WWF Italia sul consumo di suolo, climate change e resilienza dei sistemi naturali che il WWF  sta realizzando nell’ambito della campagna europea ‘Save the Soil’ di cui è uno dei soggetti promotori. ‘Rotaie Verdi’ è un esempio vivido di come la pianificazione e la progettazione urbana possono essere formidabili strumenti di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici; le aree dismesse urbane sono luoghi per nuove funzioni anche ecologiche: incrementare la resilienza urbana, attenuare il fenomeno dell’isola di calore, rivitalizzare le connessioni ecologiche. La convivenza tra un verde non addomesticato e ricco di vita non è in contraddizione con la presenza di altre strutture ed anzi è occasione per la definizione di linee-guida per la gestione naturalistica delle fasce di rispetto”.

“Rotaie verdi è un progetto importantissimo – hanno aggiunto Guido Trivellini e Marina Trentin della Cooperativa Eliante –.  Unisce il fascino dell’High line, rispetto al quale è ben più vicino all’ecologia, alle oasi urbane di Londra. Può portare la natura vera in città e un modo diverso, più consapevole, di vivere dentro di essa. La presenza di un verde di qualità in città migliora il benessere dei cittadini, oltre a portare un proprio valore intrinseco indiscutibile, offrendo una soluzione nature-based alle necessità di adattamento ai cambiamenti climatici che le comunità urbane stanno affrontando. La sua realizzazione sarebbe il punto finale di un cammino che negli ultimi anni ha visto cambiare la città, divenendo senza più dubbi ciò che viene definito oggi una smart city”.

Determinante per la realizzazione dello studio di fattibilità è stato il contributo economico di Fondazione Cariplo, che ha permesso al Comune di Milano di selezionare in qualità di esperti, il Dott. Alessandro Mulazzani per il Sistema Informativo Territoriale, e lo studio LandaLab di Roberta Rizzi per le simulazioni paesaggistiche.

“Fondazione Cariplo considera prioritaria la tutela della biodiversità – ha commentato Paolo Siccardi di Fondazione Cariplo -.  Se la varietà della vita è più ampia, ogni ecosistema reagisce meglio, è più resiliente rispetto alle pressioni negative. Salvaguardare la biodiversità di specie faunistiche e floristiche è dunque necessario e Fondazione Cariplo lo sta facendo da molti anni attraverso vari bandi. Ed è proprio grazie a quello sulle connessioni ecologiche che è stato finanziato lo studio di fattibilità ‘Rotaie Verdi’, un esempio concreto di come sia possibile integrare tra loro gli aspetti naturalistici con quelli urbanistici. Il riutilizzo degli spazi verdi quali elementi su cui sviluppare le connessioni  antropico-naturalistiche tra il Parco Agricolo e l’area meridionale della città di Milano è un’opportunità da cogliere anche per contrastare il consumo di suolo. Una scommessa che possiamo ora raccontare, con la speranza che possa tramutarsi in realtà”.

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“Il progetto ‘Rotaie verdi’ – ha dichiarato Carlo De Vito, amministratore delegato di FS Sistemi Urbani – è la dimostrazione di come il sistema infrastrutturale e degli scali ferroviari sia fondamentale per lo sviluppo dei centri urbani e di Milano in particolare. Attraverso il riutilizzo delle ferrovie dismesse, possiamo realizzare visioni e scenari che contribuiscono al futuro della città e al suo sviluppo. Per questo motivo, insieme agli Enti interessati, bisogna mettere in campo tutte le azioni che concretizzano questa prospettiva per il bene dei cittadini e del territorio.”

Le conclusioni sono state affidate all’architetto Antonio Longo del dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano: “E’ un progetto che oltre a dire moltissimo sugli scali ferroviari indica una linea di lavoro che può essere replicata in altri rilevati ferroviari e aree industriali della città. ‘Rotaie Verdi’ permette di riscoprire la natura facendola diventare il motore di un progetto urbanistico. Letto insieme ai molti progetti che Fondazione Cariplo ha realizzato sulla rete ecologica di Milano, questo studio costituisce già oggi una straordinaria ossatura  ecologico-ambientale che interessa sia i parchi industriali che le acque”.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


12 thoughts on “Milano | Scali Ferroviari: il parco lineare tra San Cristoforo e Porta Romana

  1. robertoq

    Sia la High line di New York che la Promenade Plantée di Parigi son fatte su linee ferroviarie dismesse.
    Da San Cristoforo a Porta Romana invece c’è una linea attiva i cui treni probabilmente triplicheranno nel prossimo futuro.
    E dove solo 3 giorni fa è morto un uomo che è sbucato dalla vegetazione all’improvviso davanti al treno nella nebbia (e una donna ha perso un piede).

    Detto questo, è un progetto figo. Non so quanto sicuro per andare a farci jogging di sera o quanto facile da tenere ordinato e vivibile per le famiglie però.

    1. Lorenzo lamas

      Condivido i dubbi. Comunque potrebbe essere bello per Milano. Detto ciò, per me la highline di new York rende bene anche perché c’è il contrasto tra questa oasi e gli alti edifici che le sono intorno.

      1. robertoq

        Secondo me sarà bello anche a Milano. Le aree dismesse daranno un sacco di verde a Milano.

        Il mio dubbio è sull’approccio del WWF al tema Parco urbano: quel che han fatto al Parco del Sieroterapico non lo condivido perché è un Parco teoricamente e filosoficamente perfetto ma è triste e lontano dal cuore della città, non ti fa assolutamente venire voglia di andarci e di starci (a parte i tre gatti che coltivano le zucchine negli allotments).

        Grazie al cielo non esiste solo il WWF in grado di progettare un Parco a Milano e spero che il tema di come debba essere il Verde perché sia veramente fruibile, bello e sicuro sia condiviso con la cittadinanza quando sarà il momento di decidere – speriamo presto!

        1. Luca

          Ha senso solo il tratto finale, poiché all’ altezza della chiesetta di San Cristoforo i binari attuali fra un 5/6 anni (completamento M4 permettendo), dovrebbero essere dismessi insieme alla stazione di porta Genova.
          Sulla parte precedente sino a San Cristoforo FS nutro anche io i miei dubbi.

          1. Anonimo

            estremamente ben notato
            tra l’altro a fianco del teatro/spazio sull’alzaia dopo la canottieri tra la ferrovia e la pista ciclabile stanno sbancando e ripulendo un rettangolo di 200x50m e affisso un cartello con creazione “parco giochi” con go kart Navilandia
            ma è vero?
            qualcuno ne sa qualcosa?

  2. a.

    Bel progetto. Attendo fiducioso la protesta di qualche parte politica che grida al “rinvervedimento incontrollato” di Milano.

  3. wf

    TRA CHIARAVALLE E ROGOREDO
    Il sogno della via verde: una ciclabile
    sui vecchi binari di Chiaravalle
    Un progetto dell’assessore provinciale al Territorio Mezzi prevedeva di trasformare la linea ferroviaria dismessa di Chiaravalle in una pista ciclabile. Costo stimato, circa 1 milione e mezzo di euro. Domenica scorsa l’iniziativa che ha rilanciato l’idea

    Con questi progetti certo milanomsmetterebbe dimportarsi in giro il pregiudizio di citta triste e grigia solo cemento.
    Quindi diventerebbe un investimentom per leconomia e il valore economico turistico della citta tutta e della sua immagine internazionale.
    Non dimenticando della copertura mediatica che avrebbe sui giornalimesteri turistici e non un intervento del genere…

  4. Doc

    Bella soluzione quella di mettere le zone a verde, però immaginate la “selvaggia” vegetazione?
    Ladri, stupratori andranno a nozze.

  5. Paolo

    No vi prego WWF no, a salvare i passerotti sono bravissimi ma con la scusa della naturalezza lascerebbero che metà degli spazi siano completamente abbandonati.

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