"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Porta Genova: l’attraversamento della stazione arriva entro il 2016

Come abbiamo avuto modo di raccontare nelle scorse settimane, il ponte Verde che congiunge Porta Genova con la Zona Tortona è attualmente in ristrutturazione e questo crea non pochi disagi ai cittadini che quotidianamente devono raggiungere via Tortona dal piazzale della stazione e ai negozianti della via che lamentano un crollo verticale delle presenze.

E’ di poco fa la notizia che entro la fine di quest’anno sarà finalmente realizzato il passaggio a raso che permetterà l’attraversamento della stazione. Lo hanno deciso Comune di Milano, Ferrovie dello Stato e RFI al termine di un sopralluogo che si è svolto questa mattina alla presenza degli assessori Gabriele Rabaiotti (Lavori Pubblici) e Marco Granelli (Mobilità e Ambiente).

Il passaggio temporaneo sarà realizzato all’altezza della via Privata Bobbio e di via Voghera e servirà a riunire il quartiere di Porta Genova con l’asse Savona-Tortona-Solari.

Nel corso delle prossime settimane verrà redatto un progetto di massima che sarà sottoposto all’esame della Sovrintendenza in quanto il muro di cinta che affaccia su via Voghera è sottoposto a vincolo.

“Grazie anche alla collaborazione di Ferrovie dello Stato – dichiarano gli assessori Rabaiotti e Granelli – lavoriamo rapidamente per risolvere il problema dell’attraversamento della stazione, consapevoli dei disagi che la chiusura del Ponte Verde, attualmente inagibile, comporta per cittadini, commercianti, residenti”.

La proposta ha incontrato la disponibilità di Ferrovie dello Stato e RFI; per la sua attuazione si renderà necessario demolire due parti del muro di cinta dello scalo, realizzare un percorso pedonale in sicurezza eliminando i dislivelli attuali tra i binari e la strada, installare un impianto di illuminazione. Il passaggio sarà creato a circa 50 metri dal ponte.

Contemporaneamente verranno effettuate indagini statiche e sui materiali del Ponte Verde, realizzato in ghisa nel 1913 e lungo 36 metri, per verificarne lo stato di deterioramento e pianificarne la manutenzione e la messa in sicurezza.

Qui il link al nostro articolo precedente 

Porta_Genova_Tortona_1

2016-07-08_Porta_Genova_Ponte_2

2016-09-01_Ponte_Verde_0

2015-03-29_Genova_Tortona_Ponte_4

 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com


16 thoughts on “Milano | Porta Genova: l’attraversamento della stazione arriva entro il 2016

  1. Luigi

    Scopro ora che il muro di cinta e’ tutelato dai beni culturali. Come sarà possibile dare nuova vita a porta genova dopo la sua dismissione ? Perché investire ancora denaro sul ponte verde quando magari si può smontare e ricostruire altrove ?

        1. wf

          Se non sono utili a te come possono essere utili ad altri.
          Se possono essere utili a altri possono essere utili a te.

          Ipocrisia della parola.

          1. lorenzo lamas

            Dissento dalla marzullata sopra riportata.

            L’utilità, come molte altre cose, è relative: ciò che per me può essere inutile, può essere utile per altri e viceversa.

            Diciamo invece semplicemente che “gli altri” non devono essere la nostra monnezza.

            Detto questo, il ponte mi piace. Ma che si diano una mossa.

          2. Anonimo

            dismissione per obsolescenza smontaggio trasferimento al siderurgico fusione riutilizzo per altra funzione e fruizione di altri

            non utile e pericoloso per me utile fruibile e remunerativo per altri

            così è abbastanza chiaro?o infungibile a fine vita non era di facile lettura
            lettura non interpretazione

        2. wf

          Piazzare cose che saranno utili.
          Fondere e rivendere.
          La differenza della,retorica.
          Prima mantiene la forma e l’utilizzo.
          Saranno utili.
          Le cose mantengono la forma.
          Cos’è.
          Altro, materiale fuso,scaduto, scarto, mondezza eliminazione.
          Retorica. Ipocrisia.
          I limiti della mia lingua sono i limiti del mio mondo.
          Robota. Russo. Automa. Metallo. Cosa. Fuso. Scarto. Mondezza.
          Mondezza da piazzare ad altri o cosa da eliminare e Fondere.
          Prendere per il bavero attraverso le ellissi del linguaggio.
          Chiarezza. Tutto chiaro da subito.
          Bastava saper leggere.

  2. robertoq

    “Nel corso delle prossime settimane verrà redatto un progetto di massima che sarà sottoposto all’esame della Sovrintendenza ”

    Basta che si sbrighino…ormai son passati due mesi. Con tutto l’affetto, cosa han fatto finora?

  3. Luca

    Ci sono due cose che non comprendo, una banale, se il ponte è del 1913, perché farà cento anni nel 2017?
    Secondo punto, la sovrintendenza vincola un muro e poi fa demolire palazzi interi, non capisco quali siano i criteri secondo cui agisce.

    1. Claudio K.

      Infattti, siamo al ridicolo. Tutelano un muro di cinta che MAI ha avuto pretese di sognificanza storica, nemmeno da parte di chi l’ha costruito, e poi in piazza Duca d’Aosta non battono ciglio di fronte allo scempio della torretta dell’ascensore (il cui design è di una banalità da centro commerciale, affiancata da due lampioni da parcheggio comprati a catalogo) sbattuta proprio in mezzo alla piazza, che ha snaturato l’occhio di bue da cui si poteva vedere la stazione dal mezzanino della metro (il dettaglio più bello del progetto originario) e deturpa la vista sulla facciata della Stazione.

      Forse una vetta di ridicolo ancora più somma la signora sovrintendente l’ha toccata quando ha dichiarato che bocciava Citylife perché non rispetta il piano Beruto, quando invece basta un’occhiata anche sommaria alla planimetria per vedere che i progettisti hanno risolto brillantemente il problema di collegare la maglia ortogonale con il parco e la piazza centrale, dove i percorsi, com’è giusto, seguono la logica contemporanea dello studio dei flussi e non quella astratta di tirare righe dritte su un foglio di carta.

      Del resto stiamo parlando della stessa sovrintendenza che impone di tenere il pavé sulle vie di scorrimento e poi non trova niente da ridire sui marciapiedi asfaltati (male, con l’asfalto tutto sbavato) nelle vie medievali del centro, perfino in piazza duomo lato arcivescovado.

      RIDICOLI.

      1. CM

        non solo la sovrintendenza vincola un muro e poi fa demolire palazzi interi, ma autorizza (qui, per fortuna) anche la demolizione di ciò che vincola.
        Qualcuno mi spiega perchè bisogna stipendiare per questa attività senza senso…?

  4. Mauro Clemente

    Faccio già fatica a comprendere le ragioni per le quali si intenda preservare un ponte di cui a fatica riterrei salvabili le colonnine ed il portale. Ma un muro. Siamo seri! Qualcuno li fermi.

    1. wf

      Sono le ragioni per cui l’italia ha mantenuto i suoi capolavori del passato.
      A rovescio sono le ragioni per cui Milano ha perso la sua identità.
      Stesso motivo per cui ha palazzi a specchio che hanno sventurato la città storica.

      Confermi che sono le ragioni per cui la maggioranza dei cittadini non ha a cuore,e questo spiega anche i motivi per cui la città oggi è stata resa così inumana e più brutta.
      Sebbene si cerchi di porre rimedio . nonostante.
      Appunto nonostante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.