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Milano | Scali Ferroviari: 650 milanesi al lavoro sulla Milano del futuro

Dagli scali, la nuova città - Milano, 15 - 17 novembre 2016

Dagli scali, la nuova città – Milano, 15 – 17 novembre 2016

Milano, 15 dicembre 2016 – Una grande platea la mattina, tavoli di lavoro gremiti al pomeriggio, tanta voglia di partecipare e dare il proprio contributo alla Milano che verrà. Ha preso il via oggi l’iniziativa “Dagli Scali, la nuova città”, il workshop promosso da FS Sistemi Urbani in collaborazione con il Comune di Milano e il patrocinio di Regione Lombardia in programma fino al 17 dicembre allo Scalo Farini, allestito appositamente per l’occasione.

Un evento pensato per immaginare la città di domani partendo dalla riqualificazione delle aree ferroviarie dismesse, che con la loro superficie complessiva di oltre un milione di metri quadri rappresentano una straordinaria occasione di ricucitura territoriale tra il centro e le periferie e una grande opportunità di sviluppo sostenibile della città.

Il workshop, che nella prima giornata ha visto la partecipazione di oltre 800 persone tra progettisti, istituzioni, esperti, stakeholder, associazioni e cittadini, avvia un più ampio percorso di ascolto, informazione e condivisione con tutta la città che porterà, entro l’estate, all’accordo tra FS Italiane, Comune e Regione Lombardia per la riqualificazione dei sette scali. Stamattina si sono aperti i lavori con gli interventi dell’assessore all’Urbanistica e Verde Pierfrancesco Maran, del presidente Franco Papa e dell’amministratore delegato Carlo De Vito di FS Sistemi Urbani e del presidente del Consiglio Comunale Lamberto Bertolé.

 

Scalio Farini

L’assessore Maran ha definito la giornata, per affluenza, importanza dell’evento e grande partecipazione, “la Prima degli Scali”: “A questo workshop seguiranno numerosi eventi ed iniziative tra gennaio e febbraio per coinvolgere i cittadini – ha sottolineato l’assessore -. Milano si sta mettendo in gioco, c’è il potenziale per la più grande discussione pubblica della città da decenni a questa parte. Vogliamo che emergano idee e proposte in modo che la scelta che farà il Comune alla fine sia la più matura e condivisa possibile. Per fare in modo che grazie a questa rigenerazione e alla vitalità della città, se gli anni ’90 sono stati quelli di Barcellona e i duemila quelli di Berlino, il prossimo sia il decennio di Milano”.

Scalio Farini

“Per immaginare il futuro degli scali – ha aggiunto Carlo De Vito, ad di FS Sistemi urbani – abbiamo scelto cinque team guidati da cinque architetti. Sono multidisciplinari e dovranno costruire cinque visioni della città che saranno messe a disposizione dell’amministrazione comunale che rimane l’unica che dovrà decidere del futuro. Claudio De Albertis mi aveva spinto a fare questa operazione perché secondo lui era una cosa importante per la città ed era fondamentale che le ferrovie si impegnassero”.

Scalio Farini

 

“Riteniamo che questo sia un punto di partenza fondamentale – ha aggiunto il presidente di Fs Sistemi Urbani Franco Papa – l’apertura di un percorso che vuole essere partecipato”. Proprio per questo è stato anche aperto un sito web (www.scalimilano.vision) per ricevere suggerimenti e idee da tutti”.

“Questa è una grande occasione per una trasformazione lungimirante della città, grazie al contributo delle sue energie e intelligenze migliori – ha aggiunto Lamberto Bertolé, presidente del Consiglio comunale – Il Consiglio Comunale vuole avere un ruolo attivo, da protagonista, guidare il percorso che porterà all’accordo e seguirlo con costanza, garantendo una effettiva e trasparente ricognizione delle esigenze e delle opportunità che la realtà offre, perché si tratta di una delle partite più rilevanti che l’amministrazione dovrà affrontare”.

Dagli scali, la nuova città - Milano, 15 - 17 novembre 2016

Dagli scali, la nuova città – Milano, 15 – 17 novembre 2016

Tanti i contributi di esperti e conoscitori della città, utili a tracciare il ritratto della Milano di oggi e di quella che verrà.

Il direttore del CRESME Lorenzo Bellicini ha raccontato di una metropoli in costante crescita demografica, con 131mila nuovi abitanti tra il 2008 e il 2015 e 170mila nuovi milanesi previsti nei prossimi 10 anni. Una città che in Europa è quinta per PIL e terza per PIL procapite dopo Monaco e Parigi, leader italiana per numero di startup e presenza di multinazionali.

L’amministratore delegato di Trenord Cinzia Farisè ha posto l’attenzione sull’importanza di trasporti pubblici integrati efficienti in una città e sulla grande occasione che offrirà lo sviluppo della rete ferroviaria grazie alla realizzazione della circle line.

Il presidente dell’istituto di ricerca MAKNO Mario Abis ha esposto i risultati di una prima indagine svolta tra gli stakeholder sul tema degli scali. Il processo che porterà alla loro riqualificazione, per gli intervistati, rappresenta un laboratorio dell’innovazione che deve essere condiviso e partecipato, oltre a prevedere diversi sviluppi a seconda delle singole aree.

Lisa Noja, delegata alle politiche per l’accessibilità del comune di Milano, ha evidenziato che la riqualificazione degli scali deve essere l’occasione per sperimentare una progettazione diversa per l’accessibilità anche per rendere gli spazi più accoglienti e belli per tutti.

Per Franco Sacchi, direttore Centro Studi Pim, il recupero delle aree ferroviarie dovrà confrontarsi non solo con i piani urbanistici attuali e in divenire, ma anche con progetti e politiche pubblico-private di investimento a Milano e nella città Metropolitana.

Gabriele Pasqui, direttore del dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, ha raccontato il percorso di ascolto e partecipazione con la città e i municipi svolto tra il 2013 e il 2014 dal DASTU su commissione del Comune di Milano, che rappresenta uno dei contributi utili per andare a definire le priorità nei vari scali.

Isabella Inti, presidente dell’associazione Temporiuso ha parlato dell’importanza degli usi temporanei degli scali per renderli aperti e fruibili per i cittadini, riempiendo gli spazi vuoti all’interno della città.

Con il presidente della fondazione Riuso per la rigenerazione urbana, Leopoldo Freyrie, il direttore del programma BUILD del centro di Architettura danese Mikkel Kragh e Roland Carta dello studio Carta Associés Architectes si è inoltre parlato delle trasformazioni urbanistiche che hanno visto una forte collaborazione tra pubblico in Europa, da Marsiglia a Londra, Barcellona e Copenaghen.

L’architetto e cofondatore di Architectural Systems Office Joseph Acebillo ha fatto un intervento molto interessante parlando delle regole da utilizzare nell’affrontare tematiche difficili come quelle in discussione.

Nel pomeriggio hanno preso vita i tavoli tematici. Esperti dei vari settori, stakeholder e cittadini hanno collaborato nella definizione delle priorità sotto 5 diverse declinazioni:  “La città delle connessioni”, “La città delle culture”, “La città delle risorse”, “La città del verde” e “La città del vivere”. Un lavoro che già nella prima giornata ha prodotto interessanti spunti e proposte da parte di tutti i soggetti coinvolti.

I tavoli torneranno operativi domani, per tutta la giornata, con la partecipazione di 5 architetti di fama internazionale. Benedetta Tagliabue (EMBT), Francine Houben (Mecanoo), Stefano Boeri (studio SBA), Ma Yansong (MAD Architects) e Cino Zucchi (CZA), sabato mattina racconteranno quanto emerso dal workshop, daranno successivamente concretezza ai lavori dei tavoli realizzando elaborati e modelli che verranno presentati alla città a marzo 2017. Il programma completo dell’evento è disponibile su http://www.scalimilano.vision.

 

Dagli scali, la nuova città - Milano, 15 - 17 novembre 2016

Dagli scali, la nuova città – Milano, 15 – 17 novembre 2016

Dagli scali la nuova città - Milano, 15 - 17 novembre 2016

Dagli scali la nuova città – Milano, 15 – 17 novembre 2016

Dagli scali, la nuova città - Milano, 15 - 17 dicembre 2016

Dagli scali, la nuova città – Milano, 15 – 17 dicembre 2016

Dagli scali, la nuova città - Milano, 15 - 17 dicembre 2016

Dagli scali, la nuova città – Milano, 15 – 17 dicembre 2016

Dagli scali, la nuova città - Milano, 15 - 17 dicembre 2016

Dagli scali, la nuova città – Milano, 15 – 17 dicembre 2016

Dagli scali, la nuova città - Milano, 15 - 17 dicembre 2016

Dagli scali, la nuova città – Milano, 15 – 17 dicembre 2016

Dagli scali, la nuova città - Milano, 15 - 17 dicembre 2016

Dagli scali, la nuova città – Milano, 15 – 17 dicembre 2016

Dagli scali, la nuova città - Milano, 15 - 17 dicembre 2016

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Dagli scali, la nuova città - Milano, 15 - 17 novembre 2016

Dagli scali, la nuova città – Milano, 15 – 17 novembre 2016




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


6 thoughts on “Milano | Scali Ferroviari: 650 milanesi al lavoro sulla Milano del futuro

  1. wf

    L’associazione dei commercianti boccia l’iniziativa dell’Isola pedonale dei sapori, prevista per domenica 18. La strada sarà chiusa al traffico da Porta Venezia e viale Tunisia. “Con la crisi è già un Natale più magro”

    Commercianti in rivolta in corso Buenos Aires nell’ultima domenica prenatalizia. A sparare a pallettoni è Gabriel Meghnagi, presidente di Ascobaires e consigliere di Confcommercio, che boccia l’iniziativa della “Isola pedonale dei sapori”, con i prodotti di 60 aziende agricole provenienti dalla Lombardia e dalle province di Alessandria e Piacenza, promossa da Coldiretti per domenica prossima, 18 dicembre, dalle 9 alle 19 con chiusura al traffico tra i bastioni di Porta Venezia e viale Tunisia.

    “Sono disgustato – afferma Meghnagi – da questo approccio nei confronti dei commercianti. Lo voglio dire chiaramente, perché da domenica mi troverò contro 190 associati infuriati. E’ inaudito chiudere al traffico corso Buenos Aires la domenica prima di Natale per mettere delle bancarelle con il cotechino e le salamelle”. “E’ da incompetenti – continua Meghnagi – autorizzare una iniziativa del genere. La richiesta era stata presentata nel maggio scorso all’allora consiglio di Zona 3 e l’autorizzazione dall’amministrazione e dalla polizia locale è arrivata senza che sia stato informato il Duc, il Distretto urbano del commercio, la cui cabina di regia è affidata a Confcommercio”.

    “Le persone che hanno autorizzato l’iniziativa, fra cui l’ex presidente di Zona 3 – prosegue Meghnagi – non capiscono niente. Nemmeno l’attuale Municipio 3 risulta informato”. In ogni caso “da domenica ci saranno tutti i commercianiti
    neri. Io spero che l’iniziativa possa essere revocata, ma non credo si possa fare, perchè ormai Coldiretti avrà organizzato tutto. Ma con tutti i posti in cui si possono allestire delle bancarelle in città, proprio in corso Buenos Aires, dai caselli di Porta Venezia fino a viale Tunisia? Bloccata al traffico per una ventina di gazebo, è inaudito: con la crisi e un Natale già magro, pure questo? Sarà un boomerang”.

    1. Davide Mombelli

      Secondo me il Dott. Meghnagi non capisce un beato ca..o! Spero che l’affluenza alla manifestazione spinga la gente a godersi il BA e ad acquistare con calma e serenità gli ultimi presenti da donare durante le feste. Poi saranno i numeri a parlare, ma BA pedonale è 1000 volte meglio di BA autostradale. Avete presente qnd sul marciapiede il sabato pomeriggio ci sono 2 milioni di persone che si danno spallate perché lo spazio è risicato x far posto alle auto…io mi innervosisco e cerco di passar via il più velocemente possibile! Se fosse chiuso e la gente potesse godersi lo strascico da shopping gli affari sarebbero migliori! E con questo chiudo l’OT.
      Per quanto riguarda gli Scali…questa è la Milano che ci piace: partecipata e partecipativa! Bene così!

      1. Anonimo

        Che Buenos Aires vada risistemata con traffico più limitato e che adesso sia una autostrada urbana (orribile), non ci piove.

        Che chiudere tutto per farci un giorno la fiera delle salamelle della Coldiretti in mezzo alla strada la Domenica prima di Natale sia una fesseria… pure.

        Purtroppo, Milano va a due velocità: Il Comune corre verso il futuro con iniziative strutturate e intelligenti come il coinvolgimento per gli Scali ex FS.
        I Cdz/Municipi invece cercan di dimostrare di esistere con iniziative bizzarre ed estemporanee (e talvolta stupide).

        1. wf

          Vedi anonimo,
          (Cui ti invito a usare un nickname per comodità) forse ti è sfuggita l’arroganza di tal menghnaghi nel definire la manifestazione dei prodotti tipici della nostra terra, tutta la Lombardia, fiera delle salamelle, che così non è.

          Anche perché è rappresentante di 1 associazione di commercianti e si permette di insultarne altre, la Coldiretti per i suoi affari.
          Pari dignità.
          Pensa che le strade di Milano siano di sua esclusiva proprietà, nemmeno dei residenti ma solo per gli affari NON del commercio in generale ma della bottega della sua associazione.

          Perché si tratta anche qui di promuovere l’economia della Lombardia tutta è dei suoi prodotti migliori con una bella festa, come ce ne sono da zurigo fino a Parigi. Prova a vedere se a Parigi un tale soggetto definisse il fois gras merda d’oca, e poi vedi cosa succede…

          Come dice mambelli, tutti alla manifestazione.
          Perché francamente non se ne può più di corso Buenos Aires sotto ostaggio di menghnaghi, politicamente parlando.
          Riflessioni sul linguaggio.

          1. Anonimo

            Che Buenos Aires faccia schifo lo sappiamo tutti. Però che la fiera della salamella in mezzo alla strada la domenica prima di Natale sia una cosa intelligente, ho i miei dubbi.

            Credo che ottenga solo di radicalizzare ancora di più i Meghnagi di turno e esasperare chi abita in zona (hai idea del caos immane che ci sarà domenica nelle vie limitrofe, con questa chiusura estemporanea?).
            Allontanando quindi la possibilità di ragionare sensatamente, pacatamente e pragmaticamente sul futuro di Buenos Aires, che così non può restare.

      2. wf

        Io in Buenos Aires non compro più nulla proprio per questo motivo.
        Finché non allargano marciapiedi ho fatto giuro che non compro nulla in Buenos aires9,perlomeno finché comanda menghnaghi.

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