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Milano | Corvetto – Il brutto cavalcavia

2017-01-21_Corvetto_Ponte_1

Uno sente il nome Corvetto e subito lo associa a quel brutto cavalcavia che dall’autostrada o dalla via Emilia porta le vetture sino al piazzale Bologna, scavalcando il piazzale che è intitolato al conte Luigi Emanuele Corvetto (Genova, 11 luglio 1756 – Nervi, 23 maggio 1821) che è stato un giurista, politico e avvocato italiano naturalizzato francese.

Il Cavalcavia (vero nome è Raccordo Autostrada del Sole) venne realizzato tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, quando non si badava alla qualità della vita cittadina, ma l’importante era rendere le vita dei nuovi automobilisti più agevole, costruendo cavalcavia e autostrade dove fosse possibile. Un po’ come successe in viale Monte Ceneri che si trasformò in quel periodo in un’autostrada tra i palazzi.

Oggi Corvetto è anche il quartiere, con i suoi mille problemi di convivenza sociale come le cronache ci hanno da sempre ricordato. Noi ci limitiamo al semplice aspetto urbanistico per fare due considerazioni. Anzitutto la piazza venne riqualificata con una pista ciclabile  e nuove aiuole nel 2003 dalla giunta Albertini. Nel 2011 invece c’è stato un restauro per il cavalcavia, che venne decorato con dei bei murales. Tutto sommato l’aspetto è anche gradevole, almeno le aiuole e gli unici due grandi platani superstiti rendono sopportabile la presenza del cavalcavia. Peccato però che via Carlo Marochetti sia una brutta strada con al centro l’autostrada e la presenza di questo elemento sia fondamentale per conferire al tutto un aspetto molto degradante.

Dei vecchi edifici ne sono rimasti pochi. Sul lato meridionale ad esempio è rimasto solitario il bel palazzo decò del civico 12 che avrebbe un urgente bisogno di un bel restauro, ma che presenta tipiche decorazioni degli anni Venti. Ai due lati ciechi del palazzo, si trovano grandi cartelloni, bianchi, a testimoniare come siano pochi ad essere interessati ad investire in pubblicità anche in questa parte di città.

Dal lato opposto invece grandi casermoni anni Sessanta incombono quasi sulla strada sopraelevata, i quali al piano commerciale presentano un insolito (per la zona) portico.

Non sappiamo se si possa rinunciare alla presenza di questo cavalcavia, forse necessario forse no; quel che è certo è che non bastano due bei murales per rendere sopportabile un ecomostro come questo. Almeno se via Marochetti fosse alberata, questo squallore urbano sarebbe più sopportabile, che ne dite?




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


13 thoughts on “Milano | Corvetto – Il brutto cavalcavia

  1. Alessandro

    Se dovessimo fare cavalcavia per far scorrere meglio il traffico dovremmo costruirne uno in ogni viale di Milano. L’accesso da sud est non è diverso dagli altri accessi in città…si trovino vie alternative secondarie per chi deve bypassare il tessuto urbano e si eliminino sti obbrobri a cominciare da viale monte ceneri ( lì la vicinanza coi palazzi è addirittura peggiore) Peccato per il corvetto perché secondo me, sia i palazzi, che l’upim molto frequentata e la nuova pista ciclabile verso porta romana e Chiaravalle la rendono una pizza per nulla malvagia. É solo l’eco mostro che incombe che da trascuratezza.

  2. robertoq

    Il cavalcavia non è il massimo della bellezza (e tra l’altro io i “due bei murales” non li vedo).

    Però gli ingressi autostradali a Milano di Piazza Kennedy e Piazza Maggi son stati completamente rivisti e rifatti negli ultimi 30 mentre l’ingresso Sud è rimasto lo stesso identico di quando c’erano le lambrette e le 600.

    Non so se abbattere il cavalcavia aiuterebbe molto, ma sicuramente rivedere tutto il nodo (via Toffetti, ingresso dalla Paullese ecc ecc) credo sia necessario e utile.

  3. wf

    Gli Erin Brockovich dello smog
    dall’Inghilterra contro la Lombardia
    La denuncia al Tar della ong ClientEarth: «Pochi fondi e troppo inquinamento». La prima iniziativa legale è già partita: il 20 febbraio è stato notificato il ricorso al Tar sul Piano degli interventi per la qualità dell’aria. «Tanta ricchezza ma pochi investimenti»

    La ong appena sbarcata in Italia e sostenuta, tra gli altri, dalla band dei Coldplay, è stata fondata ed è tuttora guidata da James Thornton, 62 anni, l’avvocato-filosofo considerato «una delle dieci persone in grado di cambiare il mondo» dalla rivista New Statesman. La prima iniziativa legale è già partita: il 20 febbraio è stato notificato al governatore Roberto Maroni e all’assessore all’Ambiente Claudia Maria Terzi il ricorso al Tar della Lombardia con il quale ClientEarth, insieme alle associazioni italiane Cittadini per l’Aria e Aipi (Associazione ipertensione polmonare) chiede «con urgenza» alla Regione di rivedere il Pria, il Piano degli interventi per la qualità dell’aria approvato nel 2013 e rivelatosi «inadeguato» per una zona che resta tra le più «irrespirabili» in Europa.

    «La Lombardia è un caso paradossale»

    Spiega Ugo Taddei, legale ClientEarth di stanza a Bruxelles: «La Lombardia è un caso paradossale: una delle Regioni più ricche e tra quelle che meno investono. Dall’ultima relazione è emerso il taglio alle poche misure annunciate in un piano di quattro anni fa nel quale mancava un orizzonte temporale di rientro sotto i valori di legge»
    http://www.corriere.it/cronache/17_febbraio_22/gli-erin-brockovich-smog-inquinamento-lombardia-milano-polveri-sottili-londra-clientearth-05b9982c-f878-11e6-b362-d2e82fbd3a4a.shtml

  4. CM

    “Un po’ come successe in viale Monte Ceneri che si trasformò in quel periodo in un’autostrada tra i palazzi.”
    Vero! Però il degrado urbano ormai si rileva anche sotto altri cavalcavia: via luter king, viale cassala, viale don milani e viale del ghisallo.
    Se la demolizione non è praticabile, almeno si intervenga eliminando i fattori di rischio, come ad esempio murature abbandonate e zone occultate alla vista, sostituendole con la vegetazione o con scarpate piantumate

  5. antonio

    Abbatterlo senza pietà.. Serve a quelli che vanno verso Piazza Bologna ma c’è alternativa.. trasformare l’accesso in un viale alberato è l’unica strada.
    L’accesso a Milano da corvetto è una cosa tristissima..tra l’altro il cavalcavia è chiuso di notte ed è una fabbrica di multe.

    1. Matteo

      Ciao, sono passato ieri per quel cavalcavia a mezzanotte senza volerlo, sei sicuro diano multe? Non mi sembra di aver visto telecamere

  6. Davide

    Se i cavalcavia fossero della stessa qualità di quelli di Osaka post terremoto, più alti, con vie d’acqua e negozi, sarebbe una bella storia

  7. Dado

    Nell’attesa di un progetto, basta umanizzare il cavalcavia. Come è semplice, portare un mercato rionale sotto le sue arcate, e di esempi ce ne sono: io conosco quello di Grenoble, ricavato sotto il cavalcavia della ferrovia, animato tutti i giorni sabato e domenica inclusi, poi dopo le 13 ritorna un parcheggio. Ha funzionato a tal punto che non si percepisce piu’ come elemento estraneo. E’ semplicemente un mercato rionale non un cavalcavia sopra.
    Le ruspe forse andrebbero usate, ma questo è anche un problema di desertificazione urbana – tipico problema che tocca Milano a macchia di leopardo un po’ ovunque, centro incluso. Cioè se un quartiere si svuota di funzioni, questi vuoti finiscono per essere degrado. Ripopolare i quartieri (funzionalmente sopratutto – quindi non basta aggiungere il verde) come si fa con le barriere coralline, significa anche renderli esteticamente piu’ belli e vivibili.
    La prova è che gli ipermercati o centri commerciali, per quanto si sforzino sono in genere delle costruzioni stomachevoli, inclusi i loro parcheggi sterminati muniti di vegetazione improbabile. Solo che nessuno ci fa piu’ caso: alla fine la funzione “shopping” fa dimenticare ogni bruttura.

  8. Corrado

    Che venga abbattuto il prima possibile, insieme a tutti gli altri cavalcavia cittadini. I soldi destinati alle periferie li si usi anche per abbattere, non solo per costruire. Questi obrobri devono sparire da Milano, insiemie agli insopportabili, degradanti e invadenti cartelloni pubblicitari 3×6 m.

  9. Lorenzo

    Buonasera, seguendo maps che mi invitava a proseguire dritto ho preso il cavalcavia per poi rendermi conto della chiusura dalle 22.00 alle 6.00, ma ormai era troppo tardi.
    Qualcuno gentilmente sa indicarmi se seguiranno sanzioni?

    Grazie per l’aiuto

  10. Lorenzo

    Buonasera, seguendo maps che mi invitava a proseguire dritto ho preso il cavalcavia per poi rendermi conto della chiusura dalle 22.00 alle 6.00, ma ormai era troppo tardi.
    Qualcuno gentilmente sa indicarmi se seguiranno sanzioni?

    Grazie per l’aiuto

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