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Milano | Porta Volta – Cantiere Bramante-Niccolini-Procaccini, fine febbraio 2017

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Ecco l’altro grande cantiere della città, quello sorto sui terreni dei vecchi edifici Enel che si trova tra le vie Bramante, Niccolini e Procaccini. Il prossimo ad essere consegnato sarà l’hotel che affaccia su via Fioravanti. Infatti sarà questione di poche settimane e l’hotel sarà pronto, forse per il Salone del Mobile. L’edificio presenta due facciate ben distinte, quella rivolta a nord ovest, in vetro bruno, e quella esposta a sud est in listarelle di materiale plastico. Ai lati corti è stata preferita una parete a terrazzini per ospitare piante che, una volta cresciute rigogliose, daranno un tono di natura alla struttura. Onestamente, per essere un edificio nuovo, non ci è parso così innovativo e particolare. Sempre secondo noi, ci pare curioso che presenti strane ‘addizioni’ che ci aspetteremmo da un intervento di recupero su di un vecchio edificio. Nascondere con rampicanti le strutture tecniche sulla pensilina posta sul lato di via Niccolini ci è parsa una soluzione poco elegante e posticcia.

Finalmente al parcheggio-piazza, che sarà realizzato proprio di fronte all’hotel, pare stia per arrivare la gru; pertanto il cantiere si appresta a partire. Era ora.

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Mentre poche novità dal cantiere di via Procaccini. Unica nota che ci fa ridere, più che altro per non piangere, è il vedere che alcune colonne della facciata siano già state imbrattate dalle solite tag.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


13 thoughts on “Milano | Porta Volta – Cantiere Bramante-Niccolini-Procaccini, fine febbraio 2017

  1. bis bald

    rispetto allo schifo di prima, e´ un lusso.

    foto n.5 bisognerebbe sanzionare giornalmente coloro che sostano li.in modo da evitare il parcheggio. tra l altro la piazza quella si che e´ veramente uno schifo

    capitolo tag, e´la cosa più banale del mondo, schedare e multare in base al ritrovamento sui muri cittadini di coloro che appongono le proprie firme. una volta recuperata la loro identità´.
    e´servito su un piatto da argento la sanzione.

    1. Claudio K.

      Eh certo … soprattutto il passaggio dallo scarabocchio al “recuperare la loro identità” è facilissimo … e che ci vuole … basta chiamare Giucas Casella che con la sola imposizione delle mani ci saprà dire che “Crash” corrisponde a Rossi Mario residente in via delle Betulle 21… citofonare Susy…

      Ma và a ciapà i ratt, và….

      1. bis bald

        si vede che lei e´residente da un po nel pio albergo trivulzio non sa che il mondo si e´evoluto nel bene e nel male .

  2. rovine circolari

    non sarà certo un’opera che passerà alla storia dell’architettura, ma rispetto al degradato non luogo precedente direi che il passo avanti è notevole. Uno dei tanti magari modesti interventi che stanno nel complesso contribuendo, oserei dire a migliorare concretamente, il tessuto urbano e la percezione generale che si ha della città.

  3. Alessandro Magno

    Secondo me invece é elegante. Sembra un edificio anni 80 ma con inserti di modernità. Meglio questo color fumè del solito vetro azzurro.

    1. Enchanted Avenger

      se ‘sto robo secondo te è elegante non oso immaginare come ti vesti quando devi “metterti elegante” tu… dolcevita in terital e pantalone di velluto a zampa? magari abbinati con delle Nike per dare un inserto di modernità?

  4. GArBa

    è il colore dei vetri che lo frega. una qualsiasi altra tinta non avrebbe reso l’effetto “anni ’80” (ma pure un po’ “socialismo reale DDR”) che non si può non notare. al punto che penso si tratti di un richiamo voluto. un richiamo voluto del quale però non si capisce molto il senso.

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