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Milano | GAM: 100 anni di storia della scultura italiana 1815-1915

Dopo le mostre di Alberto Giacometti, Medardo Rosso e Adolfo Wildt, la Galleria d’Arte Moderna dedica un nuovo appuntamento espositivo alla scultura. Preceduta da una vasta campagna di restauro, resa possibile grazie al contributo di UBS, la mostra “100 anni. Scultura a Milano 1815-1915” presenta fino al 3 dicembre 2017 una selezione dell’ingente patrimonio del museo, conservato in deposito e non esposto al pubblico. Ad esso si attinge per documentare con 92 opere, di cui 63 mai presentate al pubblico e restaurate per questa occasione, la storia della scultura milanese nell’arco di 100 anni, dal tardo Neoclassicismo all’inizio del Novecento, durante il quale Milano era capitale della produzione scultorea non solo italiana ma anche internazionale, grazie alla presenza di alcuni grandi maestri quali Francesco Barzaghi, Giuseppe Grandi, Vincenzo Vela, Medardo Rosso, Adolfo Wildt.

Promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura e dalla GAM, e realizzata nell’ambito della partnership fra il museo e UBS, l’esposizione occupa, con 63 opere – in marmo, gesso e bronzo – restaurate per questa occasione, le sale delle mostre temporanee al piano terra, estendendosi anche alle collezioni permanenti dove sono esposte le altre 29 sculture incluse del percorso che coinvolge così l’intero museo in un dialogo con i dipinti coevi. Diretta da Paola Zatti, conservatore responsabile della Galleria d’Arte Moderna, l’esposizione è realizzata in collaborazione con il Comitato scientifico composto da Niccolò D’Agati, Omar Cucciniello, Alessandro Oldani, Francesco Tedeschi, Giorgio Zanchetti.

“La cura del patrimonio artistico, anche quello più ‘nascosto’, resta il punto di riferimento principale delle attività dei musei civici. Un patrimonio importante per qualità e quantità che necessita non solo di tutela ma anche di valorizzazione, per far crescere la consapevolezza della ricchezza della storia culturale della nostra comunità – afferma l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno. Questa mostra che recupera dai depositi novantadue sculture inedite, dopo un lungo lavoro di accurato restauro conservativo che ne ha rinnovato lo splendore, si inserisce perfettamente nella mission della nostra attività espositiva, rappresentando una proposta di grande interesse artistico fortemente legata alla tutela delle collezioni di proprietà civica”.

Questa mostra rappresenta per la Galleria d’Arte Moderna il traguardo di un progetto di tutela e valorizzazione del suo patrimonio scultoreo che costituisce il nucleo più significativo delle raccolte del museo. La selezione di 92 sculture, di cui 63 mai presentate al pubblico e restaurate per questa occasione, consente di illustrare le vicende, i generi e i soggetti che connotarono la scultura lombarda tra Otto e Novecento.

Sei sezioni ripercorrono i sei temi fondamentali e più cari agli artisti.

1. IL MITO. CLASSICISMO E ACCADEMIA

La prima sezione documenta il legame molto stretto della città con l’Accademia di Brera,  dove generazioni di artisti si formano sui gessi dei grandi capolavori della scultura antica e vengono banditi annualmente grandi e piccoli concorsi, passaggio fondamentale nell’attività didattica e mezzo di promozione artistica.

2. LA LETTERATURA E IL ROMANTICISMO

Il progressivo abbandono del mito classico quale fonte di ispirazione si accompagna all’emergere di nuovi soggetti tratti dalla letteratura medievale e moderna, per la capacità di questi temi di essere maggiormente comunicativi e meno elitari. I temi letterari, dalla poesia al melodramma, erano il punto di riferimento imprescindibile per la scultura del XIX secolo e contribuirono a fare di Milano uno straordinario laboratorio culturale, centro nevralgico della costruzione identitaria nazionale.

3. MILANO SI MOSTRA AL MONDO: ESPOSIZIONI, SUCCESSI INTERNAZIONALI E SCULTURA DI GENERE

A dominare la seconda metà dell’Ottocento sono le grandi Esposizioni Universali. Nate dai profondi cambiamenti della società moderna, le esposizioni determinano e registrano anche i cambiamenti del mercato dell’arte come l’aumento del pubblico e della committenza, ma anche il mutamento del gusto. È in questo contesto che si delinea il successo di quella che in breve diviene famosa anche all’estero come “Scuola di Milano”. Il cuore della mostra è costituito dalla sezione centrale dedicata ai soggetti che guadagnarono la fortuna della scultura lombarda alle esposizioni nazionali e internazionali, attestando la Scuola di Milano a livello non solo europeo. Attraverso il recupero di sculture fino ad oggi inedite e lo studio di artisti senz’altro “minori”, la mostra cerca di contribuire alla conoscenza di questa scuola il cui magistero, costituito da una grande perizia esecutiva, attestò alla metà del secolo Milano quale nuova capitale della scultura.

4. LA COSTRUZIONE DELLA NAZIONE: PERSONAGGI, STORIA, MONUMENTI

La costruzione di un’identità nazionale passò attraverso un processo di celebrazione delle maggiori figure del Risorgimento e la creazione di un apparato monumentale per iniziativa di associazioni e amministrazioni locali: questo fenomeno fu in seguito definito “monumentomania”. A Milano i monumenti a Leonardo da Vinci e in seguito ad Alessandro Manzoni, Francesco Hayez, Carlo Cattaneo, Giuseppe Parini, Giuseppe Verdi completano il panorama dei personaggi politici, da Cavour a Vittorio Emanuele II a Giuseppe Garibaldi, ma è il Monumento alle Cinque Giornate che rappresenta al massimo grado il contributo cittadino al processo risorgimentale. Questo sviluppo si può seguire non solo nei monumenti cittadini, ma anche nelle collezioni della Galleria d’Arte Moderna, che conserva numerosi bozzetti presentati ai concorsi pubblici e nel percorso espositivo della mostra “100 anni”.

5. CRISI E DISSOLUZIONE DELLA FORMA

A partire dagli anni Sessanta e Settanta dell’Ottocento, una nuova generazione di scultori avverte la necessità di un’evoluzione dello stile e della resa della forma plastica. Dopo le prime sperimentazioni di Vincenzo Vela, si giunge alla sprezzante rottura delle masse e alla stilizzazione delle forme di Giuseppe Grandi, passando attraverso l’adesione alla Scapigliatura di Bazzaro, fino alle morbidezze e all’eleganza belle époque di Troubetzkoy. A suggellare queste ricerche, uno dei più significativi artisti italiani tra fine Ottocento e primo Novecento, Medardo Rosso, impone un radicale rinnovamento espressivo nella scultura all’alba del nuovo secolo.

6. INQUIETUDINI DELL’ANIMA E NUOVE TENSIONI SOCIALI

Esaurite l’esperienza della Scuola di Milano e la novità delle recenti tendenze scapigliate – fatta eccezione per la ricerca solitaria di Medardo Rosso che sarà compresa solo nel Novecento – la scultura sullo scorcio del XIX secolo prende nuove vie. Nel 1891 si inaugura la prima Esposizione Triennale di Brera: le opere presentate affrontano spesso soggetti di ispirazione civile, improntati ad una fervente critica delle ingiustizie sociali e delle disuguaglianze. Il mondo del lavoro diventa campo di indagine privilegiato per gli artisti: gli operai delle moderne fabbriche e i lavoratori dei campi sono i nuovi protagonisti delle opere, in uno stile scopertamente realistico. Ad affermarsi a fianco di questo interesse per il realismo e per le tematiche sociali, è il gusto simbolista, conosciuto all’epoca sotto la denominazione di “ideismo”. Questa scultura esoterica trova grande applicazione nella statuaria funebre: il Cimitero Monumentale di Milano si popola così di figure, rappresentando per molti artisti un campo di lavoro privilegiato. E’ in questo clima simbolista che si formerà, in un paradossale ritorno all’antico e all’Accademia, un artista solitario come Adolfo Wildt.

I restauri, iniziati nel mese di luglio del 2016 e realizzati dalla società Aconerre arte conservazione restauro s.n.c., in collaborazione con Politecnico di Milano – Laboratorio Materiali e Metodi per il Patrimonio Culturale (MaMeCH), sono documentati da un saggio in catalogo e saranno oggetto di una serie di conferenze dedicate agli aspetti salienti di questa campagna, alle opere con maggiori criticità e alle metodologie innovative elaborate da Aconerre in questo museo per la pulitura del marmo.

La mostra è realizzata con il contributo di UBS nell’ambito della partnership avviata nel 2013 tra l’istituto bancario e la GAM.

 

Vincenzo Vela_La preghiera del mattino

Luigi Secchi_Il dolore




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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