Milano | Porta Romana – Le Porte di Milano: Piazzale Medaglie d’Oro

Avevamo già affrontato qualche anno fa il tema della trascuratezza che purtroppo contraddistingue le 13 porte (varchi) delle antiche mura del 1500. Porte caratterizzate da una piazza di grandi dimensioni con, in alcuni casi, un arco o un grande monumento. Le 13 porte sono, in senso orario: Porta Tenaglia, Piazza Lega Lombarda; Porta Volta, Piazza Baiamonti; Porta Garibaldi, Piazza XXV Aprile; Porta Nuova, Piazza Principessa Clotilde; Porta Venezia, Piazza Oberdan; Porta Monforte, Piazza del Tricolore; Porta Vittoria, Piazza V Giornate; Porta Romana, Piazza Medaglie d’Oro; Porta Vigentina, Via Ripamonti; Porta Lodovica, Piazzale di Porta Lodovica; Porta Ticinese, Piazza XXIV Maggio; Porta Genova, Piazzale Cantore; Porta Vercellina, Piazzale Baracca. 

Dopo Porta Vittoria e Porta Lodovica ci occupiamo di Porta Romana e di Piazzale delle Medaglie d’Oro.

La porta, eretta nel 1596 in occasione dell’ingresso di Margherita d’Austria-Stiria, promessa sposa di Filippo III di Spagna, fu per due secoli l’unico ingresso monumentale nelle mura di cinta spagnole della città. Restaurata solo pochi anni fa, appare comunque ben conservata pur avendo più di 400 anni. L’arco, oggi isolato al centro dello slargo, non è in asse col corso di Porta Romana né col corso Lodi perché quando fu eretto seguì l’andamento delle mura precedentemente realizzate.

La porta oggi risulta più un banale e poco importante monumento, quasi uno spartitraffico nel caos automobilistico che caratterizza la zona. Due aiuole a ventaglio si trovano su entrambi i lati, impedendo la percezione dell’antico passaggio centrale. Ai lati ci sono ancora le tracce del vecchio passaggio dei tram, eliminati circa venticinque anni fa con l’arrivo della sottostante M3. Secondo molti la soluzione adottata da decenni valorizza poco o per nulla quest’importante monumento della città.

Purtroppo il grande flusso veicolare che percorre entrambe le cerchie dei bastioni (viale Filippetti, Viale Caldara, da un lato e viale Sabotino e viale Monte Nero sull’altro) rendono abbastanza difficile apprezzare la bellezza dell’arco antico, che si ritrova in un angolo di città abbastanza caotico e mal definito.

Nelle aiuole spesso qualcuno va a consumare bevande e cibo lasciando rifiuti ai piedi del varco. Le aiuole, in questo periodo invernale sono un po’ spoglie, ma solitamente – dobbiamo dirlo – sono abbastanza curate.

L’incrocio che si prospetta davanti all’arco è abbastanza triste e brutto: pali, cartelli, semafori posizionati su piccoli marciapiedi ricavati da un disordinato concepimento puramente tecnico e realizzati in semplice cemento, senza cordoli e appoggiati sulle pietre del pavé. Tutt’intorno segni di addizioni e sottrazioni urbane realizzate nel corso degli ultimi settant’anni, dal dopoguerra in poi, periodo che  – come abbiamo visto – ha lasciato il segno un po’ ovunque in città. Anzitutto il grande cambiamento avvenuto intorno al 1952 quando il tram, che fino a quella data passava in direzione centro sulla destra dell’arco e verso la periferia sotto l’arco, venne portato a lato, allargando il passaggio verso l’ex Stazione Funebre, oggi le terme di Milano. Così, liberato il transito sotto l’arco, vennero realizzate le due aiuole a mezzaluna, una verso la città e l’altra verso la campagna.

Che dire poi del vicino sperone degli antichi bastioni, unico tratto delle mura spagnole ancora intatto? Che dire dell’albero di robinia che è cresciuto spontaneo e che nessuno si è mai curato di estirpare e oggi è rigogliosamente cresciuto proprio sotto le mura che, per fortuna, essendo imponenti resistono alle radici della pianta infestante (ma per quanto ancora?).

Il lato della piazza lungo il bastione ha un po’ un’aria di sciatteria che forse qualche albero avrebbe mitigato.

Non appare ordinata nemmeno la fermata dei tram che noi avremmo sistemato a prato tra i binari.

A dare l’impressione di poca cura al piazzale delle Medaglie d’Oro ci si mette anche un mercatino un po’ regolare e un po’ no che si crea ogni giorno davanti al McDonald’s, situazione abbastanza documentata da un nostro affezionato lettore che ci ha spedito le immagini seguenti.

Forse, con poco il Comune potrebbe sistemare e rendere finalmente più bella questa piazza, come altri luoghi. Ridisegnare la rotatoria attorno al monumento, magari allungandola e rendendola pedonale, con le aiuole ai lati anziché centrali, in modo da ridare la sensazione di “accesso” alla città, magari con una bella rizzata (ciottoli di fiume) e lastre centrali, come si usava un tempo. Meno pali, qualche bell’albero vicino al muraglione dello sperone delle mura spagnole e l’erba tra le rotaie dei tram. E magari anche un po’ di riordino per i venditori ambulanti.

Di seguito un nostro semplice progetto di riordino di questa piazza, dove davanti alla monumentale porta abbiamo creato un area pedonale con aiuole e al centro, per aiutare la circolazione abbastanza caotica, abbiamo provato a mettere una rotatoria con aiuola a verde, dove il tram passa a raso.

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

7 commenti su “Milano | Porta Romana – Le Porte di Milano: Piazzale Medaglie d’Oro”

  1. Tutto giustissimo però per le porte di Milano bisognerebbe ripensare totalmente l’impianto delle piazze sulle quali insistono.

    Rifarle ad una ad una sull’impianto e modello di porta ticinese, dove sono stati riorganizzati radicalmente flussi pedonali,flussi automobilistici, flussi tranviari, livellamento e modifica radicale ampliamento marciapiedi, creazione spazi di godimento e sosta per i pedoni, ricollocamento edicole, baraccchini, mercati…. e creare un nuovo disegno coerente di piazza per ogni porta milanese.

    Sennò non cambi granché e rimarranno sempre e solo svincoli con qualche aiuola..

    —-
    OFF topic interessante e positivo:
    ——
    S ’allarga la città che va a passo d’uomo: sono in arrivo entro l’anno altre sei “Zone 30”, dove il limite massimo per auto e moto è appunto di 30 chilometri all’ora. È l’obiettivo di Palazzo Marino, messo nero su bianco nel Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile): il progetto più ambizioso riguarda il tratto di corso Venezia compreso da via Senato a piazza San Babila, con due piste ciclabili tra le vie Senato e Palestro che costeggia i giardini Montanelli. E poi altri 5 quartieri periferici da Affori a Città Studi.

    Del tratto di corso Venezia si parla da tempo e ora si passa ai fatti. La rivoluzione comporterà anche una trasformazione da un milione di euro, approvato dal Municipio 1 e dai commercianti: i marciapiedi saranno allargati e rifatti usando la tecnica del mosaico con beole di colore grigio. Più belli e più adatti per il passeggio fino a piazza San Babila. Ci sono poi altri cinque quartieri in periferia dove saranno battezzate altrettante Zone 30, la cui realizzazione sarà veloce e low cost, senza interventi sugli arredi: dal Vigentino a Citta Studi, da Affari al Rubattino a Figino. Si tratta di luoghi con problemi di viabilità, dove gli automobilisti schiacciano troppo il piede sull’acceleratore e i dissuasori di plastica sarebbero inutili.

    Da qui, la decisione d’istituire le Zone 30, per una metropoli sempre più a misura di pedoni e ciclisti. Il primo cantiere ad aprire sarà a Figino, via via arriveranno anche gli altri. Il Comune continua quindi a puntare su percorsi dal ritmo slow, che piace alle associazioni ambientaliste come Ciclobby, con la presidente Guia Biscaro che difende i diritti degli amanti del pedale: «Sarebbe bello che tutto il centro sia una grande Zona 30, per dare l’idea della città più vivibile, sicura e silenziosa. Ma facciamola bene, perché non è sufficiente posizionare i cartelli, occorre rivedere anche parcheggi e semafori». Poi, l’idea di una «campagna “simpatia” verso i ciclisti, spesso sono visti come pecore nere che infastidiscono. Il messaggio è: automobilista, fai attenzione al ciclista, perché se fosse più protetto non avrebbe bisogno di salire sul marciapiede».

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    • Lo so che andrebbero ripensate e valorizzate, tutte terribilmente degradate. Purtroppo conosco i problemi del Comune e gli uffici tecnici. Per Porta Ticinese l’intervento è ricaduto nei soldi piombati per Expo, cosa che purtroppo non si ripeterà…

      Poi noi non siamo tecnici, i nostri sono solo dei “divertimenti” che magari, qualcuno in Comune potrebbe prendere come suggerimenti.

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      • Si, infatti posso immaginare.
        E capisco. Diciamo che ripetevo cose che voi scrivete.
        E mettevo l’accento sul fatto che a Milano servirebbe per ogni piazza/luogo senza identità un giro di vite mentale sulla finalità di fruizione degli spazi stessi.

        Come al solito sperando appunto che questi concetti passino sia in comune sia tra i cittadini.
        Bellissimi progetti e ottimo lavoro come sempre.

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  2. Il progetto di Urbanfile mi piace. Scandaloso che i binari del tram 13 siano ancora lì dopo più di 20 anni, ma d’altronde sono ancora presenti in punti dove il tram non passa più dagli anni 50 (ad esempio attorno al carcere di San Vittore, dove l’ultima linea a transitarvi fu il 9 attorno al 1948).
    Mi piace l’idea di una rotonda in mezzo alla piazza, attualmente quest’ultima é un inno alla confusione fra auto che svoltano dove non dovrebbero e tram che la attraversano.

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