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Milano | Arzaga – Villaggio dei Fiori dove c’era la Cascina Corba

Ancora cent’anni fa la città di Milano non aveva ancora ingoiato ettari e ettari di campagna come ha poi fatto. Campagna che ora è impossibile immaginare in quartieri densamente urbanizzati.

Il territorio a ovest del capoluogo lombardo era fatto di grandi e storiche cascine agricole, che si estendevano da Porta Vercellina sino ai primi comuni limitrofi come Baggio, Cesano Boscone e Corsico.

Tutta questa vasta area era solcata da un fiume, l’Olona, e da moltissime rogge di ogni dimensione.

Vi era una lunga strada che un po’ serpeggiante lasciava il Corso di Porta Vercellina all’altezza di Largo Settimio Severo e raggiungeva la cascina più importante della zona, l’Arzaga. Da questa via partiva a sua volta una strada che andava verso altre cascine e verso la strada del Lorenteggio.

Questa via conduceva a due cascine, la Cascinetta e la Corba.

Oggi tutte queste belle cascine sono scomparse; in alcuni casi, sono rimaste nei nomi in alcune vie, come la via Arzaga e la via Cascina Corba, quasi a perenne ricordo dell’antica vocazione agricola di una zona ormai altamente modificata.

La via Cascina Corba va da via Primaticcio a via Inganni e oggi si presenta costellata da villette unifamiliari e piccoli caseggiati.

La Cascina Corba resistette sino ai primi anni Cinquanta, quando soccombette definitivamente alle ruspe.

La cosa assurda è che volendo vedere, non si trattò di mera speculazione edilizia ma di semplice noncuranza per dei manufatti che in quegli anni avevano l’importanza di una baracca in legno.

La zona da una foto aerea degli anni Cinquanta che mostra (a colori) la presenza della cascina

Infatti fu nel dopoguerra che il piano urbano procedette con la realizzazione della griglia delle nuove strade e la costruzione dei nuovi quartieri, che in questo preciso punto videro sorgere il Villaggio Finlandese e poi Villaggio dei Fiori (anni di realizzazione 1947-1953).

Il quartiere che viene chiamato spesso solo come Villaggio dei Fiori, trae origine dalla nominazione delle strade che lo percorrono (tutti dal vocabolario floreale) e rimane tra via Primaticcio e via Lorenteggio.

Questo villaggio inizialmente era stato creato con delle casupole in legno temporanee che la Finlandia aveva donato, nel dopoguerra, al Comune il quale le prese a modello per far partire un primo villaggio pilota di poche dozzine di edifici.

Il disegno del quartiere è ancora caratterizzato da lotti piccoli e contigui, disposti ortogonalmente, con case unifamiliari di un solo piano, circondate da un giardino privato. Oggi alcune case sono state demolite e sostituite da nuovi edifci a più piani, ma sempre di piccole dimensioni.

Nei pressi del Villaggio dei Fiori, nei lotti ancora liberi e più prossimi alla Cascina Corba, ancora in piedi in quegli anni, vennero edificate altre case “temporanee”; infatti le casette finlandesi dovevano essere un rimedio di emergenza per gli sfollati dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Così il quartiere, pilota per altre realizzazioni, vene iniziato (o montato) nel 1952 e terminato l’anno dopo. Le case vennero quasi per intero occupate da immigrati, nonostante fossero in realtà state costruite per dare alloggio temporaneo a chi stava aspettando una casa dopo i bombardamenti. Vennero replicate a Cimiano in via Palmanova e nel Quartiere Omero al Corvetto.

Se le Casette Finlandesi erano ad un solo piano e praticamente tutte in legno, le casette minime del Villaggio dei Fiori erano prefabbricate, a due piani, con il giardino solo nel retro.

Negli stessi anni e nelle vie limitrofe vengono realizzati il Quartiere Lorenteggio lungo la via Inganni, con edifici di 5 piani fuori terra (1950-1953) e il Quartiere Primaticcio (1953-1959) con edifici di 9 piani fuori terra.

Infine il Quartiere Corba, posto tra il Villaggio dei Fiori e il Quartiere Inganni, composto da edifici di 4 e 5 piani fuori terra (1956-1959), che sarà poi ripetuto in modo uguale a Ponte Lambro, Lambrate, Niguarda.

Le Casette Finlandesi sono quasi tutte al loro posto, dopo ben 65 anni. Mentre delle casette minime del Villaggio dei Fiori sono rimaste solo alcun stecche, per la precisione 18 stecche lunghe e 1 corta.

Tra gli anni 70 e gli anni 80 del Novecento, sono iniziate le prime demolizioni. Molti dei residenti delle casette demolite si sono visti assegnare un alloggio nelle nuove case IACP realizzate in via delle Gardenie, di fronte al plesso scolastico di via degli Anemoni. Alcune casette minime sono state ristrutturate pesantemente, con lavori eseguiti tra l’altro abbastanza bene.

Il quartiere risulta immerso nel verde e la stretta relazione tra verde pubblico e verde privato è molto alta in questa zona.

Fotografia di Amleto Cartossi, 1955. Si vede il retro della chiesetta dedicata a San Carlo che faceva parte del complesso della antica cascina Corba

Tornando alla Cascina Corba, come dicevamo, era una cascina molto antica; infatti si hanno sue notizie fin dal XVI secolo.
Nella cascina vi era anche una chiesetta rustica costruita all’inizio del secolo XVII, dedicata a San Carlo.

L’oratorio di San Carlo alla Corba aveva la facciata semplice, coronata da una lunetta e da un timpano triangolare, ai lati della facciata vi erano due interessanti campaniletti simmetrici, che davano importanza alla chiesetta e la rendevano aggraziata e abbastanza riconoscibile. All’interno c’era un bassorilievo in gesso raffigurante San Carlo intento a curare i malati di peste, purtroppo non si sa che fine abbia fatto.
Nel Catasto Teresiano la Corba è raffigurata come un corpo in linea con l’orto, inserita in un’area coltivata ad arativo asciutto con moroni (gelsi), vigneti, prato irriguo, boschi di rovere. La proprietà di questa cascina, come molte altre collocate nei dintorni, risultava dell’Abbazia di San Vittore Grande. Nel Catasto Lombardo-Veneto è invece raffigurata come una corte quasi completamente chiusa.

La cascina Corba è stata acquisita dal Comune di Milano nel 1927 dagli Istituti Ospedalieri. L’edificio si conserva fino agli anni ’50 del Novecento, quando, come abbiamo visto, per esigenze di alloggi venne completamente sacrificata e rasa al suolo. Si trovava dove oggi si incrociano le vie Corba e Giaggioli.

L’incrocio dove sorgeva la cascina e l’oratorio di San Carlo alla Corba

Oggi rimane un piccolo edificio porticato, usato al tempo forse come magazzino all’inizio della via Cascina Corba, dove si trova un ristorante, ma che sicuramente apparteneva all’altra cascina della zona, la Cascinetta.

Di seguito un nostro fotomontaggio che mostra dove sarebberimasta, a grosso modo, la cappella di San Carlo alla Corba.

Ringrazio per le informazioni Anna Mitica, gli amici di Skyscrapercity e Paolo Motta. Per la storia della Cascina Corba: Ad Ovest di Milano – Le Cascine di Porta Vercellina




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


4 thoughts on “Milano | Arzaga – Villaggio dei Fiori dove c’era la Cascina Corba

  1. antonio

    La pazzesca volontà di distruggere il bello degli amministratori dell’epoca.
    la cascina restaurata avrebbe dato valore al luogo. Vorrei però dire che anche oggi ci sono tantissime cascine diroccate nel Comune di Milano che se abbandonate ancora a lungo saranno di sicuro demolite. Non è ieri è oggi. Vediamo di fare qualcosa.

  2. antonio

    e aggiungo: Distruggere Una CASCINA STORICA del 1500 per costruire le case minime..
    Dico: case minime e prefabbricati.
    Siamo al paradosso.
    Per dirla col Poeta.. MILANO sprofondata per sua stessa mano
    A Ben guardare si trattò proprio di ignoranza e speculazione!

  3. Andrea

    Ci sono alcune inesattezze riguardo il Villaggio dei Fiori.
    Le casette finlandesi sono state tutte abbattute: erano quelle di legno a schiera di via delle Gardenie, al posto delle quali è sorto il complesso ex IACP ora dell’ALER.
    Vi era anche un gruppo di casette chiamato Villaggio Dono svizzero simile tra via Berna, via Inganni e via dei Ciclamini, anch’esso abbattuto.
    Mentre le casette prefabbricate a schiera, quelle per cui il Comune ha preso a modello le casette finlandesi, non sono state demolite nemmeno in parte.
    Il quartiere con fabbricati di 9 piani era stato denominato “Giambellino”, anche se si trova su via Inganni.
    Il quartiere posto tra il Villaggio dei Fiori e il Quartiere Inganni era stato denominato anch’esso “Lorenteggio”.

    1. Roberto Arsuffi Posta autore

      Per le casette finlandesi ho chiesto a varie persone e sono andato anche di persona sul posto, alcune sono ancora lì.

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