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Milano | Moncucco-Romolo – Progetto di via Schievano: The Sign

The Sign, il complesso direzionale all’avanguardia progettato da Progetto CMR – Massimo Roj Architects per Beni Stabili, sarà realizzato nella zona sud-est di Milano (Moncucco-Romolo, Barona), vicino alla rinomata università internazionale IULM. Il progetto sarà il risultato della riqualificazione di un ex sito industriale degli anni ’50, che sarà trasformato in un nuovo spazio urbano, rigenerato, innovativo e a misura d’uomo, idealmente in linea con l’atmosfera vivace culturale e creativa locale fatta anche da universitari.

Il complesso sarà realizzato nel lotto tra le vie Schievano, Italo Svevo, Santander e Via Ernesto Calindri.

 

Il focus del progetto è il restauro della ex fonderia Vedani e la sua riconversione in un nuovo complesso a uso misto, costituito da due edifici per uffici (9 e 11 piani ciascuno) e un edificio di produzione a 3 piani, per una superficie totale di 20.400 mq.
Il concept sviluppato da Progetto CMR amplifica l’idea di rigenerazione della città, combinando soluzioni e strategie a scala sia architettonica che urbana, con l’obiettivo di ricollegare il sito al contesto circostante e di ricreare un dialogo con il quartiere.
L’architettura del nuovo complesso trasmette visivamente il valore innovativo del progetto, in linea con gli altri blocchi nell’area: i tre edifici condividono una facciata fortemente contemporanea, una serie di strisce dorate che si alternano a trasparenze in vetro in una sequenza vivace e vivida. Una “frattura” che rompe questa sequenza collega i tre edifici e attraversa le facciate, rappresentando il “segno” (The Sign) distintivo del progetto.
Una parte significativa del progetto ospiterà una vasta area verde accessibile, migliorando notevolmente il collegamento con il distretto e la comunità. Un ruolo fondamentale è giocato dalla piazza di 4.000 mq che si trova tra i due edifici superiori, che sarà una delle nuove piazze pubbliche della città di Milano. La piazza sarà caratterizzata da elementi intelligenti e high-tech, creando un modo completamente nuovo di lasciare lo spazio e di interagire con esso.


La sostenibilità ambientale e sociale sono quindi due elementi focali del progetto, progettato per ottenere la certificazione LEED Gold. Fin dalle sue fasi iniziali, il progetto include soluzioni per migliorare la vivibilità dell’area e ottimizzare l’uso delle risorse naturali: sistemi a doppia acqua, raccolta dell’acqua piovana, tetti verdi, sistemi di raffreddamento innovativi, strategie per migliorare la qualità generale dell’interno. Inoltre, i lavori di costruzione useranno solo materiali locali e legno certificato. Le piante locali saranno utilizzate nei giardini.
Massimo Roj, CEO di Progetto CMR: “The Sign traduce il ruolo che l’architettura dovrebbe avere nella realtà: non creare barriere e muri, ma unificare e connettere diverse dimensioni: il passato con il presente, l’essere umano con il contesto , l’ambiente costruito con il contesto in cui giace, applicando un approccio veramente sostenibile”.

Noi speriamo anche in una riqualificazione del corso del canale del Lambro Meridionale (Scolmatore Olona).

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


3 thoughts on “Milano | Moncucco-Romolo – Progetto di via Schievano: The Sign

  1. CM

    dal renderig rilevo un problema di incompletezza dell’intervento lato via svevo, che oggi risulta senza uscita e che quindi favorisce la proliferazione di degrado (rom, rifiuti, ecc).
    Per evitare di fare un buco nell’acqua, non sarebbe opportuno ricucire la viabilità locale con le vie adiacenti calindri e santander?

  2. Vincenzo Pandolfi

    “L’architettura trasmette il valore innovativo del progetto”? E’ vero, sembra un progetto innovativo del 1978!

  3. Antonino

    Per integrare il progetto alla zona circostante sarebbe opportuno collegare via santander in direzione via malaga e non solo in un senso di marcia come è attualmente visto che ha portato solo degrado e formazione di discariche abusive. Non si capisce perché tale viabilità non sia ma stata realizzata prima, spero che questa occasione non venga buttata via.

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