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Milano | Porta Ticinese – Una piramide per salvare la centenaria quercia

Povero albero ultra centenario di piazza Ventiquattro Maggio, uno dei beniamini della città, la grande quercia rossa americana che con la sua folta chioma ombreggia un angolo del piazzale dove si trova l’arco neoclassico del Cagnola, è gravemente ammalorata.

Circondata da una rete per scongiurare ai pedoni di venire investiti dai rami che potrebbero staccare da oltre un anno, il Comune e la Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano hanno studiato un piano per salvarla, abbastanza costoso: 200 mila euro l’investimento.

 

Una visione di come apparirà la piramide metallica

Infatti non bastano più le “stampelle”sistemate dopo gli interventi nel piazzale nel 2014, ma dopo un pesante fortunale avvenuto lo scorso anno, l’albero ha sofferto pesantemente. Il tempaccio ha causato il cedimento della branca centrale che, a sua volta, cadendo ha causato un effetto a catena su branche minori. Orami il fusto, da anni, è completamente vuoto e deve reggere una chioma di oltre 25 metri, per un altezza di 17. L’albero è decisamente vecchio è il progetto per salvarlo pare sia questa struttura metallica a piramide che nel prossimo autunno, a foglie cadute, verrà istallata al centro della pianta, dove dei tiranti aiuteranno a reggere i rami.

L’enorme quercia nacque nel 1895 e fu piantata nella piazza, già adulta, il 24 maggio 1924 dall’ingegnere Giunio Capè, per festeggiare l’inatteso ritorno del figlio Giuseppe, un giovane alpino sopravvissuto alla Grande Guerra, e per ricordare i soldati deceduti. Alla morte di Giunio, la famiglia decise di donare la pianta al Comune con l’obbligo di prendersene cura. Un cippo in ferro battuto recita la seguente dedica: «Ai caduti per la patria del rione Ticinese-Lodovica», firmato la Società Alpina milanese. Quest’albero ha superato in pratica tre secoli, due guerre mondiali, il boom economico con l’arrivo di centinaia di migliaia di automobili a sfrecciarle davanti, i lavori per la Darsena e il piazzale (2014) e persino i pupazzi impiccati di Cattelan, insomma si cercherà di fare il possibile per allungare la vita a questa monumentale quercia.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | Porta Ticinese – Una piramide per salvare la centenaria quercia

  1. ...

    Una curiosità…. Con 200.000 euro, quanti nuovi alberi si possono piantare nel centro di Milano ?

    Capisco che si tratta di un albero secolare ma se è giunto il suo tempo non conviene piantare una nuova quercia, investire i 200.000 euro in nuove piantumazioni ( tanto promesse ) invece che accanirsi con questa terapia che magari prolungherà la vita della quercia solo di qualche anno ?

    1. Anonimo

      Sono soldi ben spesi, penso che ci siano tante persone affezionate a quell’albero.

      E poi al posto della quercia sarebbero capaci di piantaci una…magnolia, come han fatto dall’altra parte al posto del grande platano.

  2. Gianluca

    Gli alberi soprattutto in ambito urbano hanno un ciclo vitale abbreviato…se diventano troppo pericolosi e’ inutile accanirsi….con 200.000 euro se ne piantano 20 di grandi dimensioni ed anche in sltre zone do Milano…poi con pannelli informativi so spiega tutto anche dal punto di vista tecnico e paesaggistico….fare un’ analisi costi benefici??

    1. Tatino Pensabene

      Gianluca, é vero! Con lo stesso metro perché non proponi di chiudere la fabbrica del Duomo, un’ idrovora di fondi da centinaia di anni…Magari demolisci tutto prima che crolli e con quei soldi risparmiati ma sai quanti bei parcheggi facciamo a milano!? Complimenti per la lucidità!!!

  3. Anonimo

    E’ un monumento e come tale va preservato, chiaro che poi se si trattasse di un accanimento terapeutico sarebbe esagerata la spesa…ma ci sono professionisti che fanno valutazioni

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