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Milano | Tre Torri – Cantieri CityLife: aggiornamento Storto, primi di settembre 2018

Si è conclusa la costruzione dell’insegna Generali sulla sommità del grattacielo dello Sorto progettato dallo Studio Zaha Hadid.

La torre, alta 175, ora, con l’aggiunta dell’insegna ha raggiunto 180 metri d’altezza.

L’insegna è stata posizionata su indicazione della proprietà che si sta trasferendo nell’edificio, la compagnia assicurativa Generali, che ha commissionato l’intervento allo studio Hadid per integrare al meglio la grande scritta col resto dell’architettura.

Come abbiamo visto e sentito, la nuova struttura realizzata sulla torre pare non sia piaciuta alla maggioranza dei cittadini che l’ha trovata un po’ in contrasto con lo stile dell’edificio.

Ora che le impalcature sono state tolte – ad eccezione della gru che verrà rimossa nei prossimi giorni – l’insegna è stata liberata e “godibile” senza intoppi, possiamo dire qualche nostra impressione.

Per l’occasione abbiamo scattato un bel po’ di immagini, sia da lontano che da vicino per farci un’idea migliore.

Tutto sommato pensavamo a qualcosa di molto peggio anche se, dobbiamo dirlo, l’insegna pare abbia snaturato l’eleganza della torre. Dobbiamo dire anche che da un certo punto di vista l’ha slanciata aggiungendo quei piani in più che le erano stati tolti dal progetto iniziale.

Ma ci sono alcune cose che vorremmo dire, semplici opinioni di gente comune:

Ci è parso strano che sin dall’inizio della progettazione dell’intera torre non sia stato considerato uno spazio apposito per l’insegna. Oramai è consuetudine per le grandi società che occupano queste torri avere il proprio logo a simboleggiare il possesso dello stabile, perciò chiunque poteva immaginare che prima o poi sarebbe comparsa la scritta (un po’ come è successo al Diamantone alle Varesine, con l’insegna prepotente del gruppo BNP).

Avendo costruito questa struttura in un secondo momento, le impalcature per reggere il nastro rosso in alluminio, molto evidenti dal basso, sono decisamente brutte da vedere. Crediamo che se questo “cappello” fosse stato pensato sin dall’inizio, la struttura per reggere l’insegna sarebbe stata pensata con una migliore soluzione, più di design e meno di “fortuna” come invece appare ora.

Era poi necessario il rosso? Vista così ci ricorda il cappello delle statue dell’isola di Pasqua. Fosse stato realizzato nello stesso colore del rivestimento delle facciate, forse sarebbe stato decisamente più elegante.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


21 thoughts on “Milano | Tre Torri – Cantieri CityLife: aggiornamento Storto, primi di settembre 2018

  1. claussibraun

    “Ci è parso strano che sin dall’inizio della progettazione dell’intera torre non sia stato considerato uno spazio apposito per l’insegna.”
    A me sembra che ormai sia diventata prassi dei gruppi immobiliari costruire e poi in un secondo momento trovare affittuari (gli ormai famosi ‘tenants’)
    Ipotizzo che in un primo momento si fosse pensato di spacchettare gli interni tra più società e quindi il problema logo non si è mai posto.
    Ma sono solo supposizioni mie

    1. enrico.liebermann@libero.it

      No, in questo caso direi che sbagli. La torre è di proprietà di Generali – proprietario quindi, non tenant, cioè affittuario – da sempre, perché Generali faceva parte della cordata che si è aggiudicata il concorso per la riqualificazione delle aree dell’ex Fiera.

  2. davide bassini

    Riguardo al colore non commento, in fondo è il colore del brand Generali e ci può stare.
    Quello che è veramente fastidioso, come dite voi, è non aver pensato ad una tamponatura nella parte inferiore per coprire la vista dei tubi della struttura, che in questa maniera appare molto disordinata dando una sensazione di posticcio e provvisorio.

    1. Anonimo

      Qualsiasi azienda degna di questo nome, anche la Bulloneria Brambilla di Cernusco sul Naviglio, ha anche una versione B/N e una in negativo di tutti i propri loghi… bastava usare quelle.

  3. Red

    L’insegna Mi sembra il tappino delle tempere.
    Il rendering di UF era decisamente meglio.
    Dopo la toppata di Norman Foster con i getti della fontana di Apple un altro mega studio di architetti non fa, a parer mio, un’opera degna della sua fama…

  4. Anonimo

    Mah che sia una provincialata italiana mi sembra una grande sciocchezza. Londra è piena di grattacieli con l’insegna, per esempio.

  5. Walter

    In effetti l’ insegna e’ brutta e non c’entra niente col resto, e’ un “tappo” rosso che toglie eleganza ad un palazzo altrimenti molto bello. Speriamo che se ne rendano conto e ci ripensino in futuro …

    1. Anonimo

      Di sicuro.

      E poi in Italia su tante cose abbiamo anticipato i trend di decenni (pensa solo alla politica…): magari fra 10 anni l’insegna gigante fuori di testa stile Piccadilly Circus anni 60 diventa un must!

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