"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Turismo: ma dove vogliamo andare senza manutenzione?

Basterebbero le foto che alleghiamo qui di seguito per far capire come a Milano si realizzino a volte delle interessanti innovazioni che con il tempo si perdono per via della inesistente manutenzione.

MANUTENZIONE: il complesso delle operazioni necessarie a conservare la conveniente funzionalità ed efficienza degli oggetti e delle cose.

MANUTENZIONE che non esiste a Milano, in qualsiasi campo, e come si vede spesso, troppo spesso, questo va a discapito dell’estetica della città.

In questo caso specifico parliamo dei totem informativi installati con grande entusiasmo nel 2014, 4 anni fa, pronti per Expo.

Su 150 totem sparsi in giro per la città, potremmo salvarne un terzo; gli altri sono tutti da rottamare, e non si parla di periferie estreme, ma anche di quelli collocati in centro.

Qui l’articolo dello scorso anno.

Ad esempio quello a lato della Galleria, in piazza del Duomo, ormai una cornice abbandonata.

Non lontano troviamo il totem sdraiato e transennato ormai da oltre un anno di via Dante.

In Corso Como, ce ne sono ben due, entrambi da mesi (uno da oltre un anno) rotti.

Ma anche davanti al palazzo Armani di via Manzoni, proprio di fronte a Via Monte Napoleone il totem è stato fatto letteralmente a pezzi e da settimane appare così:

Quello in Chinatown, all’angolo con via Paolo Sarpi, oramai funge da cestino dell’immondizia.

E potremmo andare avanti con la galleria di totem a pezzi, dove, se non sono in frantumi (ma perché realizzarli in vetro?), sono utilizzati come lavagne per scriverci sopra o appiccicarci qualsiasi tipo di adesivo, e in alcuni casi persino manifesti.

Ora, non si potrebbero sistemare? Piuttosto, per coprire i costi, potrebbero diventare per metà spazio pubblicitario, come ha fatto il Comune anni fa per le pensiline dei tram, che grazie a questo sistema, sono sempre o quasi sempre ben tenute.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


13 thoughts on “Milano | Turismo: ma dove vogliamo andare senza manutenzione?

  1. Ale

    Imbarazzante, solita cultura nazionale del facciamo e poi vediamo. Non riusciamo a pianificare manutenzioni continuative…
    Ad ogni modo non credo che questo impatti molto sul turismo visto i numeri in costante ascesa, piuttosto impatta su noi milanesi (quelli che notano queste cose) che dobbiamo sopportare questo disordine.
    Non credo che impatti molto sul turismo visto che città come Roma e Napoli sono in condizioni molto peggiori da decenni, eppure hanno per molto tempo avuto più turisti di Milano… la città deve essere in ordine prima per noi, e poi per i turisti.

  2. Anonimo

    la domanda cosmica è… PERCHE’???

    perché non si riescono a gestire delle attività che sarebbero semplicissime anche in Zimbabwe? Cos’è che lo impedisce? Burocrazia? Cattiva volontà? Il destino cinico e baro?

  3. _

    Perchè i paesi più civili che non rompono le cose progettano arredo urbano che non si rompa facilmente ( e su cui non ci si possa scrivere ed appiccicare adesivi)? Dobbiamo migliorare

  4. Fabrizio

    lo schifo è si fanno le cose e si investono risorse senza un minimo di prospettiva.. se si decide che devono esistere questi totem bisogna dargli un perché nel lungo periodo oltre Expo. E poi dedicargli tempo e risorse per mantenerli. Lamentarsi dell’inciviltà è inutile.. se il Comune se ne dimentica il degrado chiama degrado.. è scientificamente dimostrato.

  5. vaca del legnn

    Il cane che si morde la coda.. Ci sono i vandali per la non manutenzione o la mancata manutenzione creai i vandali?
    Tristezza. Sia vedere persone ignobili che si accaniscono con l’arredo urbano sia vedere il non intervento del Comune.
    ma ormai tutto si deve fare per bando.
    Bisognerebbe ritornare al vecchio manutentore di quartiere che interviene senza bando per i piccoli cantieri.

  6. tatino pensaben

    ma non giriamoci intorno, è un chiaro messaggio: il totem non è degno! è invasivo, antiestetico e quasi inutile. farebbero meglio togliere tutto e investire i 4 soldi su verde pubblico e manutenzione.

  7. Tony

    Mi sa che non capite molto di gestione della cosa pubblica, qui non si tratta di manutenzione, il tema è il vandalismo diffuso, il quale centra davvero poco con la manutenzione. Vedo che avete le idee molto confuse in materia.

    1. Anonimo

      Ueee’ Ha capito tutto il l nostro Tony della gestione della cosa pubblica , anche se forse non ha mai sentito parlare del teorema delle finestre rotte

    2. Anonimo

      @ Tony: se la burocrazia comunale facesse manutenzione, improvvisamente “scoprirebbe” che le cose che si mettono in strada son soggette a vandalismo e quindi van fatte in modo adeguato.

      Vogliam aprire il vaso di pandora partendo dai pali con vernice contro gli adesivi anti vandalismo?

  8. Federico

    Altrimenti, se le cose sono destinate a durare poco (nulla lo vieta), una volta esaurita la funzione vanno tolte. È l’altra faccia della mancata manutenzione: la mancata dismissione. Si tengono le cose “inutili” (lo sono, altrimenti vi sarebbe manutezione) fino a quando qualcuno si fa male o fino a totale autoconsunzione.
    Burocrazia? No, incompetenza.

  9. BT

    il problema è l’ordine pubblico che in Italia è una barzelletta.
    se fai schiamazzi per strada in svizzera arriva la polizia.
    qui arriva DOPO che c’è stata una rissa col morto perché la “movida”, i “ragazzi”, “allora volete il mortorio” etc. etc.
    è quella la FONTE del vandalismo: comincia con il dire che in strada e sui marciapiedi NON è VERO che si fa quel cazzo che ti pare.
    comincia col farlo rispettare e e VEDRAI che i costumi si adeguano.
    siete stati in corso garibaldi davanti al radestki? ma vi pare normale?
    o in piazza sempione? eddai
    io lo so, ci vivo e TUTTE LE SERE ci sono urla, calci alle macchine, cestini rovesciati, urla.
    bisogna dire stop a questo. si chiama ORDINE PUBBLICO e DECORO PUBBLICO a cui il 68ttismo italiano ha voluto abdicare in nome della “creatività” giovanile. lasciamo che si esprimano!
    ecco, si esprimono così.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.