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Milano | Duomo – La via “romana” in metropolitana, invisibile e dimenticata

Questo è il nostro secondo articolo (il primo mostrava porta Comacina) che mostra come poteva apparire Milano 1700 anni fa, in epoca imperiale romana.

Milano certo non abbonda di reperti archeologici come altre città italiane: nel corso dei suoi 2500 anni di storia ha pagato lo scotto di esser al centro di una vasta pianura e priva di una vera e propria cava nelle vicinanze.

Così la città si è “divorata” da sola, riciclando nel corso dei secoli, le vecchie case riutilizzandone i materiali.

I bei palazzi di epoca imperiale – che dovettero abbellire Mediolanum nel corso del tempo –  vennero smontati e fatti a pezzi per diventare materiale per le nuove abitazioni più moderne. Ecco perché oggi della Milano romana, paleocristiana e medioevale è rimasto ben poco.

Tra i reperti archeologici importanti c’è anche un bel tratto di strada romana venuto alla luce quando, sul finire degli anni Cinquanta del secolo ‘900, si scavò per costruire la metropolitana, la linea 1.

A dire il vero si tratta di un incrocio stradale rinvenuto esattamente sotto l’attuale via dei Mercanti: un lastricato in pietre che formava l’incrocio tra il Cardo e la strada che portava alla porta Argentea, Bergamo e alle Terme Erculee (l’odierno Largo Corsia dei Seri). A lato del lastricato si trovava anche una base per una struttura che aveva i lati di quasi 7 metri e un’altezza di circa 3,5.

Già nell’Ottocento venne rinvenuta una struttura simile in piazza Duomo, durante le demolizioni del Rebecchino (l’edificio posto a sud nela vecchia piazza del Duomo).

La vicinanza dei due basamenti e le affinità nelle loro dimensioni inducono a credere che essi avessero funzioni simili o fossero collegati. Posti com’erano all’incrocio di antiche strade che partivano dal centro urbano e sulla linea di confine di quella porzione di Milano che già alla fine del II secolo a.C. mostra un preciso orientamento e che in età augustea ospiterà il foro da una parte (piazza Santo Sepolcro) e la zona religiosa dall’altra (odierna piazza del Duomo).

I due basamenti avrebbero potuto sottolineare l’importanza di questa antica area all’interno di un tessuto urbano in espansione, una sorta di obelisco, cippo commemorativo o torre alta con nicchie e decorazioni.

Noi abbiamo provato a dare un idea di come potesse apparire questo misterioso manufatto posto all’incrocio tra il Cardo Massimo e la via per Porta Argentea (San Babila).

Oggi i resti del lastricato e della torre si trovano in un angolo del mezzanino della M1 Duomo.

L’importanza del reperto non è certo quella di un colonnato o di un pavimento musivo, ma in una città così povera di reperti archeologici visibili è un peccato vedere quel che rimane in questo stato di abbandono: relegato nell’angolo più isolato del mezzanino della stazione, protetto e nascosto da muri e da vetrate, la gente lo ignora completamente. Sarebbe fantastico se lo si potesse spostare al centro, ad esempio, del mezzanino lato via Mercanti, in bella mostra così che lo vedano tutti gli utenti della metropolitana. Per giunta, giusto per ribadirne l’abbandono, abbiamo visto che vi erano anche dei bicchierini di carta lanciati, con ogni probabilità, dai soliti maleducati. Insomma, anche qui, un po’ di rispetto per la storia di Milano non sarebbe male.

 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


One thought on “Milano | Duomo – La via “romana” in metropolitana, invisibile e dimenticata

  1. Wf

    Vabbe e vecchio complesso di inferiorità nei confronti di Roma che Milano si porta dietro dalla notte dei tempi e che se vuole diventare citta capite internazionale dovrebbe imparare a lasciarsi alle spalle.

    Anche a istambul nascondono le vecchie chiese romane perché un temponera capitale dellimpero col nome di Costantinopoli…

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