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Milano | Cordusio – Le gallerie di Milano: Meravigli, la desolazione

A Parigi le gallerie sono una vera istituzione, molto belle e pittoresche. In Italia la prima galleria, la storica Galleria De Cristoforis, fu costruita nel 1832 proprio qui a Milano e poi demolita nel 1931 per far posto ai nuovi palazzi di piazza San Babila.

Una grande perdita secondo noi.

Nella nostra città esistono parecchie gallerie, sparse un po’ ovunque e sorte a partire dalla fine dell’Ottocento sino ai nostri giorni.

A parte la Galleria Vittorio Emanuele II, famosa in tutto il mondo, le altre giacciono purtroppo in uno stato quasi di totale abbandono.

Potremmo partire per il nostro viaggio alla scoperta delle gallerie da una delle più belle ma anche una delle più desolanti, la Galleria Meravigli.

La galleria unisce via Meravigli con la via Gaetano Negri a due passi dal Cordusio e piazza Affari. Venne costruita su progetto dell’ingegner Luigi Repossi, dalla società “La Milano Centrale” fra il 1928 e il 1930 nell’ambito del trasferimento della Borsa Valori a Palazzo Mezzanotte in piazza Affari avvenuto nel 1932.

La galleria si sviluppa lungo un solo braccio di circa 60 metri costituito da un salone centrale largo 10 metri a cui si accede da due vestiboli uguali ornati da quattro colonne sormontate da capitelli di ordine ionico.

L’ampio salone è coperto da una grande volta in vetro smerigliato e ferro battuto che ne percorre l’intera lunghezza e che raggiunge, al colmo, l’altezza di 9 metri.

Il pavimento conserva fregi a mosaico con decorazioni floreali tipiche del Liberty milanese realizzati dalla ditta Fantini Mosaici. Il disegno architettonico scelto era decisamente datato per l’epoca, infatti a Milano si costruivano già edifici novecentisti, come il vicino palazzo Mezzanotte, sede della Borsa. Risente ancora il gusto liberty ancora in voga nelle architetture parigine o londinesi.

La proprietaria dell’immobile è la Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri liberi professionisti.

L’aspetto attuale della galleria è, a dire il vero, piuttosto triste perché al suo interno, fatta eccezione per un bar-ristorante, non c’è traccia di alcuna attività commerciale. Ogni tanto lo spazio viene utilizzato per eventi sporadici, privati o pubblici, anche se per il resto dell’anno è decisamente desolante.

Un peccato che evidenzia lo stato attuale di scarsa attrattiva che c’è in via Meravigli, specie nei weekend, quando gli uffici sono chiusi e il flusso di turisti di via Dante non devia da queste parti. Peccato.

Immaginiamo come sarebbe se fosse piena di negozietti particolari, librerie, caffè, posticini per collezionisti. Succederà mai?

Di seguito vi mostriamo una carrellata di foto che mostrano alcune gallerie e passage che troviamo nelle altre città del Mondo, dove la “vita” non pare fermarsi sull’uscio, anzi… (unica eccezione forse, è per la galleria di Torino, Umberto I, che a dire il vero, attualmente, è un po’ derelitta)




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


13 thoughts on “Milano | Cordusio – Le gallerie di Milano: Meravigli, la desolazione

  1. ...

    Il problema vero è lo stato in cui versa via Meravigli. La via è praticamente abbandonata a se stessa. Andrebbe resa ( come da progetto del PUMS ) a traffico pedonale privilegiato. I marciapiedi vanno allargati poiché nessuno vuole avviarsi a piedi in una via dove rischia di essere investito da motorini, auto o tram. Con il rinnovo commerciale di Cordusio basterebbe veramente poco per rendere Meravigli una via piacevole dove parte del traffico pedonale di via Dante si incamminerebbe volentieri senza dimenticare che sempre in quella via i turisti potrebbero raggiungere una delle chiese a più alta attrazione e cioè San Maurizio. Insomma tutta la zona Meravilgli, 5 Vie, Sant’Ambrogio andrebbe resa più accessibile si pedoni. Si tratta di zone bellissime e ad altissimo potenziale turistico. Solo governanti con le fette di salame sugli occhi non riescono a vedere questo potenziale turistico e culturale ( la zona è piena di monumenti come appunto S.Maurizo, Santambrogio, Santa Maria delle Grazie etc ..) che in qualsiasi altra città del mondo sarebbe già stata valorizzata da anni.

    1. Anonimo

      Finchè ci passa il tram via Meravigli è senza speranza a mio parere perchè è troppo stretta.
      E’ forse l’unica via di Milano senza una sola auto in sosta ai lati eppure brutta, triste, pericolosa e da evitare a tutti i costi.

  2. Anonimo

    Non è l’unica galleria di Milano che se la passa male.
    La Galleria di Via Manzoni non è mai decollata (e adesso in attesa di lavori è in condizioni devastanti), le varie gallerie Passarella, DeCristoforis non son messe meglio. La Galleria San Babila ha giusto un bar ma non è certo niente di meraviglioso.
    Di quel che si trova verso Buenos Aires o in Corso Vercelli…lasciamo stare.

    Che le gallerie non siano adatte a Milano?

    1. Wf

      Il probkema delle gallerie di Milano è che non sono vie di “passaggio” da un luogo ad un altro.

      Sono posizionate come cul de sac.
      E quindi non cè traffico di passaggio.

      Ergo o
      1. Si crea una sorta di mercato coperto con un numero di vetrine interessanti che fanno massa critica, tipo micro mercato appunto

      Oppure.

      2. Bisogna lavorare sulle strade prima e dopo la galleria.
      Per fare in modo che i pedoni la utilizzino come scorciatoia o via di passaggio preferenziale.

      La galleria ve è una galleria di collegamento tra luoghi interessanti e quindi affollata. Tutte le altre gallerie sono gallerie laterali e corso europa fa schifo quindi connettono lughi in cui la gente vuoke scappare…

      Galleria meravigli cosa collega? Oltre via meravigli?

      1. Anonimo

        Secondo me la storia del cul de sac non regge. La Galleria del Corso collega Corso Vittorio Emanuele con Piazza Beccaria su cui abbiamo appena speso un sacco di soldi per rifarla, eppure è una desolazione totale.
        La galleria che connette Corso Vittorio Emanuele con Corso Matteotti (dove c’è il Teatro Nuovo, il nome manco lo ricordo) è evitata come la peste da chiunque.

        Parte del problema saran le luci, ma anche la frequentazione media specie serale e i problemi olfattivi fanno la loro parte. Oltre al fatto che ormai viviamo in una zona climatica dolcissima e a parte 3 mesi d’inverno, si sta meglio all’aperto.

  3. Precotto doc

    dispiace , i giovani italiani artigiani hanno bisogno di questi spazi e visibilità , purtroppo si rincorre la multinazionale di grido tralasciando il Made in Italy

  4. Precotto doc

    Prendete la galleria delle piastrelle dei telegatti, molte vengono coperte dai cartoni e sacchi a pelo dei barboni , se non le tende , un gazebo di un bar ne copre addirittura qualcuna , dove vogliamo andare

  5. Wf

    Un progetto da regalare alla città per galleria meravigli cè l’avrei anche…
    Farei la stessa cosa che hanno fatto a Trieste in una galleria cittadina su piazza unità.

    Hanno messo delle grandi porte di cristallo trasparenti a chiudere il passaggio e hanno messo il riscaldamento interno. Si è creata unoasi estiva e hanno aperto locali e caffè per aperitivo, spritz e cena. Locali e ristorantini, etc.

    Ma la luce…
    Ma possibile che tutte le gallerie di Milano fanno paura perché manca la luce?
    Faretti con luce calda per le notti invernali che illuminano i soffitti, le volte, gli elementi Deco in ferro battuto, i fregi, i mosaici, etc?

    Certo che le donne la evitano!
    Hanno paura a infilarsi in una galleria buia.
    Ma ci vuole mo,toma capirlomche come prima cosa bisognamettere una illuminazione calda che sia in linea con lo spirito lumiere del liberty ?

    Milano citta del design che non sa cosa sia la luce…
    Stranezze meneghine
    Movess!

  6. Angelo-MI

    Questa desertificazione delle gallerie è dovuta anche al numero di centri commerciali e outlet cresciuti moltissimo negli ultimi anni intorno a Milano, che riducono il flusso di clienti verso il centro città, tradizionalmente luogo di shopping, adesso limitato ai soli Galleria e Corso Vittorio Emanuele e dedicato prevalentemente ai turisti.

    1. wf

      Sono due tipologie di clienti completamente differenti.

      Giusto come noti tu incittà ci sono turisti e clienti di “svago” ma se il centro si riduce a boutique e profumerie… non è certo colpa dei centri comerciali.

      Nei centro commerciali almeno trovi diversificazione.
      A milano duomo praticamente c’è solo un tipo di negozio.
      profumi e mutande.

      1. tatino pensabene

        Detto cosi’ sembra un quartierino allegro su misura per troie maschi e femmine….peccato che non sia cosi’ in un certo senso.

  7. Anonimo

    Per questa galleria servono 2 cose:
    1. le via da cui si accede devono essere vie attrative per i perdoni. Ora non è la galleria ad essere triste ma tutto il contesto. Dignistoso, ma senza persone che lo vivono
    2 Luminosità! Ora è cupa.

    Fatto questo, le attività commerciali fiorirebbero rapidamente

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