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Milano | Porta nuova – Facciamo le “pulci” alla Biblioteca degli Alberi: piazza San Gioachimo

Come abbiamo visto, sabato 27 ottobre, sotto una pioggerella autunnale, è stata inaugurata e aperta al pubblico la Biblioteca degli Alberi, progettata dallo studio Inside Outside|Petra Blaisse di Amsterdam e finanziato da Coima.

Premettiamo che il progetto e la realizzazione ci sono piaciuti, ma come al solito vogliamo fare un po’ di “pulci” e osservare alcune cose che potrebbero o dovrebbero essere aggiustate.

Iniziamo il nostro resoconto partendo da Piazza San Gioachimo (piazza sconosciuta perché confusa in un contesto urbano veramente aperto e indefinito. La piazza fronteggia la graziosa chiesa neo-rinascimentale di San Gioachimo (il nonno materno di Gesù, in quanto marito di Sant’Anna e quindi padre di Maria) e di frappone tra il viale della Liberazione e la Torre Diamantone.

Perché il palo che regge i cavi dell’alimentazione aerea dei tram è rimasto davanti alla facciata della chiesa?

 

Le “pulci” riguardano a volte delle piccole cose che però possono fare la differenza. Come l’aver lasciato davanti alla chiesa, il palo che regge i cavi dell’alimentazione aerea dei tram: non sarebbe stato meglio farlo spostare a lato? Qui, l’intervento dovrebbe esser fatto da ATM.

L’intervento del parco è stato limitato alle competenze attribuite al piano di intervento, che hanno escluso il resto della piazza.

Quindi l’intervento da parte di Coima è rimasto circoscritto solo alla vecchia aiuola, non intervenendo sul resto della piazza.

Così abbiamo ancora un brutto marciapiede in asfalto davanti al tempio, un sagrato rimasto al livello stradale, per fortuna in masselli di pietra che secondo potevano essere stesi nuovamente, rialzandoli e portandoli sino agli scalini della chiesa.

La cosa peggiore è rimasta a lato della chiesa, in via Fabio Filzi, dove fino al 2014 vie erano tre piante di bagolare ridotte a due nel 2016 e dove oggi ne sopravvive solo una. Perché non sono state ripiantate?

In questo punto il marciapiede e i masselli sono disconnessi dalle radici della pianta, le automobili sono parcheggiate senza un ordine e l’aspetto è tremendamente sciatto. Questo, come sappiamo, è compito del Comune di Milano ma per il momento non pare sia contemplato alcun intervento, quindi ce lo terremo così.

Per quanto riguarda la realizzazione di competenza di Coima, tutto sommato ci sembra ben eseguita.

Un’aiuola circolare solcata da due percorsi pedonali irregolari. 9 alberi di magnolia filiflora disposti a cerchio, formano la “mini foresta”davanti alla chiesa. Cubetti in pietra rosa invece ricoprono i marciapiedi, mentre i vialetti pedonali sono stati realizzati in cemento. 4 coppie di panchine, immerse nell’area a prato, consentiranno la sosta. Chissà se la trovata di lasciare le panchine nel verde sarà efficace o se, come sospettiamo, dove la gente appoggerà i piedi a terra strapperà i cespuglietti d’erba sino a portare il pezzettino dinanzi sterrato. Boh, staremo a vedere.

Per il resto la nuova piazza Gioachimo ci piace, sicuramente più vivibile di prima e più ordinata, sarebbe stata più completa se avessero almeno sistemato, come dicevamo, anche nel tratto davanti al tempio.

Seguiranno gli altri articoli sempre inerenti la Biblioteca degli Alberi e il contesto circostante.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


8 thoughts on “Milano | Porta nuova – Facciamo le “pulci” alla Biblioteca degli Alberi: piazza San Gioachimo

  1. Padanino

    Neanche una manciata di euro questa giunta ga trivato x sistemare attirno la chiesae , per lo meno avevano un minino di diritto a tagluare il nastro…..
    VERGOGNA !!!!!

    1. Anonimo

      Buonasera,
      quanta infelicità nel suo messaggio. I refusi in cui inciampa chiaramente non sono voluti, e il messaggio è ciò nonostante comprensibile.
      Grazie al suo apporto al forum, comunque prezioso.
      Cari saluti

  2. Anonimo

    Una volta a Milano imperava Ligresti. Adesso ci sono operatori privati più civilizzati.

    L’unica costante è l’incapacità del Comune di tenere i suoi di spazi pubblici in modo decoroso. Quando si mette mano a questo?

  3. Renato S.

    Scelta suicida quella delle panchine sul prato. Non è questione di civiltà della gente: non siamo a Londra (climaticamente) ma a Milano. E i prati vanno in malora già da soli, figuriamoci se ci si cammina sopra…

  4. Anonimo

    le piante non sono state ripiantate perché probabilmente configgevano con le geometrie ossessivamente rigide del progetto del parco.

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