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Napoli | Trasporti: la stazione Duomo, ecco come sarà

Rilasciati dallo studio dell’architetto Massimiliano Fuksas, i render definitivi della stazione Duomo, linea1 della metropolitana di Napoli.  La sua apertura al pubblico è prevista nella prossima privamera. Cominciano gli allestimenti, e finalmente vediamo come saranno alcuni ambienti interni della stazione. Progettato anche in modo definitivo lo spazio esterno.

La stazione, ricordiamo, aprirà in parte. La zona archeologica della stazione è ancora in fase di scavo. Una volta completato lo scavo e il successivo montaggio del Tempio di età Augustea ritrovato, sarà possibile ammirarlo sia in stazione, sia dalla piazza attraverso la “bolla” di vetro e acciaio, voluta dall’architetto appunto per ammirare il tempio dalla piazza, oltre che a proteggerlo.

 

sistemazione esterna della piazza. La “bolla” permetterà di ammirare il tempio presente in stazione.

 

Rivestimento delle banchine in acciaio corten

allestimento della banchina.

 

Da wikipedia la cronologia dei ritrovamenti archeologici di questa stazione.

Durante gli scavi della stazione di Duomo, sita in piazza Nicola Amore, sono emersi numerosi reperti archeologici che, per numero, sono secondi solo a quelli ritrovati nei cantieri della poco distante stazione di Municipio.

I primi ritrovamenti, avvenuti alla fine del 2003, sono costituiti dai resti di un imponente edificio pubblico, edificato in età augustea in occasione dei giochi Isolimpici, e da una fontana marmorea del XII secolo, con graffiti raffiguranti barche dirette verso un castello.

Il 15 gennaio 2004 nei cantieri dello scalo è emerso un tratto di pavimento che i tecnici ritengono sia quello dell’ingresso dell’antico Gymnasium (un tempio utilizzato dai giovani sia come palestra sia come luogo dove ascoltare filosofi e poeti).

Successivamente vengono invece portati alla luce lo scheletro di un bambino, che ha fatto supporre agli archeologi la presenza di un’eventuale necropoli, ed una testa che ritrae un esponente di spicco della gens Giulio-Claudia, probabilmente Nerone Cesare, figlio del condottiere romano Gaio Giulio Cesare Claudiano Germanico.

Epigrafe marmorea con i nomi di coloro che vinsero le Isolimpiadi.

Durante il marzo del 2004 emergono numerosi altri elementi architettonici facenti parte del Gymnasium: colonne, frammenti del frontone, parti del pavimento a mosaico, la struttura muraria di una scalinata (dalla quale sono stati tolti i giardini) e parte delle balaustre in marmo laterali.

Nei mesi successivi vengono portate alla luce altre parti del tempio: colonne di marmo, decorazioni del VI secolo d.C e svariati capitelli.

Nel luglio 2004 viene individuato un podio di un edificio religioso in opera laterizia completamente circondato da un corridoio, pavimentato a mosaico a grandi tessere variopinte, delimitato da una bassa balaustra ricoperta di marmi pregiati; la pavimentazione pare essere stata restaurata inoltre in età augustea.

Nel frattempo vengono reperiti ulteriori elementi dell’antico Gymnasium: una serie di lastre marmoree, che portano impressi, in greco, i nomi dei vincitori delle Isolimpiadi, divise per categorie (uomini, donne, fanciulle, ragazzi) e discipline (pancrazio, lotta, pugilato, corsa armata).

Così commentò riferendosi al Gymnasium il soprintendente Stefano De Caro:

«Il portico era usato come luogo d’incontro ma anche, e soprattutto, come punto d’osservazione delle gare. Visto che il muro chiude la struttura sul lato mare e che le colonne si affacciano sul versante opposto, è ipotizzabile che più in fondo, tra il portico e il tempio, corresse una pista rettilinea per l’atletica. Una pista che corrisponderebbe in tutto o in parte all’attuale corso Umberto.»

In seguito vennero rinvenuti i resti di un edificio del V secolo a.C. che ha fatto parte di un santuario e ulteriori parti di colonne




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