"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Sondaggio: cosa vorreste venisse ricostruito?

La bagarre che si sta sollevando sulla ricostruzione dei vecchi navigli e la cerchia storica. Chi pro e chi contro, chi ha una visione romantica e turistica della cosa e chi invece ci vede solo spreco di soldi, posti auto persi e viabilità incasinata. Insomma, come al solito, tante teste e tanti pensieri.

Ma Milano in tutti questi secoli, quante mirabolanti cose ha perso, distrutto e cancellato? Soprattutto da quando si è ritrovata nel ruolo di metropoli di oltre 3milioni di abitanti (calcolando l’area metropolitana), quando era ancora una grande cittadina di solo mezzo milione di abitanti, alla svolta del XX Secolo. Così all’epoca si pensò bene di cancellare la Cerchia dei Navigli, oramai inutile, per far passare le automobili, sempre più esigenti.

Stessa cosa per il bellissimo e affascinate quartiere del Bottonuto, a sud del Duomo, luogo di bordelli e botteghe maleodoranti, non certo degne della nuova città moderna. Così le ruspe a partire dagli anni Trenta pensarono bene di spianare e cancellare secoli di storia.

Il bellissimo Verziere, una lunga via-piazza alberata dove si svolgeva il settimanale mercato di verdure tra case popolari dal sapore bohemien, il tutto sorvegliato da un’alta colonna del Redentore, la quale subì lo stesso trattamento. Mercato rimosso e trasferito, la necessità di creare un’arteria automobilistica ben più rapida, e vie più larghe, ecco fato, un po’ di ruspe e il Verziere si ritrovò unito a via Larga e successivamente a Corso di Porta Vittoria, diventando di fatto una mini “autostrada”, lasciando la colonna seicentesca al centro della via come un orrendo spartitraffico (al momento rimossa per i cantieri di M4).

Ci si misero anche le dirompenti bombe della Seconda Guerra Mondiale, che a Milano fecero grandi danni, che naturalmente i buoni milanesi speculatori e visionari colsero al balzo per rifare la città. Così spiana di qui e costruisci di là, ecco spariti completamente i vecchi quartieri e le vecchie case. In tutto ciò i milanesi si scordarono del preziosissimo scrigno che era Palazzo Reale, un capolavoro neoclassico ricco di fasti e storia che rimase per più di un anno scoperchiato, perdendo parte del suo splendore. Tra queste meraviglie perdute si trovava il bellissimo Salone delle Cariatidi, in parte recuperabile ancora dopo i bombardamenti, ma che la negligenza delle autorità, che non considerarono l’importanza di salvare le sculture e gli stucchi, hanno compromesso per sempre.

Ecco in breve alcune cose perdute per sempre o quasi di Milano d’un tempo. Ci è venuto in mente come, ad esempio in Germania sia stato ricostruito il vecchio centro storico di Francoforte, oppure, sempre in Germania, il centro di Dresda, raso al suolo dalle bombe del Secondo Conflitto Mondiale, ancora il Castello di Berlino. Anche il Centro storico di Varsavia in pratica venne completamente ricostruito dopo la guerra. Oppure la ricostruzione filologica del Globe, il teatro storico di Shakespeare a Londra, o anche il Temple Bar in Paternoster square, sempre nella capitale britannica. Insomma, giusto per citare alcuni manufatti che in alcuni paesi del mondo sono stati ricostruiti.

Da noi non si è mai pensato alla ricostruzione filologica di qualcosa, ma per gioco volevamo provare a fare un sondaggio e vedere quale tra alcuni luoghi storici vorreste venisse ricostruito, a voi la scelta.

Scriveteci nei commenti quale opera desiderate possa essere ricostruita:




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


55 thoughts on “Milano | Sondaggio: cosa vorreste venisse ricostruito?

  1. Anonimo

    La Sala delle Cariatidi è teoricamente ricostruibile com’era.
    Il resto no, in particolare Verziere e Bottonuto.

    Quindi preferisco tenermi le stratificazioni storiche che bene o male si son create e GUARDARE AVANTI.

    Rendiamo bella Via Larga e via Albricci.
    Mettiamo a posto in modo decente Piazza Santo Stefano e Piazza Sant’Alessandro (la cui facciata è imbrattata da graffiti da settimane ormai)
    Trasformiamo in un luogo degno Largo Augusto.
    Riprogettiamo Via Mazzini e Piazza Cordusio.
    Riportiamo piazza Mercanti alla poesia di un tempo
    Lavoriamo su piazza Duomo che tra taxi, sculture di ex Re trasformato in allevamento piccioni e arredo urbano vintage fa un po’ pietà.
    Valorizziamo e diamo un senso a Piazza Diaz.

    Ce n’è da fare senza farsi prendere da nostalgie per un passato che non c’è più….

    1. MARISTELLA COLOMBO

      Concordo.
      Il passato ormai è alle spalle. La città ora è moderna e vitale ed è semplicemente folle pensare di ricostruire i vecchi navigli, investendoci esorbitanti risorse economiche per complicarci la vita. Coraggio, si può fare di meglio, le urgenze sono talmente tante, che basta pensarci un attimo.
      Mari

  2. Anonimo

    Se invece è un “gioco” come dite nell’articolo (scusate non l’avevo letto bene… e poi c’era la riapertura della cerchia dei Navigli che tanto gioco non sembra) essere allora voto per riportare Piazza Duomo a com’era prima della spianata tardo ottocentesca. Con case e vita davanti, come a Vienna davanti a Santo Stefano

  3. Precotto doc

    Certo se non arrivava il Barbarossa adesso saremmo pieni di torri , dispiace che molte cose siano state distrutte, d altra parte abbiamo costruito una città che ha trascinato L Italia e L Europa negl ultimi 150 anni , dando lavoro a migliaia di persone , se guardo le altre città italiane , sono molto più caratteristiche, ma ferme nel tempo

  4. Giovanni

    Concordo pienamente con il primo commento, dobbiamo guardare avanti accettando che il tempo passa. Non fossilizziamoci sul passato come stanno facendo in molte altre cittá italiane dove ancora crediamo di essere padroni del mondo grazie all’impero romano.

    saluti
    giovanni

  5. Anonimo

    Sono d’accordo con il GUARDARE AVANTI. La riapertura dei Navigli, a mio parere, è un guardare avanti sfruttando un contesto del passato. Se quest’opera venisse compiuta, sarebbe una novità che conterrà la viabilità privata e reindirizzerà quella pubblica di quei tratti di Milano, dando carattere e peculiarità alla città. Non sarà una Milano del passato, sarà un’ulteriore specifica di un futuro dinamico e moderno.
    Terminati i disagi di qualche anno, a breve diverrebbe normale, forse scontato avere bellissimi canali a vista, con una viabilità da essi condizionata; non negativamente o positivamente, bensì semplicemente condizionata. Così come nessuno oggi si infastidisce più, suppongo, per i recenti disagi dei cantieri M5; non ci si pensa più: ora è semplicemente assodato aver la M5 a disposizione.
    Un giorno, a proposito della cerchia dei Navigli, ci si limiterebbe a ricordare il periodo di qualche decennio (non pochi, effettivamente) in cui la cerchia era stata coperta; un trafiletto in un libro di storia di Milano…

    1. Anonimo

      …trafiletto che leggeranno i nostri bis-nipoti mentre ancora pagheranno le rate del mutuo acceso per soddisfare il nostro senescente sfizio di riavere il passato che fu, illudendoci che fosse il futuro.

        1. Anonimo

          il comune per finanziare le opere pubbliche apre mutui o emette bond o tutti e due ma poi li deve ripagare.
          Pisapia era scettico su M4 proprio perché i debiti avrebbero pesato come macigni sugli anni a seguire.
          Adesso i soldi sembra che crescano sugli alberi ma i nodi rischiano di venire al pettine, anche se non se ne parla più.

    2. MARISTELLA COLOMBO

      Gentile Anonimo, ti informo che i navigli … non ci sono più!!! Il contesto ormai è del tutto diverso.
      50 anni fa, col contributo sonante dei residenti, sono stati interrati e le acque incanalate in altre diverse condutture. ora si dovrebbero ricostruire daccapo, con anni di disagi per complicare la viabilità (ridotta drasticamente) quanto il passaggio dei mezzi pubblici (idem), perchè?
      Nessuno di chi è veramente interessato ne sente la necessità.
      Certo, al peggio poi si finisce con l’abituarsi…

  6. Nello

    La sala delle Cariatide e tutto quanto può riguadare l’architettura e le bellezze del passato.
    NO alla riapertura dei Navigli che, per questioni tecniche oggettive, non sarà mai navigabile (6 metri di larghezza e 40 centrimenti di pescaggio) se non per una “gondola” e che sono stati chiusi per, mai dimenticati da chi li ha vissuti, motivi igienici.

  7. Anonimo

    No Navigli in Melchiorre Gioia. Se proprio volete riapriteli pure in centro che ormai e’ diventato uno shopping center per turisti, sai quanti selfie si farebbero tutti contenti?

  8. Anonimo

    Recuperare i percorsi del Cardo (dal Carrobbio a Piazza Scala) e del Decumano (Da Corso Magenta a Corso di Porta Romana), chiudendoli al traffico e trasformandoli in vie verdi che si incrociano nel Foro (Piazza San Sepolcro)

  9. Danilo

    Se deve essere utopia allora mi piacerebbe avere la prima versione della Rinascente, in un bellissimo stile liberty come i magazzini “Le Samaritaine” di Parigi. Mi piacerebbe inoltre che la città riavesse i padiglioni costruiti a inizio ‘900 per l’Expo.

  10. Adriano

    Sala delle cariatidi, e mettere alberi in tutte le vie di Milano, come era prima che l’uomo creasse Milano….ehehe…cmq sugli alberi sono serio.

  11. Renato S.

    Verziere, occasione unica per dare un’anima all’atroce spazio frutto della Racchetta postbellica, ovvero l’asse tra Missori e largo Augusto, uno tra i più tristi settori di Milano, luogo di ingorghi di tram e bus, dove i negozi stentano a sopravvivere.
    Tanto negativo da avere trascinato nella depressione del suo non-vivere il Teatro Lirico e la Torre Velasca.

    1. _

      Perlomeno i tram hanno un posto dove passare…se non ci fossero stati i bombardamenti alleati erano ancora tutti a sferragliare in piazza Duomo…come accade in via Mazzini e piazza Cordusio, nel settore risparmiato dai bombardamenti e dove la racchetta non è stata conclusa.

      Non voglio difendere lo scempio che è quel pezzo di città, ma alcuni vantaggi pratici li ha portati. Adesso si tratta di mettere ordine e portare un minimo di bello, che a fare anche solo il minimo sindacale cambia tutto come d’incanto.

  12. gio i man dal nichel

    Riapertura navigli.. cariatidi e le tante cascine di Milano ora diroccate. La vera memoria storica della città sono le cascine.
    Per il resto è solo un gioco.. impossibile ricostruire.
    L’articolo chiama finalmente col suo nome quello che è avvenuto nel dopoguerra: SPECULAZIONE.

  13. Michele Cremonesi

    Il Verziere, rimpiangendo quello stupenda prospettiva.

    Rispetto alle foto dell’articolo, si può sapere qual era il palazzo sullo sfondo, alle spalle della colonna del redentore? (e anche il campanile a cono dietro al palazzo, se appartenesse a chiesa ancora esistente).

    Altroché Figini & Pollini!!

  14. Mari

    Sistemare quello che già c’è e migliorare le periferie, creando delle piazze che non siano esclusivamente parcheggi, ma luoghi di incontro per le persone. Le cose proposte mi sembrano impraticabili.

  15. Giovanni

    Proporrei riapertura dei Navigli (promossa a nuova mobilitá urbana via acqua), Verzieri, Cariatidi, Bottonuto (anche senza botteghe maleodoranti, a quello ci penseranno i Navigli), Cardo e Decumano, strade romane in lastre di basalto o calcare (cosí non ci lamenteremo piú delle buche scavate dalla pioggia), ritorno alla biga dal 2030 come alternativa alle auto elettriche e pedonalizzazione totale di Area B e C.
    Welcome to the future! Middle Ages is the new chic!

    1. Anonimo

      La biga elettrica c’è già…E’ quel robo con due ruote su cui stai in bilico con cui terrorizzi le vecchiette e le mamme sul marciapiede.

  16. angelo quaranta

    La Fontana di piazza De Angeli, smontata a causa dei lavori di scavo della MM e mai ricostruita, forse giace nei depositi comunali, come avvenne per la Torat de Spus di piazza Castello !

  17. Frengo

    Vorrei che si pensasse seriamente e una volta per tutte alla ricostruzione del Medhelan, da adibire a pista ciclabile ecosostenibile ed inclusiva.

  18. vittorio tauber

    Dieci idee.

    1) Palazzo Reale: Sala Cariatidi, interni, scuderie.

    2) Ghirlanda del Castello Sforzesco.

    3) Padiglione PaganoTriennale 1936.

    4) Bagni Diana.

    5) Martesana da Coima a San Marco, tratto Redefossi fino a piazza Repubblica, Cerchia dei Navigli,Conca del Naviglio (con emergenze, Loreto-Fatebenefratelli, Veccchio Politecnico, Palazzo Pertusati, Palazzo Visconti Modrone, Palazzo Albergo Trivulzio).

    6) Sistema Verziere – Piazza Fontana – V.Becccaria, P.zaSanto Stefano.

    7) Vecchia chiesa di Calvairate.

    8) Piazza San Fedele (vecchi prospetti albergo Venezia, Teatro Manzoni, Gesuiti).

    9) Interni teatro Canobbiana (Lirico).

    10) Completamento chiostri di: Sant’Eustorgio, Incoronata, Santa Maria Bianca della Misericordia, Santa Maria della Vittoria, Santa Maria delle Grazie (con Biblioteca dei Domenicani), Monastero Maggiore (Chiostro Maggiore e chiostro diviso da Via Luini).

  19. tatino pensabene

    Il colosseo di Milano, dov’era e com’era! Il Foro e la strada con doppio porticato che arrivava all’odierna Porta Romana. Tutta la Milano imperiale per capirsi.

  20. Anonimo

    Ricostruiamo i bastioni! Abbattuti a partire dalla fine dell’800 e nei decenni seguenti, quasi in contemporanea con la chiusura dei Navigli. (In Papiniano li hanno finiti di abbattere negli anni 30)

    Che poi i Navigli ponevano oggettivi problemi igienici ai tempi, i Bastioni fu invece vera speculazione.

    E ricostruiamo la cintura ferroviaria ad ovest. Così si ripensa una città meno a misura di auto, non con i 5 pezzi di naviglio sparpagliati lungo il vecchio percorso, che a volerlo fare si rende semi pedonale, verde e ciclabile anche domattina senza spendere milioni in scavi e amenità varie.

    1. Wf

      Sarebbe un sogno ricostruire le passeggiate alberate 800esche sui bastioni milanesi…

      Questa é proprio una bella proposta.

      Tornerebbe un po di romanticismo 800esco per la citta e un po di suggestione visiva.

  21. Alessandra

    Riempire di verde Milano, a partire dalle ex Caserme!
    Riaprire i navigli significa solo fare buchi vuoti, perché, con il cambiamento climatico, l’acqua non ci sarà! Purtroppo quando servirebbe i fiumi che alimentano i navigli sono vuoti!. Adda e Ticino senz’acqua! e quindi nei buchi dei navigli solo erbacce e… zanzare tigre e topi. come ha già detto qualcuno, sono stati chiusi per motivi igienici.
    Tenere in ordine invece i Navigli che già ci sono e richiedono cure continue!
    Meglio pensare a più verde, ma se poi mettiamo piante in giro per Milano, i cittadini le cureranno?

  22. Andrea Rui

    Comunque la si pensi la cerchia interna non può rimanere una tangenziale interna alla città. I canali d’acqua sono una cosa attualissima e sono previsti in moltissimi nuovi progetti urbanistici. Ricostruire i navigli ma anche la Sala delle Cariatidi.

  23. Bruno

    Ci vorrebbe un mercato diurno permanente, come il Viktualenmarkt a Monaco (e come doveva essere il Verziere al tempo).
    Non deve essere necessariamente nella stessa posizione in cui era il mercato del Verziere, ormai modificata dagli sviluppi urbanistici.

  24. Franco Milanese

    La Sala della cariatidi potrebbe e dovrebbe essere ricostruita. A Varsavia del Palazzo Reale dopo la guerra non restava pietra su pietra: ed è stato meticolosamente ricostruito con grande precisione e grande amore per volontà di tutti i polacchi. Il risultato è impeccabile. Al Palazzo Reale di Milano si trovava anche (non credo al salone delle cariatidi) il bellissimo no ciclo di affreschi monocromi di Appiani sui fasti napoleonici: anche questo potrebbe essere ricostruito virtualmente (ci sono le incisioni di tutti gli affreschi).

    1. Anonimo

      I Polacchi sono stati invasi, massacrati ed hanno avuto la città distrutta da Germania ed Unione Sovietica che senza motivo li hanno invasi ed occupati.
      Noi in guerra ci siamo andati volontariamente con le folle osannanti in piazza.

      Personalmente se la Sala delle Cariatidi resta com’è a memoria e monito futuro, lo trovo educativo. Non si sa mai…

  25. Giovanni

    Notizia di questi giorni (19 dic 2018): la giunta regionale blocca il progetto di riapertura dei Navigli, critiche da molte parti sociali e gruppi della cittá, sia favorevoli che contrari.
    Forse l’idea di dare un futuro a Milano guardando il passato non funziona?
    Buon Natale

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