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Milano | Trasporti: la M1 sino a Baggio

Abbiamo appena esultato per la partenza dei lavori per la M5 sino al cuore di Monza e oltre ed ecco dall’altro capo della città la M1 sfrecciare verso Baggio, sino al Quartiere Olmi e a due passi da Muggiano.

E’ notizia recente che nell’ultima riunione prima del Natale, la giunta di Milano ha dato il via libera al progetto di fattibilità tecnica ed economica del prolungamento della linea Rossa, la M1, verso il quartiere Olmi, quasi a Muggiano, passando per l’appunto da Baggio.

Infatti, dopo aver incassato i 900 milioni di euro necessari a dare il via al prolungamento della «lilla», la M5, per Monza, ecco comparire finalmente anche il prolungamento verso Ovest della M1.

Saranno tre nuove stazioni, che serviranno gli abitanti del nuovo quartiere in costruzione al di sotto di via Parri, e quello di via Valsesia, gli abitanti di Baggio e di Cesano Boscone per terminare in via Ulivi al Quartiere Olmi, a due passi dalla Tangenziale Ovest e dalla zona di Muggiano, dove potrebbe essere realizzato anche un nuovo parcheggio per fermare le vetture d’accesso in città.

Per i finanziamenti, circa 350 milioni di euro, il Comune parteciperà al bando del ministero dei Trasporti con la speranza di rientrare nella short list dei progetti meritevoli di finanziamento governativo.

Le risorse dovranno essere così suddivise: dal «territorio» (Comune e forse Regione) 140 milioni di euro; per i restanti 210 dovrebbero appunto essere in capo al ministero guidato da Danilo Toninelli delle Infrastrutture. Si dovrà comunque attendere il prossimo autunno per superare le approvazioni del Governo.

Le tempistiche dovrebbero essere queste: inizio lavori tra la fine del 2021 e inizio del 2022, chiusura dei cantieri nel 2026 e i treni in transito in banchina per l’anno successivo.

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


15 thoughts on “Milano | Trasporti: la M1 sino a Baggio

  1. Matteus

    La fermata Valsesia si chiamerà PARRI (come indicato nella relazione del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica); la fermata agli Olmi “Q.RE OLMI”; oltre l’ultima fermata ci sarà a circa 600 metri il deposito.

  2. Pierre

    Bisogna investire in metropolitane e trasporto pubblico. Milano è la porta dell’Italia al mondo, bene così. Ogni macchina tolta dalle strade, ogni tonnellata di CO2 risparmiata fa bene alla nostra salute e alla nostra città. Avanti così!

  3. tatino pensabene

    Fermate questo progetto! Servirà solamente a portare i teppisti di Baggio in centro! Il centro si popolerà di individui sconvenienti e diventerà un luogo da evitare soprattutto il fine settimana. Follia pura!

    1. Andy

      Giusto: chiudiamo tutte le metropolitane e pure le autostrade e le ferrovie, così i delinquenti non si spostano e devono restare a casa loro.
      Raramente ho letto un commento più demente di questo

    2. Sarah

      Ma ce la puoi fare? Ma tu dove vivi esattamente dentro il Duomo? io vengo da corso magenta e fidati li la sera vicino ai parchetti o al famosissimo bar magenta girava di tutto, fumo, alcolizzati, spaccavano specchietti delle auto ogni sera…..la polizia? qualche ronda ogni tanto….risultato? una merda.
      Ora vivo a baggio da pochi mesi, sono la persona più felice del mondo. Sfatiamo il mito di baggio = teppisti, brutta zona. Forse 10 anni fa. Oggi proprio no.

  4. Anonimo

    Piu’ che altro le fermate in quelle tre posizioni – ai margini dell’abitato – sono poco utili. Tracciato da rivedere verso nord

  5. Anonimo

    Logico prolungamento, che purtroppo credo sia stato ritardato dal sogno di sbinare il ramo Bisceglie e incorporarlo nella MM6.

    L’unico dubbio che ho è come faranno a gestire frequenze adeguate nei sempre più giorni dell’anno in cui vengono raddoppiati i treni sul ramo principale verso Rho-Fiera. Anche perchè con l’apertura di Technopole, Università e Galeazzi è possibile che il sistema 2 treni a Rho e 1 a Bisceglie diventi permanente.
    E già oggi nei giorni festivi e di fiera le frequenze verso Bisceglie sono abbastanza basse, con un percorso allungato potrebbe anche essere peggio.

      1. Anonimo

        Semplicemente non se ne parla più da anni. Credo che finita la linea 4 a Milano città con le metropolitane abbiamo chiuso.
        Da utente della MM2 che la mattina devo talvolta far passare due treni prima di riuscire a salire non sono contento, ma tant’è.

  6. Stefano Vigo

    La storia della Metropolitana a Baggio, sembra quella di un miraggio nel
    deserto, così vicina che non arriva mai ad essere toccato con mano.
    Mi ricordo che nel lontano 1978 (avevo 12 anni) quando ad Agosto il Tram 18 “Via Beato Michele Da Carcano-Gambara M1”, fù sospeso per la pausa estiva ad Agosto, poi sparì definitivamente tanto la M1 (che allora era ferma ad Inganni), presto sarebbe arrivata a Baggio.
    Peccato comunque per la grave perdita di un’ecologico mezzo di trasporto su Via Delle Forze Armate, tanto che i Bus della Linea 67 oggi sono tutti mezzi a 18 metri da 140 persone, ma allora erano dei 12 metri da meno di 100 persone inquinantissimi a gasolio (quando un Tram ne portava ben 130, ed eventualmente se si fosse investito sui Jumbo-Tram anche quasi 300, estendedo il percorso nel quartiere Baggio).
    L’asta di manovra della M1 in Via Zurigo finiva con una curva che puntava verso Via Viterbo dove nel prato tra Via Colombi e Via Bentivoglio.
    Si vociferava che la M1 avrebbe avuto lì una nuova stazione, per proseguire verso la Via Valsesia/Bagarotti, e il Quartiere Olmi.
    Nel 1992 la M1 arrivò a Bisceglie (con dismissione di una breve parte della vecchia asta di manovra), ed è ferma lì oramai da oltre 26 anni.
    L’aspetto ridicolo della vicenda è che con la M1, in 20/25 minuti circa si arriva dal Duomo a Bisceglie, e poi spesso ci sono attese lunghissime per i Bus 58; 63; e 76 diretti a Baggio (a volte superiori ai 15 minuti), e quindi la velocità di spostamento degli utenti diventa eccessivamente lunga per la scarsa frequenza dei Bus (che andrebbero subito fortemente aumentate).
    In sostanza finalmente il Comune di Milano sta progettando quest’attesissimo prolungamento (nel quartiere l’argomento è gettonatissimo in questi giorni), che avrà poi il suo iter a Roma per i relativi finanziamenti, e tutto quanto poi segue (appalti; lavori; ecc).
    Sul percorso ricordo che tra il niente attuale, e il piuttosto del progetto, va comunque bene quanto proposto, che in realtà và a servire con la fermata “Bagarotti”, una fetta non piccola del quartiere Baggio, e Valsesia (oltre alla Sacra Famiglia a Cesano Boscone vicinissima), oltre ovviamente al popoloso Quartiere Olmi con la successiva fermata/capolinea.
    In prospettiva il percorso Baggio-Duomo dovrebbe essere inferiore ai 30 minuti senza più attese messianiche degli utenti di Bus che non passano viste le scadenti frequenze (nei Festivi poi sono semplicemente scandalose).
    Visto l’inquinamento dell’aria è evidente che va bene programmare l’estensione delle Metropolitane; delle MetroTranvie; e acquistare i Bus Elettrici; vediamo anche di incrementare i passaggi per spostare gli utenti dalle auto, ai mezzi ATM, che deve reinvestire una grossa parte degli utili sulla rete di superficie migliorandone le frequenze.
    Spero che prima di compiere 60 anni potrò salire sulla M1 alla fermata “Bagarotti/Baggio”, un’attesa lunga veramente una vita, per tutti quelli che sono qui nati e cresciuti!

  7. Andrea

    Leggo giuste osservazioni nei precedenti post.Un grosso errore fu togliere il tram dall’asse di via Forze Armate,lasciando Baggio al servizio insufficiente e lento degli autobus,alimentati oltretutto a gasolio.Le metropolitane sono utili e veloci ma costosissime e non si puo’ pensare di servire tutta la citta’ con la sotterranea.La rete di superficie pero’ e’ poco appetibile,ha migliaia di fermate,praticamente ad ogni incrocio,ed anche per questo e’ lentissima…un pachiderma utilizzato per necessita’,non per scelta conveniente.E questo penalizza anche le performance delle metro,aumentando a dismisura I tempi di viaggio per chi deve cambiare mezzo.I tram sono in agonia,hanno piu’ limitazioni loro di un soldato ad un congresso di pacifisti.Ne elenco solo alcune,di queste penalizzazioni: non hanno I semafori sincronizzati ed asserviti anche quando incrociano vie secondarie,pertanto perdono ore fermi con il rosso;hanno fermate vicinissime(davvero troppe e ridondanti) che fanno in modo che non raggiungano mai la velocita’ di crociera;hanno l’assurdo divieto di accodarsi in fermata (cosa sempre avvenuta prima del 2009) facendo perdere ulteriori minuti preziosi e la possibilita’ di trasbordo immediato da una linea all’altra;nelle svolte a sinistra hanno I tempi semaforici di pochi secondi che riescono a smaltire solo un tram alla volta anche dove si accodano piu’ linee…sulla rete pullulano I cartelli con la scritta TRAM A PASSO D’UOMO…senza motivi apparenti che,anche qualora ci fossero,andrebbero risolti…Risultato la velocita’ dei tram Milanesi e’ bassissima,rendendoli poco appetibili e non scelti per comodita’.Questi non sono difetti insiti nel sistema tram,come I detrattori vogliono far credere,ma derivano da problemi di gestione della rete…che deve essere velocizzata.Mi spiace constatare che ATM dorma sonni profondi e non faccia alcuna mossa per uscire da questo impasse.E non chiamiamo metrotram linee che offrono tempi di percorrenza da tartarughe…Prendete un tram a Praga,Berlino,Varsavia,Vienna,Firenze e poi vi rendete conto di come quelli di Milano siamo gestiti in modo anacronistico..altro che citta’ Europea!

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