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Milano | Progetti – La cerchia dei Navigli: le risposte ai quesiti dei cittadini

Mobilità, navigabilità, verde, gestione delle acque e un migliore accesso al Policlinico di via Sforza. Le richieste dei cittadini milanesi, raccolte nel corso del dibattito pubblico sul Progetto Navigli, sono state raggruppate in macro aree tematiche, esaminate e affrontate nella loro totalità e oggi, in una Sala Alessi gremita per l’occasione, è stato presentato il documento che racchiude l’esito delle controdeduzioni dell’Amministrazione.

All’evento hanno preso parte il Sindaco Giuseppe Sala, l’assessore alla Mobilità Marco Granelli, l’assessore alla Partecipazione Lorenzo Lipparini, il coordinatore del Comitato scientifico Navigli Antonello Boatti e i tecnici di MM, moderati dal coordinatore del dibattito pubblico Andrea Pillon.

Ai cittadini è stato restituito un documento – consultabile e scaricabile sul sito https://progettonavigli.comune.milano.it – nel quale vengono ripercorse e affrontate le 92 istanze emerse durante il percorso partecipativo, a cui, tra giugno e settembre 2018, hanno preso parte oltre tremila persone in oltre 22 incontri.

Gli argomenti sono divisi in 16 aree tematiche: gli obiettivi e le finalità del progetto, la ciclabilità, il futuro della linea 94, la navigabilità e gli usi alternativi del Naviglio, il livello dell’acqua rispetto al piano stradale, il sistema delle acque, le pompe di calore, la biodiversità, il verde, l’effetto movida e la gestione del Naviglio, i materiali costruttivi, il tratto via Melchiorre Gioia, il tratto via Francesco Sforza, la viabilità Vetra, De Amicis, il tratto di Conca di Viarenna e infine una serie di quesiti singoli.

“Abbiamo impiegato tutto il tempo necessario a elaborare un’approfondita replica tecnica alle osservazioni avanzate dai cittadini – ha spiegato Lorenzo Lipparini (assessore alla Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open Data) – e abbiamo dato una risposta a tutte. Il percorso partecipativo ha consentito di dettagliare e migliorare il progetto e ci ha fatto comprendere la necessità di procedere da subito allo studio e alla progettazione della riattivazione integrale e navigabile del sistema dei navigli. In particolare abbiamo predisposto il recupero di tutto il fabbisogno di parcheggi per i residenti su via Melchiorre Gioia, approfondito un accesso più semplice per il Policlinico e dettagliato gli interventi di tutela e miglioramento del verde. Il dibattito pubblico è servito per affinare le soluzioni studiate per la navigabilità dell’infrastruttura e confermare la volontà di valorizzare tutti gli elementi di rilevanza storica e paesaggistica presenti lungo la cerchia dei Navigli tra cui, per esempio, le chiuse leonardesche. Raccogliamo in pieno le richieste per la gestione e la prevenzione dei problemi legati alla movida e sull’opportunità di un piano di coordinamento e di governance delle acque superficiali. Il progetto Navigli si arricchisce quindi di nuova conoscenza e consapevolezza e potrà proseguire con una progettazione di dettaglio che tenga conto delle istanze della città”. 

Tutti i materiali sono disponibili al link https://progettonavigli.comune.milano.it




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


9 thoughts on “Milano | Progetti – La cerchia dei Navigli: le risposte ai quesiti dei cittadini

  1. Andrea

    Quale sarebbe l’orientamento del.Comune per il trasporto pubblico?Interventi seri e potenziamento della rete tram oppure I soliti autobus mescolati al traffico come nei “ruggenti”anni ottanta della Milano da bere?Bene sul potenziamento della ciclabilita’…poi ci sara’ la M4…ma e’ il trasporto di superficie che versa in una situazione ben poco Europea,con tempi di percorrenza biblici anche su distanze brevi.Ci saranno nuove preferenziali?Oppure vincono su tutto I parcheggi?

  2. Anonimo

    Devono esserci meno auto. Meno auto = più spazio per i mezzi pubblici che andranno più veloci. Il problema dei tram lenti sono il traffico e i troppi semafori, due problemi facilmente risolvibili. Ma finché troppa gente si sposta in auto è un problema politico intervenire.
    Comunque ottimo che Sala insista sull’apertura dei Navigli, questo progetto trasformerà milano, più che City Life e Porta Nuova. Una città per essere attrattiva deve riqualificare e puntare alla bellezza, alle aree vivibili e pedonali, allo sviluppo del turismo. Chi è contro questo progetto è come chi non voleva i nuovi grattacieli o i nuovi metro dieci anni fa. Persone che si ricrederanno a lavori finiti e saranno entusiasti della nuova città.

  3. ...

    Quanto parlare che si fa a Milano e pensare che una volta era definita la città del fare.

    Innovare la città è una cosa giusta e responsabile. Adesso basta parlare ed apriamo una volta per tutte questi Navigli. Partiamo con gli scavi…

    I fondi ? Un paradosso che una città come Milano con tutta la ricchezza che genera per il paese debba avere timore a spendere qualche centinaio di milioni che poi a loro volta saranno recuperati in pochi anni grazie alla sviluppo economico che questa opera genererà sull’indotto…

  4. Anonimo

    Ad avere tempo è interessante provare a leggere gli allegati.
    Io ho fatto un rapidissimo test e visto come son conciati i Navigli esistenti e gli indubbi problemi di movida che causano degrado, mi son guardato la risposta al quesito relativo. La riporto qui:

    QUESITO M – EFFETTO MOVIDA E GESTIONE DEL NAVIGLIO
    Risposta al quesito
    Si comprendono sia le preoccupazioni sia le aspettative, in parte contrastanti, degli abitanti: in effetti il fenomeno Movida presenta un confine estremamente labile tra opportunità e minaccia. Ovviamente Il fenomeno va sicuramente governato, in modo da non renderlo ostile a quei cittadini che più che usufruirne lo subiscono, e inquadrato in un contesto più esteso, riguardante l’intera città. L’impegno dell’Amministrazione sarà sicuramente volto alla definizione di strategie o eventuale regolamentazione, volta a implementare le opportunità positive fornite, in termini di qualità, ricchezza dei servizi e presidio, e contestualmente a limitare gli effetti più negativi. Proprio per perseguire questo fine, l’Amministrazione è disponibile ad aprire un successivo confronto con i cittadini su tale tema, per comprendere quali attività sono considerate preferibili e necessarie in tale contesto. Riguardo la richiesta di poter avere un gestore unico, la si ritiene assolutamente accoglibile.

    Fa sorridere perchè pur con tantissime parole, in realtà non dice quasi niente.

    1. Luca

      Vero, ma la movida è il fenomeno che rende vive le città. E’ solo necessario un minimo di governo per evitare gli eccessi. Non può essere trattato solo come un problema. Peraltro, con i Navigli interamente aperti per l’intera lunghezza, dubito che vi saranno concentrazioni di folle oceaniche. I punti in cui si concentreranno i giovani sono veramente pochi, forse Piazza Vetra (dove però non vedo case residenziali a ridosso, anzi forse ci sarebbe uno sfogo per le colonne di San Lorenzo, dove invece lo spazio è poco) e la zona di Piazza San Marco. Più in periferia il problema non si pone, così come non si pone oggi per il canale della Martesana, ma anche davanti alla Statale/Policlinico non mi sembra che ci sia spazio per attività commerciali. Quindi occorrerebbe capire di cosa stiamo parlando..

    2. Luca

      Vero, ma la movida è anche ciò che rende vive ed apprezzate le città, in particolare dai giovani e turisti. Se non vi sono eccessi il fenomeno è positivo, non un problema. Ci vuole solo un minimo di regole e rispetto. Peraltro dubito che ci saranno concentrazioni di folle su 7,7 KM di Navigli. In particolare in periferia, dove vi è la maggior concentrazione di residenti, non vedo perchè la movida dovrebbe assurgere a problema visto che oggi sulla Martesana non esiste. Anche la zona di fronte alla Statale/Policlinico non è adatta a locali commerciali che favoriscano assembramenti. Gli unici punti potrebbero essere forse solo Piazza dell Vetra, dove però non mi sembra ci siano condomini a ridosso ed anzi si avrebbe un po’ di sfogo sulle colonne di San Lorenzo e Piazza San Marco. Ben poca cosa.

    3. Andy 77

      1) Urban file perchè non pubblichi i miei commenti? non sono offensivi come quelli di Padanin/Padano.
      2) Sono d’accordo sulla vaghezza della risposta ma credo sia dovuta all’occasione. Non sarebbe appropriato fornire risposte dettagliate senza averle concordate con i comitati, Potrebbe essere un boomerang potendo potenzialmente scontentare una parte del comitato.
      Certo ci vorrebbe il dono della sintesi da parte di chi formalizza questi documenti.

      1. Urbanfile

        Purtroppo molti commenti finiscono in automatico in moderazione e dobbiamo “sbloccarli” manualmente. Nessun intento persecutorio

  5. Wf

    In sintesi il progetto riapertura è cambiato in questo senso:

    1. Non piu una riapertura parziale e larzialmente navigabile ma
    2. Riaperutra totale completamente navigabike fin da subito.

    3.trovare fondi europei o privati esterni al bilancio attuale del comune, che non vuole togliere una lira per i lrogetti investimenti nelle periferie.
    ….
    Detto ciò posso solo dire che gli investimenti che il governo non vuole dare a livello nazionale perché Salvini vuole danneggiare il sindaco Sala sarebbero se investiti nei navigli uno

    Stimolo economico di natura keynesiana
    Ossia tutti i soldi che alcuni dicono sprecati sono soldi che ritornano nelle tasche degli operai.
    Uno stimolo diretto ai consumi.
    Da quando il mattone ha smesso di tirare leconomia dopo gli anni 80.
    Teoria classica dell’economia.
    E che ha semore funzionato.
    A dispetto del liberismo selvaggio che ci ha messo tutti in crisi nera e con le pezze al c…

    Bisognerebbe aprirni 100 di navigli in tutta italia.
    Non solo quello di Milano.
    Per il bene dell’economia

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