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Milano | QT8 – Il Padiglione nella sciatteria

Al QT8 c’è un piccolo gioiellino architettonico apparentemente abbandonato e lasciato nella più totale noncuranza per troppo tempo. Si tratta del Padiglione per Mostre e campo giochi di Piero Bottoni, realizzato nel 1951 in occasione della IX Triennale, inserito all’interno del campo giochi studiato sempre da Bottoni nel 1948.

Oggi il padiglione condivide lo spazio con la sede (palazzina nello stesso contesto) del Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani (CNGEI), un’associazione scout laica.

Il piccolo padiglione inizialmente doveva servire «a due distinte funzioni: 1) mostra permanente dei progetti, plastici, dati tecnici ecc. relativi allo sviluppo del Quartiere Triennale; 2) luogo di eventuale e temporanea riunione dei bambini ospiti del campo di gioco, durante la pioggia».

L’edificio ha una pianta circolare al cui interno si trova un grande salone “fasciato” da un corpo a mezzo anello dove si trova la scala per scendere al piano inferiore e i servizi, oltre al locale del sorvegliante di turno e una piccola biblioteca. Mentre al piano inferiore si trova uno scantinato per attrezzi, con accesso diretto dal campo di gioco.

La particolarità del piccolo edificio è anche la geniale soluzione per illuminare il grande salone, un’apertura circolare nella soletta del soffitto, un lucernario montato su carrello mobile, consentiva di lasciare a piacere a cielo aperto il salone mostre.

Un tempo il rivestimento esterno era composto con tesserine di ceramica di colore crema e grigio che formavano figure geometriche. Peccato che un recupero maldestro effettuato diversi anni fa, ha completamente eliminato questa peculiarità, lasciandoci una parete intonacata rosso mattone. Inoltre sempre all’esterno, vi era una grande lavagna su cui i bimbi potevano scrivere coi gessetti

All’interno del campo giochi, oggi completamente spoglio dai giochi per bambini presenti un tempo, si trova anche la statua dell’Acquaiolo di Leone Lodi, uno dei più grandi scultori del periodo razionalista (sue le sculture del palazzo Mezzanotte della Borsa).

La statua dell’Acquaiolo di Leone Lodi 1933

La statua venne scolpita in un bel blocco di pietra dorata di Vicenza e fu realizzato inizialmente da Lodi per essere collocato alla base di uno dei sei archi liberi disegnati da Sironi ed eretti nel parco del Palazzo dell’Arte per la Triennale del 1933.

Sopravvissuto allo smantellamento di tutte le strutture alla fine della rassegna, fu spostato in occasione della IX Triennale del 1951 nel campetto giochi per bambini nel QT8 di Bottoni, dove giace tuttora in un pessimo stato di conservazione.
Il soggetto riprende un tema molto popolare e caro alla tradizione italiana che ha visto, nei secoli, ritornare la figura del giovane uomo impegnato a trasportare acqua per i campi, in un mondo pastorale e poetico.
Lodi modellò un gesso preparatorio (conservato ora dall’Associazione Leone Lodi) sperimentando una patina morbida, nel colore del cacao, prima di passare alla pietra da cui estrasse la posa disinvolta del fanciullo, naturalistica nel gesto, ma impostata su un equilibrio calcolato fra la gamba sollevata a destra e la testa girata a sinistra, secondo le regole della torsione, messe a punto nelle figure allegoriche del palazzo di via Meravigli.

Come dicevamo, la statua oggi è praticamente distrutta: manca il braccio destro e i piedi, affogati nel cemento (magari ci sono ancora?); viso e altre parti del corpo sono molto deteriorate dal tempo e dall’incuria.

Speriamo che prima o poi il Comune si renda conto della preziosità di questo monumento e magari riporti il più possibile all’originale padiglione, campo giochi e statua. Tanto più che la Sovrintendenza assieme al Ministro dei Beni Culturali, hanno intenzione di mettere sotto tutela l’intero quartiere del QT8, quale esempio architettonico e unitario del periodo storico che ha visto la ricostruzione e la rinascita della città dalle macerie.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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