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Roma | E se il “Modello Porta Nuova” sbarcasse nella Capitale?

Cosa accadrebbe se il “Modello Porta Nuova” sbarcasse a Roma? In una recente dichiarazione Manfredi Catella – CEO di Coima Sgr, che con un progetto di riqualificazione urbana senza precedenti in Italia ha cambiato il volto di Porta Nuova a Milano – ha manifestato l’intenzione di replicare l’operazione anche in altre città italiane, magari partendo proprio dalla Città Eterna.

L’idea sembra aver già mosso qualche passo e il recente incontro con i rappresentanti di alcune Casse Previdenziali sembra proprio il prodromo di qualche novità in merito. Senza dubbio dalle sue parole emergono quelli che potrebbero essere i prossimi passi e a tal proposito ha dichiarato che “l’idea è di coagulare una committenza di investitori italiani verso un percorso su piattaforme dedicate per selezionare gli investimenti di questo tipo” e che “gli interlocutori principali possono essere le Casse previdenziali, le quali hanno una potenzialità di investimento complessiva che può arrivare fino a 100 miliardi […]. La prospettiva che questi soggetti possano essere gli azionisti di lungo periodo di investimenti con rendimenti simili a quello garantito da Porta Nuova (Milano) costituirebbe un traguardo importante sia per le Casse che per lo sviluppo urbano e infrastrutturale del Paese. In questo contesto soggetti come la CDP (Cassa Depositi e Prestiti, ndr) possono fare da volano e da coordinatore su progetti mirati”.

Certamente Porta Nuova ha rappresentato per Milano uno dei molteplici volani di sviluppo che hanno interessato la città negli ultimi anni e di certo ne è diventato un simbolo di rinnovato vigore. E’ fondamentale che tali caratteristiche di iconicità vengano replicate anche negli eventuali futuri progetti, perché sono ingredienti fondamentali per creare nuovo valore urbano e rappresentare agli occhi del mondo che qualcosa sta cambiando in città e che l’Italia è ancora un paese dove investire.

A nostro avviso l’arrivo di uno sviluppo immobiliare di tale portata e dimensione non potrà che giovare a tutta la città, anche per il fatto, non di poco conto, che si alzerebbe l’asticella della qualità delle nuove architetture spingendo anche tutti gli altri operatori a fare altrettanto per mantenersi in linea con il mercato.

Chissà come la prenderanno gli storici costruttori romani…




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Claudio Nelli, 43 anni, milanese, nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione. Ma il percorso non poteva finire qui e nel 2015 fonda Dodecaedro Urbano, un contenitore per nuovi progetti e nuove sfide che coinvolgeranno sempre di più lo sfaccettato mondo delle città


One thought on “Roma | E se il “Modello Porta Nuova” sbarcasse nella Capitale?

  1. Anonimo

    Non con l’amministrazione dei 5 grullini.
    Il movimento delle 5 scimmie romano, ricordiamolo, ha bloccato, per pura ideologia, il progetto originario dello stadio eliminando proprio la parte più interessante dei grattacieli.
    I grattacieli per loro sono solo ecomostri inutili, un po’ quello che molti milanesi pensavano prima di City Life e Porta Nuova.

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